Capitolo LV-parte I

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Non appena lessi la data il mio cuore mancò un battito, il giorno della partenza era più vicino di quanto pensassimo, avremmo fatto in tempo ad andare in Olanda ma non avrei visto la gara, dovevo partire sabato sera dopo la qualifica.
<<Il 4 Settembre>> sussurrai sconfitta <<non potrò vedere il Gp di casa tua>> 
Max abbassò lo sguardo rattristato poi la felicità per me che stavo per realizzare il mio sogno ebbe il sopravvento <<Non devi preoccuparti per me o per la gara. Stai per raggiungere un obiettivo straordinario, voglio vedere solo gioia ed entusiasmo nei tuoi bellissimi occhi Lisa>> incorniciò il mio viso tra le mani spostando qualche ciocca dei miei capelli che erano ancora umidi

Solo quando lo guardai negli occhi realizzai che oltre al pensiero di essere “costretti” a stare lontani avrei fatto ciò che avevo sempre desiderato. Vivere negli Stati Uniti, a New York respirare tutto ciò che quel posto poteva darmi, soprattutto facendo ciò che amavo di più con la danza 
<<Andrò  a New York!>> esclamai incredula sentendo gli occhi inumidirsi per la felicità 
Mi aggrappai a Max che mi sollevò da terra facendomi volteggiare e strappandomi una risata incontenibile
<<Ti amo Max! Non so con certezza cosa ci riservano i prossimi mesi ma voglio che in questo sogno ci sia anche tu. Non mi importa dei chilometri di distanza o dell’ Oceano che ci separerà, troveremo un modo>> promisi
<<Non basta una maledetta cartina geografica per spezzare quel filo rosso che ci ha fatti incontrare e che ci unisce>> rispose prima di baciarmi lasciandomi senza fiato <<Ora però dobbiamo fare una doccia>> aggiunse ridendo
<<Dobbiamo?>> replicai circondando il suo collo con le braccia <<credo di essere in grado di farmela da sola>> sussurrai a pochi centimetri dalle sue labbra
Mi prese in braccio facendomi urlare e mi prese in spalla, mi ritrovai con la testa a penzoloni appoggiata alla sua spalla mentre il mio cuore continuava a vibrare di risate, non sapevo cosa ci aspettava, avevo una sola certezza: quei momenti, ogni singolo minuto, sarebbero stati impressi nel mio cuore per sempre 

Quando varcammo la soglia del bagno mi attirò a sé baciandomi con passione, dopo il bagno in piscina eravamo rimasti in costume quindi le sue mani avevano libero accesso a ogni lembo della mia pelle. Entrai nella doccia che era più che spaziosa per entrambi, una luce blu ci illuminava. 

La mia pelle si ricoprì di brividi quando con la schiena sfiorai la parete fredda della doccia, mi ritrovai nel piccolo spazio tra Max e il muro mentre le sue mani scorrevano sulle mie cosce. Le sue dita iniziarono a giocare con i fiocchi che tenevano il costume ben stretto alla mia vita, riuscì a slacciarli facendomi rabbrividire ma proprio quando stava per introdursi nuovamente dentro di me, trovai a tentoni la leva dell’acqua fredda che iniziò a piovere su di noi

L’espressione disegnata sul suo volto mi scaldò il cuore <<Hai decisamente bisogno di una doccia fredda Verstappen>> 
Le sue iridi si accesero e brillarono, fece aderire ancora di più i nostri corpi baciandomi con forza poi si arrese ridendo e iniziammo a fare la doccia insieme mentre i suoi occhi continuavano a studiare la mia pelle e le mie forme. Accarezzai le sue spalle e gli addominali con le mani intrise di bagnoschiuma e Max chiuse gli occhi facendosi cullare dalle mie mani poi si fece improvvisamente serio 
<<Sai già dove starai a New York?>>
<<A dir la verità vengono messi a disposizione degli alloggi o appartamenti che sono compresi nella borsa di studio. Potrei anche vivere a Brooklyn, mi ha sempre intrigato>> confessai 
<<Mi preoccupa che la partenza sia così vicina, ti ritroverai a chilometri da qui in un Paese nuovo senza conoscere nessuno. Però so che ce la farai, è quello che hai sempre voluto>> disse
<<Voglio anche te Max…più di qualunque altra cosa>> 

Cercava di nasconderlo ma nei suoi occhi leggevo la paura di stare lontani per lunghi periodi ma soprattutto non fossimo più in grado di vivere l’uno senza l’altra 
<<Non riesco più ad immaginarmi questa casa vuota senza di te, senza le tue risate o i tuoi libri sparsi per le stanza oppure tu che dormi con le mie magliette. Appena apro gli occhi voglio vedere solo te e trovarti tra le mie lenzuola, quando mi addormento voglio sentire le tue dita affusolate che mi stringono. Non sono sicuro di riuscire a stare senza di te o di riuscire a sopportare che tu sia così lontana dalle mie braccia>>
Una lacrima sfuggì dai suoi occhi, si affrettò ad asciugarla ma era troppo tardi perché le nostre lacrime iniziarono a mischiarsi con l’acqua fredda della doccia.

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