Adrien
Appena chiusi la porta della stanza degli ospiti, mi appoggiai con la schiena al legno e chiusi gli occhi. Mentire a Marinette non era mai stato così difficile, le avevo appena detto che preferivo trascorrere la nottata da solo, tra i miei pensieri, nella mia stanza.
Avevo sentito chiaramente la delusione scivolarle addosso, anche se non aveva detto niente. Ma se le avessi detto dove stavo andando, mi avrebbe fermato e io non potevo farmi fermare.
Il respiro mi uscì spezzato quando presi l’anello dal comodino. Bastò un pensiero, un battito, e la trasformazione avvenne. ChatNoir. Il mio vecchio rifugio.
Il mio modo per restare a galla.
Apro la finestra e mi tuffo nella notte, com'ero solito fare.
Le luci della città si spegnevano man mano che mi allontanavo.
Più mi avvicino alla villa, più sento lo stomaco stringersi in una morsa.
Il cancello è proprio come lo ricordavo: arrugginito, imponente, freddo. Lo scavalco senza fatica, ma ogni passo sul vialetto coperto di aghi di pino è un colpo al cuore.
La casa sembra abbandonata, eppure viva. Non nel senso buono. Sembra respirare come una bestia addormentata, pronta a svegliarsi.
Infestata di demoni di cui io volevo far parte.
So quale finestra forzare, quale pavimento evitare per non far rumore. Eppure, una volta dentro, mi sento di nuovo piccolo.
Quel bambino chiuso in se stesso, in silenzio, che osservava tutto ma non diceva nulla.
Feci per salire le scale quando la voce mi bloccò.
«Credi che io sia stupida?»
Mi voltai di scatto. Il cuore mi crollò nel petto.
Merda.
Ladybug.
In piedi in fondo al corridoio, avvolta dalla luce lunare. Il volto teso, le labbra serrate, gli occhi carichi di delusione e rabbia. Il mio respiro si fermò.
«M'Lady, io...»
«No.» Cammina verso di me con passo lento, controllato, ma ogni centimetro del suo corpo gridava tensione. «Mi hai mentito. Di nuovo.»
Mi girai del tutto verso di lei, le mani aperte, vuote. «Non volevo ferirti. Dovevo venire qui, dovevo capire.»
«E per farlo hai scelto di lasciarmi all’oscuro. Di aspettare che io mi fidassi e poi tradirmi. Come tuo padre faceva con te? È questo che stai replicando? È così che ti rende questo posto?»
Quelle parole furono un colpo dritto allo stomaco.
«Non osare...»
«No, Adrien. Non osare tu. Perché sono stanca, di questo perbenismo, stanca di vederti soffrire e non poterti aiutare, di sentirmi tagliata fuori da qualcosa che ci riguarda entrambi.»
Chiusi gli occhi per un istante. Non riuscivo a respirare.
Ladybug era lì, eppure sembrava così lontana.
«Non capisci» dissi, la voce spezzata. «Questa casa... è l’unico posto dove forse posso trovare risposte. Se non scavo, se non cerco, finirò per impazzire, rischierei davvero di diventare come lui»
Lei mi guara dritto oltre la maschera, il viso più dolce, ma gli occhi ancora lucidi di amarezza.
«E se le risposte che trovi ti fanno a pezzi? Se ti perdi in tutto questo e io non riesco più a trovarti?»
Abbassai lo sguardo. Non avevo una risposta.
Lei con il suo solito passo elegante, si avvicina a me lentamente, prendendomi le mani nelle sue; si avvicina talmente tanto che giurerei di sentire il suo respiro sul petto, attraverso la spessa tuta nera, e un brivido di piacere mi percorre la spina dorsale solo al pensiero.
Ma conosco bene i suoi modi di persuasione, non posso cedere adesso .
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-Formidable- [Marichat]
Fanfiction🔒 Lei è Ladybug. Lui è ChatNoir. Ma fuori dalle maschere... nessuno sa niente di nessuno. Marinette è innamorata del suo compagno di classe Adrien, ma una notte finisce per perdere la testa proprio per ChatNoir, il suo partner. Peccato che siano la...
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