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Adrien

Il mattino mi accoglie con il calore morbido del sole filtrato dalle tende.
Marinette dorme ancora, la testa affondata nel mio petto, i capelli sciolti che odorano di shampoo e casa. Vorrei restare così tutto il giorno, senza tempo, senza dover pensare. Ma la realtà bussa ,sempre, anche nei momenti più dolci.

Mi alzo in punta di piedi, cerco di non svegliarla. Non perché voglia evitare lei… ma me stesso, il me che oggi non riesce a smettere di pensare a quello che siamo diventati. O a quello che potremmo non essere.

Scendo in cucina e trovo Sabine che già prepara i pancake, gentile come sempre.
«Hai dormito bene nella camera degli ospiti, tesoro?» mi chiede mentre mi offre un sorriso e una tazza di tè caldo.
«Sì Sabine, è meravigliosa ti ringrazio»

L'avrò vista due volte quella stanza da quando sono qui.

Non faccio in tempo a sorseggiare che Marinette arriva, vestita con una t-shirt enorme che probabilmente è mia. Occhi assonnati, ma sorriso sincero.

«Alya ha scritto» dice col telefono stretto nella mano, sedendosi accanto a me. «Ha organizzato un'uscita a quattro per stasera. Noi, lei e Nino. Un doppio appuntamento... come ai vecchi tempi, non è fantastico?»

Ride, leggera, e prende un morso dal mio pancake come se fosse il più normale dei gesti.

Il cuore mi fa un salto strano.
Un appuntamento. Pubblico. Con Nino. Con Alya.
Con Alya, che — anche se non lo dà a vedere — sa.
E per quanto io sia bravo a indossare maschere, ora sono nudo davanti a lei. Davanti a tutti.

Che fantastica notizia.

Ma Marinette mi guarda con quegli occhi speranzosi. Come potrei mai dirle di no?

«Certo» rispondo, mascherando la mia esitazione con un sorriso. «Sarà divertente»

Il pomeriggio passa tra vestiti sparsi sul letto, prove di giacche, Marinette che mi aiuta a sistemare il colletto e poi ride perché lo sbottono apposta per attirare la sua attenzione.
Lei indossa un vestitino nero con le spalline sottili e dei piccoli fiori ricamati sul bordo. È bellissima, e ogni volta che la guardo mi chiedo cosa mai possa aver visto in me.

Saliamo in macchina con Gorilla al volante, silenzioso come sempre. Marinette appoggia la testa sulla mia spalla durante il tragitto, e io cerco di godermi quel momento, senza pensare.

Ma il nodo allo stomaco cresce. Alya sarà lì. Nino pure. Dopo settimane di no-contact da parte mia.

Il ristorante è elegante, illuminato da luci soffuse che riflettono sul bancone di legno chiaro. I tavoli sono circondati da piante di bambù, e c’è un profumo delicato di zenzero e riso caldo che avvolge l’ambiente.

Alya e Nino ci aspettano già, seduti su un divanetto imbottito in fondo alla sala. Alya indossa un top color smeraldo che le sta d’incanto, e sorride in modo troppo compiaciuto appena ci vede.

«Oh, i piccioncini!» esclama, alzandosi per abbracciarci. Marinette arrossisce, e io le tengo la mano, anche se sento i muscoli delle spalle tesi.
Troppo tesi.

Nino ci dà il cinque, sempre lo stesso.
«Amico è bello rivederti» mi strappa un abbraccio fraterno, senza aggiungere troppo.

Lui almeno sembra tranquillo.
Alya invece... ha quello sguardo da “so più di quanto dici” e una scintilla divertita negli occhi, mi terrorizza.

Ordiniamo maki misti, nigiri e sashimi. Marinette ama l’avocado roll, io mi affido ai consigli dello chef. Cerco di godermi la cena, davvero, ma ogni volta che Alya si gira a guardarmi, mi sento scansionato.

-Formidable- [Marichat] Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora