Marinette
Il suono della terza sveglia mi trapana la testa. Apro gli occhi di scatto, il cuore che mi schizza in gola: tardi.
Sono in ritardo!
Scalcio le coperte e mi catapulto giù dal letto, ancora in pigiama, mentre sento la voce di mamma dalla cucina:
«Marinette, non puoi continuare a fare nottata sul telefono e poi svegliarti all’ultimo minuto!»
Ignoro il rimprovero con la grazia di un ninja mezzo addormentato, mi infilo i jeans alla rovescia (poi li sistemo al volo), una magliettina nera random che era sulla sedia e corro in cucina, afferro due fette di pane, ci spalmo la Nutella con movimenti disperati e infilo tutto in un tovagliolo di stoffa come se fosse la cosa più normale del mondo.
«Non sto sempre sul telefono, mamma!» mento, stampandole un bacio sulla guancia e già trascinando lo zaino sulle spalle.
Afferro al volo un brick di succo alla pesca dal frigo. «Ti voglio bene, ciao!» e scappo giù per le scale a tutta velocità.
Appena fuori di casa, mi basta un angolo isolato: Tikki mi svolazza accanto, io sussurro la parolina magica e in un battito sono Ladybug. Saltando sui tetti, Parigi scorre sotto di me come un fiume che mi riporta a scuola. L’adrenalina mi sveglia più della colazione mancata.
Atterro dietro l’edificio, dove so che a quell’ora non c’è mai nessuno. Respiro profondo, mi detransformo, sistemo in fretta i capelli arruffati e mi preparo a sembrare una studentessa normale, in perfetto orario (più o meno).
Sulla scalinata dell’ingresso tiro fuori il telefono. Due notifiche.
La prima è di Alya: “Ti sei persa! Dove sei finita, girl?”
La seconda mi fa sorridere di riflesso, un messaggio di Adrien: “Buongiorno principessa, ma dove sei?”
Le mie gambe iniziano a muoversi da sole: saltello sul posto, stringendo il cellulare al petto, con un sorriso enorme. Solo dopo qualche secondo realizzo che… le lezioni sono iniziate da venti minuti!
«Oh no!» mi porto una mano alla fronte e mi precipito dentro.
Davanti alla porta della classe, appoggiato al muro, c’è Adrien. Tiene in mano un sacchetto marrone di carta. Più mi avvicino, più sento il cuore accelerare, e non posso fare a meno di scrutarlo da capo a piedi: i capelli biondi perfetti, i vestiti ordinati e quel profumo inconfondibile.
«B-Buongiondo» balbetto, sbagliando miseramente la parola.
Lui ridacchia e si china per stamparmi un bacio sulla fronte, stringendomi a sé.
«Buongiondo anche a te» dice con aria divertita.
Poi mi porge il sacchetto.
«Ti ho preso la colazione. Ormai sarà fredda, ma sicuramente meglio del panino schiacciato che hai nello zaino.»
Un profumo irresistibile di croissant si diffonde nell’aria senza che io apra il sacchetto. I miei occhi brillano di gioia… e di golosità.
«Grazie, Adrien!» esclamo abbracciandolo con entusiasmo, che lui ricambia prontamente.
Questa nuova normalità sembra deliziosa.
«Bella la maglia» commenta, accarezzando la stoffa nera.
«Cosa?» abbasso lo sguardo sulla maglietta che avevo indossato frettolosamente, era...la sua.
«Ommioddio!» esclamo e Adrien scoppia in una fragorosa risata divertita.
La porta dell’aula si accosta e la testa di Alya sbuca fuori.
«Allora? Volete entrare o no?»
Adrien apre la porta con un mezzo inchino ironico e io entro, stringendo ancora il sacchetto al petto come fosse un tesoro. Alya ci segue con lo sguardo e ha un sorriso che già promette guai.
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-Formidable- [Marichat]
Fanfiction🔒 Lei è Ladybug. Lui è ChatNoir. Ma fuori dalle maschere... nessuno sa niente di nessuno. Marinette è innamorata del suo compagno di classe Adrien, ma una notte finisce per perdere la testa proprio per ChatNoir, il suo partner. Peccato che siano la...
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