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Quando apro gli occhi, la prima cosa che noto è il vuoto accanto a me.
Il cuscino è ancora leggermente caldo, ma del suo corpo non c’è traccia. Nessun rumore, nessuna voce. Solo la luce del mattino che filtra dalle tende.

Per un attimo mi manca l’aria.
Poi sorrido.

È così da sempre, dopotutto. Adrien e il suo modo di sparire all’alba, come un sogno che non riesci mai a trattenere del tutto.
Mi infilo meglio sotto le coperte e batto i piedi contro il materasso, ridendo piano.
Non so se per nostalgia o per la felicità che mi pulsa addosso come corrente elettrica.

«Anche da appena sveglia sei fuori di testa?»

La voce mi fa sobbalzare.
Mi tiro su di scatto, i capelli arruffati davanti agli occhi.

Alya?

Lei è lì, sulla porta, con un vassoio in mano e un sorrisetto soddisfatto.

«Bonjour!» canticchia, facendo tintinnare le tazze.

«Cosa…? Dovevamo vederci oggi?» balbetto, ancora mezza addormentata mentre la raggiungo.

«Eh, sì! Ti ricordi o hai deciso di dimenticarti di me ora che hai un fidanzato da cartolina?»

«Oh mio Dio… il curriculum per le università! E il mio compleanno!» esclamo, sepolta dai sensi di colpa.

«Già, il tuo compleanno è tra meno di un mese e ancora non abbiamo organizzato nulla»
Alya ride, poggiando il vassoio sul letto.
«Però...adesso sì che riconosco la mia Marinette: la ragazza che si dimentica dei suoi impegni solo quando è innamorata.»

Mi butto giù dal letto e la stringo in un abbraccio forte, ridendo.
La sua presenza è un po’ come una boccata d’aria fresca: chiassosa, affettuosa e impossibile da ignorare.

Il resto della mattina scorre tranquillo.
Tra una pagina e l’altra di moduli universitari, Alya mi costringe a scegliere una foto “presentabile” per il curriculum
«Questa no, sembri appena uscita da un temporale», e a scrivere la lettera motivazionale «Deve sembrare che vuoi salvare il mondo con un disegno, non che ti stai scusando per esistere!»

Ridiamo, discutiamo, beviamo troppi caffè di fila.
Parliamo dei nostri piani, del futuro, e finiamo, inevitabilmente, a parlare di lui.

«Quiiiindiiii, a che punto della relazione siete tu e l'affascinante Adrien?»
«Non credo di essere pronta a parlare di sesso con te, in questo momento» fingo di minacciarla con una matita.
«Oh okaaay, lo prendo come un "faccio sesso molto appassionato"!»
Mi copro la faccia con le mani, rossa fino alle orecchie.
«Ommioddio! Non c'è bisogno di dirlo così!»
«Allora è vero?! Finalmente cavolo!»
Alya ride ancora, poi sospira e appoggia il mento sulla mano.

«Sai, è bello vederti così. Ti giuro, non ti vedevo così felice da… da anni, credo.»
Abbasso lo sguardo.
«C'è stato un periodo in cui pensavo di averti persa»
Mi osservo le dita, stuzzicandomi le pellicine.

«Che intendi?» le chiedo titubante.

Lei si schiarisce la voce, e si sistema a sedere.
«Beh, un periodo in cui non sembravi più tu, c'era qualcosa che ti portava lontana da me, e da tutti»
Le sue parole mi spiazzano.
Forse perché ha ragione.
«Sarà che le responsabilità da supereroe ti prosciugano davvero l'anima...come nei fumetti» sospira.

E per un attimo cerco di convincermi di aver sentito male, ma è impossibile.
Alzo lo sguardo sul suo, che adesso è accondiscendente.

Rimango immobile.

Forse il mio cervello, ancora confuso dal caffè e dalla mancanza di sonno, ha deciso di giocarmi un brutto scherzo.
Ma no. Alya mi sta fissando. Seria. Troppo seria.

-Formidable- [Marichat] Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora