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Adrien

«Baciami e non fermati per nessun motivo al mondo»

Sì, beccato.
Ho ceduto.
Ho ceduto alle tentazioni, e ho intenzione di divorarmi la mia ragazza sta notte, e di farla gemere come solo io so fare.

Dopo la serata, pessima, che avevamo passato, sono convinto che un po' di sesso possa rimarginare gli animi.

Mi avvicino alle sue labbra, catturandole con le mie, inizio a desiderarla follemente, più volte al giorno: la cosa mi preoccupa.
Che sia diventata la mia dipendenza?
O sono diventato ninfomane?

Quel bacio, così fottutamente passionale, sapeva di alcool e frutta, a causa dei quattro cocktail di poche ore prima, che mischiato al sapore del lucidalabbra alla pesca, era quasi idilliaco.

Mi stacco, e la guardo negli occhi.
Ogni volta mi rendo conto di quanto sia immenso l'oceano delle sue iridi, nella quale spesso avevo il terrore di specchiarmi, non fosse per quello...potrei affogarci volentieri.
In quel singolo attimo, le stelle sparpagliate fuori da questa camera, lì in alto nell'oscurità della notte, hanno perso ogni traccia della loro lucentezza perché offuscate completamente dal viso angelico di Marinette.

Lei mi spinge delicatamente verso il letto alle mie spalle, invitandomi a sedere, per poi mettersi a cavalcioni su di me.
Scorro le mani lungo la sua schiena liscia, poi le palpo prontamente il sedere, spingendola verso di me.
È seduta troppo distante e io la voglio addosso,a stretto contatto.

Credo di aver resistito nel ruolo del bravo fidanzato troppo a lungo, per oggi.

Mi struscio appena tra le sue coscie, e le sue gambe, come per riflesso, si stringono attorno ai miei fianchi.
So benissimo che percepiva la mia erezione, tanto quanto io sentivo l'eccitazione che le aveva risvegliato ogni singolo senso del suo corpo.

«Baciami ancora» la imploro, appena si allontana per prendere fiato.
Le infilo la mano dietro la nuca, e la spingo contro di me, mentre con l'altra mano le accarezzo con gentilezza la natica.

Lei mugugna qualcosa sulle mie labbra o semplicemente emette un gemito simile a un sussulto, poi chiude gli occhi e inizia a ondeggiare piano il bacino su di me.

Sento di impazzire.

Sorrido sulle sue labbra, leccandole gli angoli della bocca come per traccarne il contorno.
La mia mano sale lentamente sul suo fianco per dettare un ritmo più incalzanti, ai suoi movimenti goffi e impacciati.

Facevamo sesso da mesi, più volte, in più occasioni.
E nonostante questo Marinette non ha mai perso la sua timidezza inconfondibile, il che mi eccitava solo di più.

Oh sì, proprio lì la volevo.

«Avvicinati, Principessa» dico, accarezzandole i lunghi capelli corvini.

Con la mano libera, la spingo ancora contro di me, fino a farle aderire i seni nudi al mio torace.
Le sue cosce iniziano a tremare, ma si adattano subito alla nuova posizione, aprendosi di più.

Il tessuto sottile e delicato delle sue calze, le avrebbe consentito di eccitarsi mentre si strusciava contro la mia erezione.
Il suo sapore è ormai fuso con il mio, a tal punto che da quel gusto totalmente nuovo, avremmo potuto creare un nuovo cocktail, senza dubbio.
Le labbra pulsano a causa dello sfregamento inarrestabile tra esse, il cavallo dei miei pantaloni si tende a ogni giro di lingua.

Cazzo se volevo di più.

Non mi importava di essere scoperti, di nuovo.
In effetti bastava che Tom si alzasse per andare al bagno, per sentire la figlia gemere nella sua dolce cameretta rosa.
La voglio così tanto da non ragionare.

-Formidable- [Marichat] Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora