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L'interno della Liberty è come un altro mondo.
Lontano dal freddo e dal traffico, la barca è immersa in un silenzio caldo e ovattato.
Juleka, è via da Rose, e la madre, Anarka, è a un concerto, lasciando a Luka il regno.
Nonostante la vita in barca, la casa è ordinata con la meticolosità che lo contraddistingue, ogni vinile al suo posto, ogni cuscino sistemato.

Luka si muove silenziosamente nella piccola cucina, il suo corpo alto e snello che si adatta perfettamente allo spazio ristretto.
Prende il latte e lo mette a scaldare, il gorgoglio sommesso un suono rassicurante.

Ricorda.

Ricorda perfettamente che il latte caldo e miele era l'unico rimedio di Marinette per le notti insonni.

«Allora? Come ti senti?» mi chiede, senza smettere di mescolare il miele nella bevanda.

Sorrido. Non ho nemmeno bisogno di rispondere a voce alta.
Il calore della sua giacca sulle mie spalle, la musica acustica lontana che filtra dalle sue cuffie appese, la sua presenza quieta.

Il mio sguardo vaga tra i vinili appesi al muro, ognuno una storia, ogni storia una melodia.

«Bene, adesso, mi sento più rilassata… Certo, con quel latte caldo sarebbe anche meglio…»
«Oh, ma come siamo impazienti, signorina,» ridacchia Luka.

C'è un'ombra di tristezza nei suoi occhi quando mi guarda, una tristezza consapevole del nostro passato, ma anche una profonda accettazione.

Prende il latte, lo versa in una tazza nero opaco – elegante, semplice, come lui – e me la porge mentre sono seduta allo stretto bancone della penisola.

«Goditela.»

Luka si appoggia al bancone di fronte a me, le sue braccia incrociate, osservandomi bere con un’attenzione quasi meditativa. Il silenzio tra noi non è imbarazzante; è un porto sicuro.

Il vapore del latte mi scalda il viso. Chiudo gli occhi per assaporare il gusto dolce e familiare.

«Mi sono sentita come una stupida, Luka» confesso, abbassando la tazza. Il coraggio scende con il calore.

«Sono andata alla villa di Adrien, perché lui non rispondeva ai miei messaggi. Ero in ansia perché... beh...sai che è un periodaccio per lui, no?»
Luka non mi interrompe. Mi incoraggia solo con lo sguardo.

«Il suo bodyguard mi ha detto che aveva ospiti, e io… ho avuto paura» ammetto, la voce appena un sussurro. «Paura che stesse di nuovo gestendo tutto da solo, nascondendomi le cose. Paura di chi potesse essere l'ospite. Paura che si stia allontanando...da me.»
Luka allunga una mano e mi tocca delicatamente la nocca, il gesto è leggero come una piuma.

«Non è strano che tu abbia paura, Marinette. L'ansia non è gelosia. L'ansia che hai per lui è amore. E l'ansia per i suoi segreti è perché i segreti fanno male. Lo sai meglio di chiunque altro.»

«Ma non voglio essere la fidanzata che non si fida, capisci? Non voglio che lui si senta soffocato, non ora che ha questo gigantesco peso sulle spalle.» Le lacrime tornano a pungere.

Luka spinge la sua tazza vuota più lontano sul bancone.

«Senti la musica, Marinette?» mi chiede, cambiando completamente argomento.

Ascolto.
È una melodia malinconica e complessa, un assolo di chitarra jazz.

«Ogni pezzo ha la sua melodia, i suoi alti e bassi. Ma non possono funzionare se non sono in armonia tra loro. In questo momento, la tua melodia e quella di Adrien non sono in armonia. Lui è concentrato sul basso, sul ritmo oscuro del suo destino. E tu sei la melodia principale, acuta e preoccupata. Non potete ignorarvi a vicenda e sperare di creare buona musica.»

-Formidable- [Marichat] Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora