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Non so perché mi sveglio con questa sensazione. Quella frizzante, elettrica, come se avessi inghiottito un'intera lattina di bibita gassata. Forse è l'ansia che mi tiene sveglia. O forse... è solo che domani compio diciott'anni.

Diciotto. Anni.

Non so se ridere per la libertà che mi aspetta o svenire per il peso delle responsabilità.

Mi alzo dal letto, ancora avvolta nel mio pigiama di flanella a pois, e mi infilo la felpa più oversize e anonima che trovo.
Sono ancora un po’ addormentata. Arranco fuori dalla botola, e per poco non precipito dalle scale della mia stessa casa quando apro la porta della cucina.

«BUONGIORNOOOO FESTEGGIATAAA!!!»

Un urlo mi travolge. Alya mi salta addosso come un'onda tropicale, manovrando il mio corpo addormentato in uno degli abbracci più stretti che abbia mai ricevuto.

«Alya! Mi stritoli!» gracchio, spettinata come un pulcino investito dal vento.

Dietro di lei, Nino fa ciao con la mano, sorridendo da dietro il suo berretto. I miei genitori stanno già apparecchiando la colazione come se fosse la mattina di Natale: croissant caldi, succo d'arancia appena spremuto e la proverbiale tazza di cioccolata fumante.

«Eh?! Che succede qui?» chiedo, ancora in stand-by. Non ho nemmeno lavato i denti.

«Oggi si prepara la tua festa!» annuncia Alya, già in modalità comandante e carica come una molla. Mi trascina verso il tavolo con una serie di gesti frenetici. «Abbiamo la sala fino alle diciotto, e vanno fatti tavoli, decorazioni, luci, playlist—»

«Playlist che ho già fatto io!» interviene Nino, alzando le mani in segno di vittoria. «E Bro, dovrebbe arrivare a minuti.»

Bro?
Ah!

Un'ondata di panico mi colpisce, superando di netto l'eccitazione per la festa. Arriva Adrien. Adrien sta arrivando.

E io sono qui, in pigiama macchiato di cioccolata (o forse è ketchup, non ricordo), con l'alito post-risveglio che probabilmente distrugge l'ozono, e i capelli che sfidano la gravità.
Mi premo le mani sulle guance roventi, sperando che basti a svegliarmi. «Aspetta, Nino, dove sta A—»

Quando Adrien appare sulla soglia della porta, è talmente bello che mi dimentico momentaneamente come si respira.
È lì, appoggiato allo stipite, avvolto in una felpa nera oversize che ne esalta la figura. I capelli sono leggermente spettinati, gli occhi dolci... e ha l'aria inconfondibile di uno che non ha chiuso occhio per l'eccitazione. La luce della mattina lo rende quasi etereo.

I miei polmoni si rifiutano di lavorare.

«Ciao, principessa.»
La sua voce è un sussurro basso, leggermente rauco. Fa due passi verso di me, e io resto immobile come una statua di sale, intrappolata tra la gioia e il terrore del mio alito mattutino.

Lui si ferma, mi guarda. Sorride in quel modo così piano e sincero che mi viene voglia di sciogliermi sul pavimento.

Oh no, i denti. I DENTI.

Come se mi avesse letto nel pensiero, o semplicemente non potesse più resistere, Adrien si avvicina con la rapidità di un felino.
Mi afferra delicatamente il viso con entrambe le mani e mi dà un bacio a stampo.
È breve, inaspettato, ma potentissimo.
Sento il calore delle sue labbra e la morbidezza del suo profumo, una nuvola di vaniglia e colonia fresca.
Quando si stacca, i miei occhi sono spalancati.

Alya tossisce platealmente.
Nino ride, portandosi una mano sulla bocca.
Io mi copro la faccia con entrambe le mani, sentendo ogni singola goccia di sangue affluire al cervello. Sono completamente rossa.

-Formidable- [Marichat] Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora