Dopo un’ora ero ancora seduta al tavolo con Charles al mio fianco, Pierre, Lando e George, ci stavamo divertendo eppure mancava qualcosa, continuavo a guardare l’ingresso sperando di vederlo spuntare tra tutte quelle persone eleganti ma non sarebbe mai successo. Charles sfiorò la mia spalla facendomi tornare alla realtà
<<Posso invitarti a ballare?>> chiese con i suoi occhi che brillavano di color verde smeraldo
Rivolsi ancora una volta la porta e scossi la testa, non sarebbe venuto, ero una stupida illusa. Accettai la mano di Charles e mi alzai, ci avviammo verso la pista da ballo in elegante pavimento di alabastro, prima che Charles potesse avvicinarsi a me la gente attorno a noi iniziò a bisbigliare guardando l’ingresso, allungai il collo e lo vidi mentre si affrettava per i tavoli cercandomi poi finalmente posò lo sguardo su di me e sospirò sollevato, camminò a passo svelto verso di me e Charles tornò al tavolo con lo sguardo basso per lasciarci da soli.
Quando fu davanti a me lo guardai dalla testa ai piedi: i capelli più in ordine del solito ma leggermente scompigliati con un ciuffo che ricadeva sulla fronte, le guance perfettamente lisce, il primo bottone della camicia slacciato come la cravatta e la giacca dello smoking slacciata. I suoi occhi mi scrutavano e mi sorrideva timidamente
<<Hai messo lo smoking per me?>> domandai con il cuore a mille
<<Io…in realtà credo ci sia qualcosa da sistemare, questa maledetta cravatta…in realtà so allacciarla ma non riesco stavolta>> disse ridendo tirandola e facendomi ridere
<<Aspetta>> posai le mani sulle sue e annodai la cravatta
Sistemai la giacca sulle spalle chiudendo il bottone a metà e lo sentì sospirare
<<Ecco qui, perfetto…come sempre del resto>>
Strinse la mia mano destra con la sua <<Mi concedi questo primo ballo?>> sussurrò al mio orecchio e annuì sorridendo
Mi portò al centro della pista mettendosi di fronte a me mentre la musica si diffondeva tra le pareti e gli occhi degli invitati si posavano su di noi, Max posò con sicurezza la mano sul mio fianco sinistro stringendomi la mano destra nella sua mentre lo stringevo posando la mano sulla sua spalla. Era la prima volta che mi portava con quella sicurezza, seguivo il suo ritmo, mi lasciai andare e poi lo guardai negli occhi, mi sorrise incurvando leggermente l’angolo destro delle labbra
<<Come mai hai cambiato idea Max?>>
<<Quando ti ho vista in quel vestito, eri bella da togliere il fiato e poi ho ripensato alla prima volta che ti ho sfiorata in quella spiaggia. Ho pensato a quanto avrei voluto farlo di nuovo. E poi…>>
<<Cosa Max?>> lo esortai
<<Voglio essere io quello che ti tiene stretta a sè per farti ballare, quello per cui ti metti questi abiti meravigliosi>>
Le sue mani lasciarono le mie per appoggiarsi sui miei fianchi mentre io posizionavo le mie dietro il suo collo sorridendo <<Come la prima volta, ricordi?>> disse
Lo guardai negli occhi e provai un desiderio irrefrenabile di baciarlo, il mio cuore sembrava scoppiare e la pelle bruciava dove lui mi sfiorava <<Non potrei mai dimenticarlo nemmeno se volessi>> ammisi
In quel momento nella mia mente vidi le immagini di quella sera, il suo ingresso a casa di Pierre così freddo, il modo in cui mi aveva guardata senza stringermi la mano poi le sue mani che toccavano la mia pelle per la prima volta e capì ogni cosa, sapevo quello che dovevo fare.
<<Max…>> gli accarezzai la guancia mentre lui socchiudeva gli occhi
Sorrisi puntando lo sguardo sul pavimento e lui mi fece sollevare il mento <<Quando tornerai da Torino, d’accordo?>>
Annuì delusa perchè avrei voluto dirgli ciò che pensavo e cercai di farglielo capire con gli occhi come spesso avevamo fatto, in silenzio <<Quando tornerai ti ascolterò quanto vorrai ma voglio che tu sia sicura della scelta che farai, io ti aspetterò qui>>
Affondai il viso nel suo petto inalando il profumo sulla sua giacca, lo stesso che c’era n casa sua e tra le lenzuola <<Saranno solo un paio di giorni d’accordo? Tornerò da te Max>>
<<Lo so>> sussurrò tra i miei capelli
Quando vidi Charles capì che era ora di andarmene, guardai Max perchè sapevo che ormai stare lontana da lui era la cosa più difficile in assoluto per me. Max incorniciò il mio viso con le mani e pensai che volesse baciarmi, sembrava combattuto quanto me così mi feci coraggio per una volta
<<Posso baciarti Max?>> chiesi sottovoce
<<Se lo desideri davvero, certo. Non aspettavo altro>>
Lo attirai a me stringendo il colletto della giacca e accarezzai le sue labbra con le mie chiudendo gli occhi, godendomi ogni istante quando li riaprì lasciai le sue mani e mi avviai verso l’uscita senza voltarmi indietro altrimenti non avrei avuto il coraggio di lasciarlo lì e partire con Charles.
Era strano essere di nuovo in macchina con Charles, ormai ero abituata a girarmi verso il finestrino e a guardare Max riflesso nel vetro cercando di non farmi scoprire mentre studiavo il suo viso. Quella sera invece ero nervosa e incredibilmente tesa, mi aspettavano almeno tre ore e mezza di viaggio con Charles, speravo di dormire ma sapevo che sarebbe stato difficile. Allacciai la cintura in silenzio mentre Charles accendeva la macchina, evitava il mio sguardo, indossava ancora la camicia del Gala, ormai slacciata a metà per stare più comodo.
Durante la prima mezzora di tragitto non proferì parola, poi lo guardai aveva la mascella serrata e tesa, stringeva il volante saldamente con la mano destra e appoggiava il gomito sinistro sull’altro lato dove il finestrino era completamente abbassato, realizzai che forse era nervoso anche lui dopotutto erano due anni che non passavamo del tempo completamente da soli
<<Va tutto bene?>> chiesi mettendo da parte l’orgoglio
<<Sì è solo strano stare con te, e sono un pò come dire…>>
<<Nervoso?>> conclusi al suo posto
Per la prima volta in quella sera lo sentì ridere <<Esatto>>
<<Posso chiederti una cosa?>> continuò lui
<<Quello che vuoi>> lo esortai
<<Come l’ha presa Max? Questa decisione di venire con me intendo>>
Meditai qualche istante sulla risposta perchè alla fine Max era tranquillo ma al principio non l’aveva presa bene, aveva paura di perdermi a causa di Charles ma poi aveva capito quanto fosse importante per me questo “viaggio” e lo avevo apprezzato
<<Diciamo che l’ha accettato, ha capito che era la decisione giusta, per me>> risposi
<<Perchè?>>
<<Perché è giusto che io capisca cosa voglio ed è ora di scegliere e mettere fine a questa storia e alla vostra rivalità>>
<<Bè vorrà dire che farò di tutto per convincerti a scegliere me>> disse ridendo con la sua solita espressione buffa
Fu la prima volta in cui ridemmo insieme, come non facevamo da tempo, mi ero dimenticata com’era il suono della sua risata combinata alla mia, decisi che in quei giorni non avrei continuato a pensare avrei seguito i miei sentimenti senza preoccuparmi del giorno successivo, sapevo che il mio cuore avrebbe capito cosa fare. Appoggiai la mano sul cambio e dopo qualche secondo la sua si sovrappose proprio come ai vecchi tempi, ricordavo bene la prima volta che Charles aveva guidato, anche in quella situazione ero al suo fianco e disse che dato che non poteva stringermi la mano quello era l’unico modo per tranquillizzarsi, sorrisi e lui mi ricambiò e sapevo che stavamo pensando esattamente la stessa cosa. Mi lasciai andare contro il sedile e mi addormentai mentre le dita di Charles mi accarezzavano la mano.
Una mano toccava il mio viso, aprì gli occhi leggermente e gli occhi di Charles mi guardavano, aveva aperto la porta ed era dal lato del passeggero ma non avevo sentito mi ero completamente addormentata
<<Charles, dove siamo?>> chiesi al monegasco
<<Siamo arrivati>>
Osservai il cielo scuro dal finestrino, avevo dormito quasi per tutto il viaggio ed ero di nuovo in Italia, la macchina era parcheggiata fuori da un palazzo di circa otto piani, quando realizzai di essere sola con Charles, lo guardai e rividi quegli occhi di cui mi ero innamorata anni prima
<<Charles>> appoggiai la mia fronte alla sua sospirando
<<Credo di amarti ancora ma…>> non riuscivo a spiegare a parole quello che sentivo dentro di me
<<Stai tranquilla, adesso abbiamo bisogno di riposare Lisa>>
Mi aiutò a scendere e a scaricare la mia valigia e senza aggiungere altro ci ritrovammo all’ingresso dell’appartamento, le pareti erano bianche ma l’arredamento raffinato dava calore e luce alle stanze, al centro del salotto il colore nero del pianoforte spiccava nel locale, guardai Charles
<<Ho iniziato a suonare dopo che te ne sei andata, avevo bisogno di concentrarmi su qualcosa che non fossero i motori e suonare mi ha aiutato a guarire e a non impazzire>>
Mi avvicinai al pianoforte rapita dal suo fascino nonostante non sapessi suonarlo, sollevai la copertura e feci scorrere le dita su alcuni tasti, in un attimo Charles fu accanto a me e posò la mano sulla mia
<<C’è qualcosa che dovresti sentire ma non ora…domani magari>>
I miei occhi scivolarono sulle nostre dita, il tepore si diffuse dalla punta delle dita fino al viso e il cuore iniziò ad accelerare, Charles toccò incerto la mia guancia inevitabilmente le sue iridi verdi si spostarono sulle mie labbra, sorrisi appoggiando le mani sul suo petto
<<Segui il tuo cuore Lisa>> sussurrò al mio orecchio mentre le nostre labbra non erano più così lontane.
STAI LEGGENDO
The boy in red
RomanceCharles e Max: due personalità diametralmente opposte, il ragazzo in rosso dagli occhi color verde smeraldo e il giovane uomo dal sangue freddo con la corazza d'acciaio per proteggere sé stesso dal Mondo. Un desiderio comune: scolpire i loro nomi d...
