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La band prova da quasi un’ora, ma Adrien non è ancora tornato tra noi.
Lo vedo in disparte, con il telefono incollato all’orecchio. Sorride, parla tranquillo, sembra divertirsi... eppure non sembra davvero a suo agio qui.

Alya si sporge verso di me, alzando la voce per farsi sentire sopra la musica. «Ragazza, concentrati su quello che hai vicino, non ti molla un attimo gli occhi di dosso! Ho paura che a breve potrebbe anche divorarti!» ride, con quello sguardo malizioso che conosco bene.

Alzo gli occhi e vedo Luka. Sta seduto poco lontano, serio, con gli occhi scuri che mi fissano. Alya segue il mio sguardo e sussurra: «Mari, Luka ti sta guardando da un bel po’. Ma tu sei tutta persa in Adrien, che sta laggiù, a parlare al telefono.»

Provo a distogliere lo sguardo da Luka, ma la sua presenza è magnetica. Cerco di ignorarlo e torno a osservare Adrien, che continua a parlare al telefono, completamente immerso nella conversazione.

La voce di Luka mi riporta alla realtà, mentre le sue dita pizzicano le corde della chitarra con maestria. Rose accompagna con la sua voce dolce e limpida, avvolgendo la stanza in un’atmosfera magica.

La musica mi cattura. Senza accorgermene, il mio corpo comincia a muoversi a ritmo, a seguire le note con passi spontanei e leggeri. Ballo, libera, come se tutte le tensioni sparissero.

«Guarda un po' chi si scioglie!» ride Alya, afferrandomi per le mani e trascinandomi in un lento goffo e scoordinato. Nino scoppia a ridere vedendoci, le nostre mosse sono più comiche che eleganti.

Continuo a volteggiare e ridere, quando noto con la coda dell’occhio Adrien che si avvicina. Ripone il telefono nella tasca posteriore dei pantaloni, ma ha ancora quell’aria un po’ distaccata.

Nino afferra il suo braccio e gli sussurra qualcosa. Adrien arrossisce vistosamente, portandosi una mano alla bocca per coprire un sorriso imbarazzato. Io e Alya ci scambiamo un’occhiata confusa e divertita.

«Lover boy,» mimica Nino tra una risata.

«Lover boy?» ripetiamo io e Alya in coro, alzando un sopracciglio.

Adrien sospira, sorride divertito e cerca di nascondere il rossore. «Smettila,» dice scherzoso.

Alya scrolla le spalle e mi fa cenno di continuare a ballare. Lo faccio, ma dentro sono combattuta, persa tra emozioni confuse.

Quando finiscono le prove, siamo tutti esausti ma felici, il sudore che imperla la pelle è il segno di un lavoro fatto bene. Aiutiamo a mettere via strumenti, luci e decorazioni, lasciando la sala prove più ordinata di quando siamo arrivati.

Juleka si avvicina, affiancata dal fratello maggiore. «Grazie, ragazzi. Scusate se vi abbiamo fatto fare tardi.»

Sorrido e scuoto la testa. «No, davvero. È stato fantastico, ne è valsa la pena.»

Guardo l’orologio: sono quasi le nove di sera. Non ho ancora cenato e non ho avvisato nessuno. Devo rimediare prima che si preoccupino. E soprattutto devo scacciare la gelosia che mi sta divorando.

Luka si avvicina con un sorriso gentile. «Hai bisogno di un passaggio a casa?»

Incrocio lo sguardo di Adrien e colgo un lampo di sorpresa nei suoi occhi. «Grazie, Luka, posso farcela da sola, non disturbarti» rispondo con un occhiolino.
Lui ricambia il sorriso, sincero e tranquillo.

Nino prende la mano di Alya. «Allora ci salutiamo qui. Il mio gentleman mi accompagna, voi fate i bravi!»

Le lancio uno sguardo ironico mentre lei risponde con una linguaccia e si allontana mano nella mano con Nino.

Poi Adrien si avvicina a me con passo calmo e rilassato. «Vuoi un passaggio, Mari?» chiede con voce dolce.
Rimango bloccata, il cuore accelera. «Adrien... mi piacereb-» inizio a dire, ma il suo telefono vibra di nuovo, interrompendomi.

Lo guardo con un misto di frustrazione e preoccupazione mentre lui sospira, fissando lo schermo illuminato.

Senza pensarci, poso la mano sul telefono, come per fermare quel messaggio invisibile che sembra tenerlo lontano da me.
Lui non reagisce, ma mi guarda fisso, con quegli occhi chiari illuminati dai lampioni, difficili da leggere.

Ritiro la mano all’improvviso, sorpresa da me stessa. «Mi dispiace!» esclamo, un po’ troppo forte e nervosa.

Adrien si acciglia, confuso e spaesato. Non so cosa fare, così scelgo la fuga.

Le gambe si muovono senza riflettere, rapide e decise. «Marinette!» sento la sua voce dietro di me.

Sento il rimorso addosso, ma anche una strana sensazione di sollievo. Come se mi stessi liberando da qualcosa che mi teneva prigioniera da troppo tempo.

Continuo a correre senza meta finché non mi ritrovo davanti alla Torre Eiffel, che domina la notte parigina con le sue luci scintillanti.

Mi siedo su una panchina appartata, cercando di calmare il cuore che batte all’impazzata. L’adrenalina mi fa tremare, e ogni respiro è un’impresa.

Tikki, dalla mia borsetta, sussurra con voce dolce: «Marinette, devi calmarti adesso.»

Annuisco, chiudo gli occhi e inspiro profondamente. «Oggi hai superato te stessa,» ride Tikki, piena di entusiasmo.

Sorrido piano, ripensando a tutto quello che è successo, alle emozioni che ho cercato di nascondere e che ora mi travolgono.

«Sono troppo emozionata per tornare a casa,» mormoro, «anche se non è stato niente di così spericolato... mi sembra di aver fatto una follia.»

Quella notte, sotto le luci di Parigi, sento che forse la follia è l’unica cosa che può darmi un senso di libertà.

✨ Spazio Autore ✨

Ciao a tutti!
Spero che questo capitolo vi sia piaciuto e che vi abbiate sentito un po’ dentro le emozioni di Marinette, tra musica, sguardi e qualche cuore in subbuglio... 💫

Nel prossimo capitolo, le tensioni aumentano e finalmente vedremo cosa succede davvero tra Marinette, Luka e Adrien.
Riuscirà Marinette a districarsi tra dubbi e sentimenti? E quali segreti si nascondono dietro quel telefono che non smette di vibrare?

Vi prometto che ci saranno momenti dolci, qualche sorpresa e anche qualche battito di cuore in più... ❤️

Se vi piace questa storia, lasciate un commento o un like, e soprattutto non perdete il prossimo capitolo: vi aspetto per scoprire insieme cosa succede!

-Formidable- [Marichat] Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora