Mi rimetto composta, sapendo di non poter parlare del Progetto Agreste, né di chiavi, né di Osservatori. Luka non sa nulla dell'eredità di Gabriel o delle nostre identità.
I segreti di Adrien, per Luka, sono solo problemi di relazione.
E così, inizio a parlare, tenendo il mio sfogo sul piano generale.
«È che… è tornato il vecchio Adrien,» confesso, la voce che si fa di nuovo sottile e lamentosa. «Quello che si carica il peso del mondo sulle spalle e poi sparisce. Mi aveva promesso che non l'avrebbe fatto più, che non avrebbe più gestito le cose difficili da solo.»
Luka si sposta, appoggiandosi alla testiera e invitandomi con un gesto a posare la testa sulla sua spalla. Obbedisco, accoccolandomi in quell'angolo familiare.
«Mi ha lasciato da sola a preoccuparmi tutto il giorno, e poi il suo bodyguard mi dice che ha un'ospite. Chi è quest'ospite, Luka? E perché non mi ha risposto per otto ore? Non è da lui.»
Luka mi accarezza dolcemente i capelli mentre mi sfogo, un gesto che mi era sempre stato d'aiuto.
«Lui ti ama, Marinette. Magari sta solo affrontando qualcosa che teme ti possa ferire, anche se sbaglia a escluderti,» sussurra lui. «L’amore, a volte, spinge le persone a fare cose stupide, come isolarsi.»
Continuo a piagnucolare contro la sua spalla per quelli che sembrano minuti, finché la tensione non si allenta in un pianto sommesso di pura stanchezza emotiva.
Poi, proprio nel silenzio, il telefono di Luka risuona nella stanza con la chitarra distorta e inconfondibile di una canzone dei Green Day.
Luka afferra il telefono, la fronte corrucciata, ma non riesco a leggere il nome sul display.
«Pronto?» risponde, la sua voce incerta, dato che è quasi mezzanotte e mezza.
Il suono che proviene dal telefono è gracchiante, ma una voce si fa strada: roca e affannata, il tono brusco e quasi disperato.
«Sei con lei?» si sente distintamente dall'altro capo del telefono.
Il mio cuore fa un balzo nel petto. Mi alzo a sedere sul letto, la confusione e il panico che mi colpiscono in piena faccia.
La realizzazione è immediata, sia per me che per Luka.
«Adrien?» chiede, e la sua voce è sorpresa e allarmata.
Luka balza giù dal letto, allontanandosi verso l'angolo della stanza, il telefono premuto contro l'orecchio.
Mi lancia una rapida occhiata furtiva, cercando di nascondere la gravità della situazione. Si passa una mano sul suo ciuffo blu, un gesto nervoso che usa solo quando è davvero preoccupato.
Ascolta meticolosamente, le sue labbra sono serrate.
«Okay, devi calmarti, dove sei?» continua Luka, il tono ora calmo, pratico, ma con una nota di comando.
«Rispondi cazzo!» sento Adrien dall'altro capo del telefono, nonostante Luka sia a metri da me.
Si allontana ancora, il cellulare in mano, il suo corpo teso come una corda di chitarra.
«Adrien,» inizia Luka, cercando di mantenere la sua tipica calma, «devi calmarti. Non capisco che ti succede. Sta bene, Marinette sta bene, ma devi dirmi dove sei.»
Il tono di Adrien si alza, distorto dalla fretta e dalla gelosia. «Non fare il finto tonto, Couffaine! Mi ha cercato per ore. Sono andato a casa sua, poi sono tornato alla villa... e non c'era. Gorilla mi ha detto che era passata, e adesso non risponde. Lo so che l'hai convinta tu.»
«Ho convinto Marinette a bere del latte caldo da me perché fuori si gela, Adrien. Era qui che piangeva perché era preoccupata per te e per la tua stupida assenza. Che cosa ti aspettavi?» Luka si passa la mano sul ciuffo scuro, il suo tono si incrina per la prima volta.
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-Formidable- [Marichat]
Fanfiction🔒 Lei è Ladybug. Lui è ChatNoir. Ma fuori dalle maschere... nessuno sa niente di nessuno. Marinette è innamorata del suo compagno di classe Adrien, ma una notte finisce per perdere la testa proprio per ChatNoir, il suo partner. Peccato che siano la...
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