Il parco è silenzioso, solo qualche bambino in lontananza rompe la quiete con risate e richiami. Il sole del mattino filtra tra gli alberi, creando giochi di luce sul selciato e sulle panchine vuote. L'aria profuma di erba appena tagliata e fiori estivi. Cammino piano lungo il viale principale, con il cuore che batte in modo irregolare. Il messaggio di Alya di ieri sera è ancora fresco nella mia mente.
Ci vediamo domani. Alle undici. Al solito posto.
Non ha aggiunto altro. Ma non ne aveva bisogno. Lì c'era già tutto: la rabbia, la delusione, e forse anche la voglia di capire.
La vedo seduta sulla nostra panchina, quella che usavamo da bambine per scambiarci segreti e merendine. Ora sembra troppo grande, troppo distante.
Mi avvicino con passo timido, stringendo la tracolla della borsa tra le dita.
«Ehi» mormoro.
Lei solleva appena lo sguardo. Non ha il solito sorriso. Ma non sembra arrabbiata. Solo... chiusa. Come se stesse aspettando.
«Ti devo delle spiegazioni» inizio, sedendomi lentamente accanto a lei. «Lo so. Ma non so nemmeno da dove cominciare. Non so nemmeno come spiegarti tutto.»
Alya resta in silenzio per un momento, poi si volta appena verso di me.
«Sai... ho rivisto certe clip ieri sera sul Ladyblog» dice all'improvviso, con la sua solita voce tranquilla. «Quelle dei combattimenti degli ultimi mesi. Ladybug sembrava... diversa. Più umana. Più stanca, forse. Ma anche più viva.»
Rimango zitta. Tengo lo sguardo fisso sulle mie ginocchia, le dita intrecciate con forza.
«E ChatNoir...» continua, «sà essere così affettuoso con lei. Come se la conoscesse meglio di quanto dovrebbe. Come se le volesse bene, anche quando nessuno lo guarda.»
Mi sento come se le sue parole stessero togliendo centimetro dopo centimetro l'aria che riesco a respirare. Mi conosce troppo bene.
«Non ti sto chiedendo di dirmelo, Marinette» aggiunge infine, «ma volevo che sapessi una cosa.»
Alzo appena lo sguardo, abbastanza per incrociare i suoi occhi. Ha tolto gli occhiali. Gli occhi di Alya sono dolci, pieni d'affetto.
«Non potrei essere più felice» mormora. «La persona che ammiro di più al mondo... è anche quella che amo di più. Ladybug o Marinette, per me non cambia nulla.»
Un nodo si scioglie lentamente nel mio petto. Le labbra mi tremano leggermente, ma le lacrime non scendono. Resto solo a fissarla, mentre il cuore mi si scalda e finalmente, finalmente, mi sento meno sola.
«Da quanto lo sapevi?» chiedo a bassa voce.
«Lo sospettavo da sempre» risponde, con un sorriso. «Ma ho deciso di aspettare che fossi tu a dirmelo. Alcune verità devono uscire da sole, nel momento giusto.»
Le prendo la mano, stringendola con gratitudine. Alya non ha solo scoperto il mio segreto. Mi ha protetta, anche da me stessa.
Poi, con tono più curioso che accusatorio, chiede: «E Adrien?»
Il mio cuore accelera di nuovo. «Cosa vuoi dire?»
«Voglio dire... Nino mi ha detto che, dopo quel che è successo, tu e lui vivete praticamente insieme, siete sempre più vicini... e lui ha sempre avuto un certo legame con ChatNoir. C'è qualcosa che mi stai ancora nascondendo?»
La guardo. Il suo sguardo non è inquisitorio, è solo protettivo. Sospira.
«Non voglio forzarti e, forse non sono nemmeno affari miei ma... se hai bisogno di parlare, io ci sono. Lo sarò sempre. Per qualunque verità, Marinette.»
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-Formidable- [Marichat]
Fanfiction🔒 Lei è Ladybug. Lui è ChatNoir. Ma fuori dalle maschere... nessuno sa niente di nessuno. Marinette è innamorata del suo compagno di classe Adrien, ma una notte finisce per perdere la testa proprio per ChatNoir, il suo partner. Peccato che siano la...
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