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<<Ma ti rendi conto di quello che hai fatto?! Luka è mio amico!>> esclamo per sovrastare il vento, mentre tra le braccia di ChatNoir superiamo coppie di palazzi a una velocità sovrumana.
Mi tengo salda al suo collo, e con le gambe resto avvinghiata al suo bacino.
<<È stato lui a instigarmi>>si giustifica.
<<No! Tu proteggi Parigi, e hai attaccato un civile per nulla!>>
Ed ecco la Ladybug che è in me.
Sbuffa, roteando gli occhi al cielo.

Mi guardo attorno, mentre lui continua a correre lontano dalla casa di Luka.
Ormai siamo decisamente lontani, tanto che non sono sicura fossimo ancora nel centro città.
<<Dove siamo?>> sussurro al suo orecchio.
Sposta lo sguardo su di me, per pochi secondi poi torna al suo tragitto e risponde <<In un posto dove posso parlarti senza interruzioni>>
<<Come faccio a sapere che non stai cercando di uccidermi e nascondere il mio corpo?>> ironizzo cercando di rompere il sottile muro di ghiaccio che si è creato, con la troppa tensione della sceneggiata precedente.
<<Perché se fosse così, adesso non mi farei tutta Parigi correndo ma l'avrei fatto un po' prima>>
Io sghignazzo da sopra la sua spalla, e lui accenna un sorriso leggero.
Che fosse preoccupato è abbastanza chiaro, ma è tanto teso che i suoi muscoli sotto di me non si sono rilassati, nemmeno un secondo, dal litigio con Luka.

Dopo un altro paio di chilometri è esausto,e decidiamo di fare una sosta su un tetto in piano di una vecchia casa.
Ormai fuori città.

<<Possiamo parlare anche qui, no?>> dico.
Il buio si sta infittendo, e io dovrei essere a casa da un pezzo, ma lui non mi sembra affatto preoccupato degli orari.
<<Avrei preferito un posto più...a tema>> sospira, sedendosi accanto a me. Mantenendo una sorta di distanza, che ci aiutava a concentrare sul discorso.
Si massaggia le tempie con le dita, eppure sembra come se stesse raccogliendo i pensieri.

Mi schiarisco la voce, osservando il cielo cupo sopra di noi.
In questa via, i lampioni sono decisamente malandati rispetto alla nostra Parigi; c'è così buio che riesco a vedere più delle solite tre stelle che noto dal balcone della mia stanza.

<<Sembri più in pensiero di me>> ridacchia ChatNoir.
Non ho la forza di voltarmi adesso, per la stanchezza della serata o probabilmente per l'idea che possa cambiare opinione e mollarmi.
Chissà.
Lo sento muoversi al mio fianco,come per sistemarsi a sedere, io lo seguo con la coda dell'occhio.
<<Non ci capisco molto di amore Marinette, probabilmente non so nulla a riguardo. L'amore di un padre non l'ho mai conosciuto, la tenerezza di una madre mi è stata strappata via. Ho custodito il mio amore nel petto gelosamente, ma adesso sono qui, accanto a te. Per darmi una possibilità>>
I miei occhi adesso lo guardano con attenzione, e i suoi occhi verdi sono limpidi e sinceri, quasi innocenti quanto quelli di un bambino.
Alza una mano, per scostare una ciocca di capelli dalla mia guancia.

<<Non so dirti se sei il mio primo amore, ma sicuramente quello più vero. Prendi ciò che ti offro, fallo tuo. In modo che possa essere parte di te come tu sei parte di me>> prende una pausa, e fa un gran sospiro.

<<Vorrei che tu prendessi tutto di me. I miei occhi, il mio amore, il mio cuore, persino ciò che è più importante per me>> dice, picchiettando l'anello sul suo dito.
<<Perciò prendi tutto, non lasciare nulla. Se lo getterai via io tornerò per te, ti cercherò, farò in modo di farmi amare da te. Voglio arrendermi a te.>>

Deglutisco a fatica, mentre i suoi occhi smeraldo sono fissi sui miei,e le labbra socchiuse sono pronte a dire altro.
Me ne sto con il suo cuore in mano, leggendone la maggiorparte dei sentimenti che finora non era stato capace di raccontare;lasciando che sia sincero con me.

<<L'amore è arrendersi all'altra persona, non posso permettere che questo mi venga portato via ancora e ancora; questi segreti a cosa ci porteranno?>>

Resto ad osservarlo, sbigottita dall'ultima affermazione.
Quali dei tanti segreti?

Accenna un altro sorriso, e afferro qualcosa da questo; un tipo di incoraggiamento senza destinatario.
Che mi abbia scoperta?

<<Tu...>>inizio, ma la mia voce non è sicura quanto il suo sguardo saldo sul mio.

Mantiene quel bel sorrisetto sulle labbra, ma adesso è leggermente corrucciato, in attesa che sputi il rospo.

<<Tu hai capito che sono...>> gesticolo freneticamente, in attesa che ci arrivi da solo.
La mia mano si muove davanti alla mia faccia, e a gesti indico sia il mio volto che gli orecchini.
ChatNoir si guarda attorno, poi torna su di me più confuso di prima.

<<Che sei?>>

Vuole decisamente che sia io a dirlo, ormai è più che chiaro.

Inspiro una bella manciata di aria fredda, che invade le mie narici e gonfia i polmoni. La freschezza mi rassicura per un secondo, per quel poco che riesco a trattenerla.

<<Che sono Ladybug>> sussurro.

E invece no, mi sbagliavo di grosso. Chatnoir non l'ha capito affatto.

Le sue labbra si separano di scatto, e sono certa che gli sia preso un tic nervoso a una palpebra inferiore.
È corrucciato, perplesso, e mi scruta con occhi decisamente curiosi.
<<Non era questo che intendevi? Pensavo lo sapessi!>> esclamo per sovrastare la mia coscienza che mi rimproverava nella mia testa.
Lui deglutisce, e sbatte le palpebre un paio di volte. Le socchiude e mi scruta.
Il silenzio che si è creato tra noi mi sta facendo impazzire.

<<Cristo santo>> commenta,mentre i suoi occhi verdi sfrecciano sul mio viso come se non l'avessero mai visto prima.
Il suo tono è basso, ridotto a un sussurro.

Accidenti.

-Formidable- [Marichat] Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora