66.

166 9 5
                                        

L’aria notturna mi colpisce in pieno viso appena usciamo dal locale, e mi rendo conto solo allora di quanto dentro facesse caldo. La brezza fresca mi pizzica le guance e io, complice l’alcol che ancora mi gira in testa, rido senza motivo, appoggiandomi un attimo al braccio di Adrien per non perdere l’equilibrio.

«Shh, Principessa, vai piano» mi sussurra lui, con un tono divertito ma vigile. È decisamente più sobrio di me, e questo lo rende ancora più insopportabilmente perfetto.

Gli altri ci raggiungono subito dopo, ancora scossi dalle battute di Alix, e le risate riempiono la strada. Ma mentre tutti chiacchierano, sento qualcosa di pesante ricadermi sulle spalle. Mi volto appena: è il cappotto di Adrien.

«Adrien, io—»
«Sta’ zitta» mi interrompe piano, sistemando il tessuto enorme che mi arriva quasi alle ginocchia. «Non voglio che prenda freddo, la mia ragazza brilla.»

Abbasso lo sguardo, le guance in fiamme, mentre lui sorride compiaciuto per avermi zittita così facilmente. Il suo cappotto profuma di lui, e ogni passo che faccio al suo fianco mi sembra quasi un sogno.

«Ehi, Agreste!» interviene Luka, lanciandogli uno sguardo da dietro le mani in tasca, il sorriso obliquo. «Non dirmi che stasera hai veramente combinato qualcosa in bagno, saresti un folle!»

Tutti scoppiano a ridere, e io credo di morire d’imbarazzo, mentre Adrien rimane perfettamente calmo. Anzi, sorride di lato, e senza distogliere gli occhi da Luka, mi cinge la vita con decisione.

«Non ti preoccupare, Luka. Quando sarà il momento, non ci sarà bisogno di un bagno.»

Un boato di risate segue la sua risposta, e io sento le gambe molli, stretta contro di lui, con il suo cappotto che mi avvolge e la sua mano che mi tiene ancorata a terra.

Dopo l’ennesima risata, il gruppo inizia a disperdersi: qualcuno prende un taxi, altri si avviano verso la metro. Rimaniamo indietro solo io e Adrien, passo dopo passo lungo le vie illuminate dai lampioni.

Il cappotto mi scivola un po’ dalle spalle, troppo grande per me, ma Adrien allunga la mano subito e lo tira su con naturalezza.
«Grazie» mormoro, abbassando lo sguardo.

«Di niente» risponde con quella voce calma, quasi un sussurro nella notte. Mi tiene vicina, ma senza stringere troppo, come se volesse lasciarmi lo spazio di respirare e, allo stesso tempo, impedirmi di inciampare nei miei stessi passi incerti.

«Sai che…» mi fermo un istante, cercando le parole giuste, «potresti davvero essere più sobrio di me e questo non è giusto.»
Lui ride piano. «Qualcuno deve badare a te, Principessa. E sai che non mi pesa affatto, il tuo micio è sempre a disposizione.»

Il cuore mi scivola in gola. Mi sento al sicuro, protetta, ma anche scoperta. Non ho scuse, non ho muri: solo io, un po’ brilla, e lui che sembra leggermi senza sforzo.

Arrivati davanti a casa mia, mi fermo qualche secondo a fissare la porta. Adrien mi sfila le chiavi dalla borsa senza chiedere, con quella naturalezza che solo lui può permettersi.
«Dai, entriamo. Ti porto in camera e aspetto che ti addormenti.»

«Adrien…»
«Niente discussioni.» Mi apre la porta, mi accompagna fino alle scale, e solo allora mi lascia andare per togliersi le scarpe. Poi mi raggiunge, passandomi di nuovo il cappotto sulle spalle, e accarezza piano la mia guancia, come per sciogliermi l’imbarazzo.

Il suo tocco è leggero, ma sento la pelle incendiarsi sotto le dita.
«Non voglio che questa serata finisca con te che tremi dal freddo. Voglio che finisca con un sorriso e un bacio della buonanotte.»

Chiudo gli occhi un secondo, lasciando che quella carezza mi calmi più dell’acqua fredda del lavandino.
E sorrido.

«Mi piace questa tenerezza» commento.

-Formidable- [Marichat] Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora