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HARRY'S POV


«Ma che diavolo ti è preso? Sei impazzito?» Sbraitò Cooper camminando in lungo ed in largo mentre Santi incrociò le braccia al petto. Mi avevano trascinato in magazzino impedendomi di correrle dietro, e come se non bastasse, oltre a non sapere dove si fosse nascosta quella piccola canaglia, dovetti pure beccarmi le ramanzine di quei due.

«Ma dai...» lo rassicurai «...non è mica la fine del mondo! E che sarà mai?...Tutto questo casino per un bacio?» Scossi la testa esterrefatto di quanta importanza stessero dando alla cosa.

«Non mi sorprenderei se dopo quello che hai fatto partisse una bella denuncia e nelle prossime ventiquattro ore si presentassero a casa tua gli sbirri!» Aggiunse irrequieto, anche se mi venne da ridere per quanto fosse paranoico ed esagerato.

Addirittura...pensai.

«Che cazzo ridi, hermano? Che dirai loro se dovesse accadere?» Rincarò la dose l'altro, al quale non desiderai altro che spaccargli quella testa a forma di uovo di Pasqua che aveva.

«La verità!» Mi alzai in piedi e colpii un paio di volte la sua spalla, abbozzandogli un ghigno. «Dirò loro che me la sono anche...fatta, nel caso fosse importante! Contenti?» Li spiazzai, ammutolendoli ma non per la notizia, bensì, per il modo in cui scelsi le parole per esprimere la rabbia che stava ribollendo al mio interno. Presley Hayden poteva ritenersi spacciata per avermi umiliato in quel modo davanti a tutti quanti e me l'avrebbe pagata molto cara.

«Ma ti senti quando parli?» Incalzò Cooper.

«Forte e chiaro!» Proseguii per la mia strada.

«Dove vai?» Chiese. «Vieni a stare da me stanotte! Lasciala stare -...»

«Non vado da lei!» Sbottai innervosendomi e perdendo le staffe. «Ora vado...ci si vede!»

«Fermo!»

«Che vuoi?» Domandai al messicano che avanzò nella mia direzione.

«Devo raccontarti una cosa importante che è successa la notte dell'incidente ...» riconobbi quello sguardo e non c'era niente di buono in quello che mi avrebbe detto tant'è che anche sul viso di Cooper comparve una reazione alquanto strana «...ma non qui!»

Annuii e me ne andai.



PRESLEY'S POV

Corsi via in lacrime, amareggiata ed umiliata dal suo incomprensibile comportamento. Vidi sfumare un'ennesima possibilità di riappacificazione con quell'uomo che ormai non conoscevo più e di cui non era rimasto più un briciolo del ragazzo di cui mi ero innamorata. Attraversai le strade piene di pedoni speditamente e con il cuore in gola, non facendo minimamente attenzione ad aprire bene gli occhi ai semafori. Aveva superato ogni limite ed io ne avevo abbastanza di lui e dei suoi modi da psicopatico. 

Sussultai udendo alle mie spalle il suono di un clacson finché il veicolo mi affiancò. «Peps!» Era Ethan e sembrava parecchio in pensiero. Perché non mi potevo innamorare di lui anziché di quell'idiota meschino, pervertito e privo di scrupoli? «Dai, sali!»

 Perché non mi potevo innamorare di lui anziché di quell'idiota meschino, pervertito e privo di scrupoli? «Dai, sali!»

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