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La sera scende su Parigi e l’aria è carica di musica e luci del locale. Io e Alya siamo davanti al cancello, i nostri cuori che battono un po’ più forte per l’eccitazione. Adrien si è fermato poco più in là, accanto a Nino, sorridente.

Mi specchio distrattamente nel finestrino scuro di una macchina parcheggiata proprio fuori il locale, per la serata ho scelto qualcosa di casual ma con un tocco rock: una gonnellina nera, con una zampetta verde che ho ricamato sul bordo, che si muove leggera mentre cammino, una maglia leggermente scollata che lascia intravedere appena le spalle, di una band indie che sinceramente non ero nemmeno sicura esistesse, calze nere con piccoli ricami a forma di stelline e uno chignon scombinato che mi rende un po’ ribelle e un po’ disordinata, proprio come mi sento negli ultimi mesi.

Poi c’è Adrien. Non posso fare a meno di fermarmi un attimo a osservarlo mentre chiacchiera con Nino. È vestito casual, ma incredibilmente elegante: un cappotto leggero sopra una camicia bianca di marca, pantaloni aderenti e scarpe da ginnastica lucide che sembrano scivolargli addosso perfette. Ogni dettaglio dei suoi vestiti riflette la cura e la classe innata che ha sempre avuto, dalle collezioni di alta moda alle linee perfette che esaltano i suoi lineamenti.

E i capelli… i suoi capelli biondissimi sono sistemati alla perfezione, lucidi e setosi, appena scompigliati dal vento ma in modo che sembri naturale, un capolavoro in movimento. Gli occhi verdi risplendono sotto le luci della città, attenti, curiosi, come se leggessero ogni pensiero che passa nella mia testa. Non posso fare a meno di trattenere un piccolo sussulto: è impossibile non restare colpiti dalla sua presenza, dalla perfezione naturale che sembra appartenere solo a lui.

Mi volto verso Alya per nascondere il rossore che sale alle mie guance, e lei mi sorride sapendo cosa sto pensando.
«Non cambi proprio mai tu, eh» commenta divertita.

Come potrei? Ma l'avete visto?

Io non posso, anzi non riesco a staccare gli occhi da lui. Adrien Agreste, il ragazzo più bello e perfetto che io abbia mai visto, sta proprio lì davanti a me, pronto a seguirmi in una serata che promette di essere speciale.

Entriamo nel locale e l’atmosfera mi avvolge immediatamente. Luci soffuse violastre si riflettono sulle pareti di metallo brunito e sugli specchi alle spalle del bancone del bar, creando giochi di luce che fanno brillare ogni dettaglio. L’odore dolce-amaro dei cocktail appena preparati si mescola al profumo caldo del legno del pavimento e dei tavoli, mentre la musica commerciale di sottofondo, un mix tra pop leggero e beat elettronici, accompagna i pochi gruppi di persone che chiacchierano e si spostano tra i tavoli. Ogni nota vibra nell’aria, un’anticipazione del concerto che sta per iniziare, e il mio cuore accelera senza che io possa controllarlo.

Adrien e Nino ci precedono di qualche passo;  il biondino camminando con passo sicuro, le mani nelle tasche, il mento leggermente alzato, come se il mondo intorno a noi non esistesse se non per lui e per me.
Ogni dettaglio del suo volto sembra scolpito per la luce soffusa: i capelli biondi brillano appena, i lineamenti perfetti, le labbra piene e leggermente socchiuse. Sembra uscito da un film, e nemmeno se ne rende conto.

Io resto un attimo indietro con Alya, raccontandole cosa avevo in mente di preciso, cercando di modulare la voce per non fargli capire tutto, e lei mi ascolta con attenzione, inclinando leggermente la testa mentre annuisce. «A me Adrien pare bello disinvolto» mi sussurra, un sorriso malizioso sulle labbra. Lo guardo di sottecchi, e lui, un passo più avanti, sembra quasi percepire la domanda: i suoi occhi si voltano appena verso di me, e un piccolo sorriso complice gli illumina il volto, come se già sapesse tutto e fosse d’accordo con ogni mia scelta.

Ci avviciniamo al palco, il legno lucido sotto le mie Converse scricchiola appena, e il ronzio della folla cresce mentre le luci cambiano tono e intensità. Luka e la sua band — Rose, Juleka e Ivan — sistemano strumenti e microfoni, scambiandosi sorrisi nervosi e battute veloci. Io sento il cuore battermi più forte, e Adrien, senza fare rumore, si avvicina leggermente al mio fianco. Non mi sovrasta; la sua presenza è rassicurante, elegante, quasi protettiva.

-Formidable- [Marichat] Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora