16.

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Dopo esserci subiti quindici minuti di raccomandazioni iperboliche da parte dei miei genitori
"non bevete"
"coprite i bicchieri che usate"
"torna entro l'una!", finalmente usciamo.

Salgo a cavalcioni sul sedile della moto di Luka.
La brezza serale, fresca e liberatoria, mi accarezza le braccia scoperte.

«Vuoi la giacca?» chiede Luka, porgendomi il casco.
Scuoto la testa, infilandolo.
Non voglio nascondere il vestito, né raffreddare la mia ritrovata determinazione.

Lui si accomoda davanti a me.
«Okay, sai le regole, tieniti stretta,» mi avvisa, come fa sempre.
«Sì, signore» rispondo, stringendo le braccia attorno alla sua vita, appoggiando la faccia sulla pelle del suo giacchetto di pelle, caldo e profumato.
Sotto la canotta, sento distintamente l'accenno dei suoi addominali che si contraggono a ogni suo movimento. Imbarazzante, ma non riesco a non farci caso.
Pervertita.

Cerco di pianificare la serata: stasera solo Marinette.
No Adrien, no Chat Noir, no Ladybug. Solo una diciassettenne che fa cose da diciassettenne.

«Woohoo!» esclamo quando Luka accelera all'improvviso.
L'adrenalina si sparge come un incendio nel mio corpo, e sento il ragazzo sotto la mia salda presa ridere.

«Tieniti stretta, questa strada è uno schifo!» grida, sovrastando il rumore del motore e delle ruote che squarciano l'aria.

Annuisco contro la sua schiena, avvicinandomi ancora di più. Il vento mi sfiora la pelle veloce, i capelli mi frustano la faccia.
Sento la vita scorrere nelle vene.

«Resisti, ci siamo. Senti la musica?» chiede Luka.
Sento la sua voce rimbombare attraverso le sue costole.
La musica, un martellante beat techno-pop, si fa vicina.

La festa è sicuramente iniziata da un bel po'.
La moto si ferma davanti a un viale di ghiaia.
Seguo con lo sguardo i sassetti che portano al portico di una casa enorme, moderna, con ampie vetrate da cui filtrano luci stroboscopiche rosse e blu.

Un gruppo di ragazzi fumano vicino all'ingresso, con in mano i caratteristici bicchieri di plastica rossi, pensavo fosse una cosa dei film americani.

«I bicchieri rossi sono per gli alcolici.» mi informa Luka, aiutandomi a scendere.
Mi legge nel pensiero?

Però sono talmente assorta dalla musica, le luci e i balli che non mi accorgo nemmeno di star camminando mano nella mano con lui.

Osservo i presenti. Hanno tutti una striscia di polvere neon luminosa sullo zigomo.
«Okay, ferma, devo metterti questo,» dice Luka. Tira fuori una scatolina trasparente con della polvere gialla all'interno.
«Cos'è?» chiedo, mentre immerge il pollice.
«Un timbro di riconoscimento. Ti farò una piccola 'L' sulla guancia,» dice, avvicinando il dito al mio viso.

«Ma mi rovinerai il trucco!»
«Le regole sono regole» dice serio, tracciandomi il pollice sulla guancia. La polvere è fredda sulla pelle.
«Dove sono Alya e Nino?» chiede, ripulendo il dito sulla stoffa della giacca.

Afferro il telefono. «Uhm, non lo—»
«Marinette!» grida una voce femminile alle mie spalle.

Eccoli lì. Alya e Nino si avvicinano a passo veloce, sembrano emozionati quanto me.

Alya indossa un lungo vestito rosso di pizzo con tacchi vertiginosi.
Nino ha un completo nero, con un tocco di rosso nel taschino che si abbina perfettamente all'abito della sua ragazza.

«Wow» sussurro. «Siete bellissimi!» dico entusiasta.
Alya sorride, abbracciando il braccio di Nino. «Voi due siete un amore» dice, passando lo sguardo tra me e Luka.

Mi sento avvampare leggermente quando la mano di Luka mi accarezza la spalla.

«Ragazzi, devo farvi il segno per il riconoscimento» dice Luka, avvicinandosi ai miei amici. «Potrete avere tutti i servizi gratuitamente, dato che suonerò qui.»
Spiega mentre fa il segno ad Alya e poi a Nino.

-Formidable- [Marichat] Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora