Capitolo XLII:parte I

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Era quasi impossibile tenere il passo di Max quando era così furioso, rinunciai sperando che rallentasse o che si fermasse e dopo qualche metro crollò sulla sabbia in ginocchio con la testa tra le mani. Riuscì a raggiungerlo, mi inginocchiai per essere alla sua stessa altezza, l'aria era decisamente più fredda dato che era notte ma non importava. Allungai incerta le mani verso il suo viso per poter vedere i suoi occhi che quando si scontrarono con i miei iniziarono a lacrimare, per qualche istante vidi dopo anni la parte più pura e ferita di Max, quella dell'infanzia
<<Lasciami solo, ti prego Lisa>> disse cercando di allontanarmi
<<Devi smetterla di tenere per te il dolore, di fingere di non essere ferito a volte o di non provare sofferenza. Non ho intenzione di muovermi da qui>> sussurrai cercando di non piangere
Si lasciò andare tra le mie braccia e sentì le sue lacrime bagnarmi la maglia
<<Dimmi che quello che lui pensa non è la verità. Dimmi che valgo abbastanza per te, ti prego>> si lasciò sfuggire lasciandomi senza parole

Strinsi saldamente il suo viso tra le mani
<<Max...guardami>> asciugai le lacrime sfuggite dai suoi occhi con le dita <<Tu sei molto più di una parola come "abbastanza", sei la prima persona a cui penso quando apro gli occhi, l'ultima a cui penso prima di chiuderli quando mi addormento. Ti sei preso cura di me dal nostro primo incontro pur non conoscendomi così bene>>
Trovò finalmente il coraggio di aprire gli occhi e di guardarmi mentre continuavo a ricordargli quanto lo amassi
<<Continuavo a vivere la mia vita pensando di avere tutto e di essere felice ma quando sei arrivato tu, hai riacceso in me la voglia di vivere intensamente ogni singolo momento ed è quello che sto facendo. Quindi dire solo che ti amo sarebbe stupido e riduttivo, la verità è che quando tu non ci sei, sento un pezzo di me che se nè va e mi sento terribilmente vuota ma quando tu ritorni tutto ha di nuovo senso>>

Non gli avevo mai davvero confessato tutto ciò che provavo ma tutte quelle parole erano la pura e semplice verità <<A dire il vero credo di non poter vivere senza di te Max, ho bisogno del tuo sorriso, dei tuoi occhi che si specchiano nei miei, delle tue mani che mi accarezzano e della tua voce che accompagna le mie giornate>> provai a tranquillizzarlo ulteriormente <<Quindi non me ne importa nulla dei giornali, dei media, di ciò che pensa tuo padre o delle dichiarazioni di Charles>>
Lo baciai con trasporto e un disperato bisogno di contatto tra le nostre labbra, Max si aggrappava a me, finalmente notai l'ombra di un sorriso malinconico sul suo volto <<Questo...il nostro legame, ciò che abbiamo non ha paragoni, è iniziato dal dolore, dalla sofferenza, abbiamo attraversato una vera e propria tempesta, abbiamo sofferto quando eravamo lontani geograficamente, a volte anche quando eravamo vicini ma abbiamo sconfitto i nostri demoni e abbiamo trovato la luce. Anche quando ho provato ad allontanarti tu dall'inizio non mi hai mai lasciata andare, nemmeno quando il mio primo vero amore ha cercato di avere la meglio su di te>>

Max non aggiunse nemmeno una parola si limitò ad attirarmi a sé, mi sfiorò la guancia con le dita e fece scontrare le nostre labbra delicatamente. Infilai le mani tra i suoi capelli abbracciandolo, lo spinsi leggermente fino a quando la sua schiena non toccò la sabbia senza smettere di baciarci mentre le sue mani scorrevano sulla mia schiena mi ritrovai a cavalcioni su di lui. Non andammo oltre perchè avevamo semplicemente bisogno di sentire i nostri cuori che battevano allo stesso ritmo, mi tornò in mente la prima volta in cui era successo, in spiaggia Monaco sulle note di Ed Sheeran
<<Ho una fantastica idea su ciò potremmo fare per concludere questa giornata>> sussurrai sulle sue labbra
<<Non credo sia quello a cui sto pensando io...>> rispose toccandomi la coscia e ridendo finalmente
<<Decisamente no>> replicai <<qualcosa che si addice meglio a questo momento. Ti fidi di me?>>
<<Sempre Lisa>>
<<Ora voglio che ti lasci tutta questa oscurità che hai dentro alle spalle e che tu faccia splendere quella luce che amo>> dissi

Sorrise ricordando che erano le stesse parole che mi aveva detto quella sera, mesi prima in spiaggia. Mi alzai porgendogli la mano per aiutarlo, e lo condussi alla riva, Max sorrideva dolcemente ed ero sicura che avesse capito le mie intenzioni infatti si avvicinò a me portandosi le mie braccia dietro la nuca, posò le sue mani sui miei fianchi e cominciò a farmi ondeggiare con più sicurezza rispetto alla sera del nostro primo incontro, mi fece fare varie giravolte facendomi ridere, poi mi accarezzò e baciò le mie labbra. Quando meno me l'aspettavo mi sollevò e avvolsi le gambe attorno ai suoi fianchi mentre mi faceva volteggiare ed eravamo solo noi e c'erano solo le stelle che brillavano timidamente ad osservarci.

Quando erano ormai quasi le due del mattino tornammo in casa, leggermente infreddoliti per la brezza notturna ma con il sorriso sulle labbra, Max teneva le nostre dita intrecciate
<<Per domani come faremo con tutto ciò che abbiamo programmato è già quasi mattina...>>
<<Possiamo dormire solo qualche ora>> proposi
<<In realtà io pensavo di occupare qualche ora con una certa cosa...>> mi spinse delicatamente verso il muro chiudendomi in piccolo spazio
<<Niente da fare Verstappen, domani...forse>>
Scappai con le sue risate in sottofondo, dopo essermi cambiata per la notte trovai Max già sotto le lenzuola semplicemente con un paio di boxer. Iniziai a temere che non avremmo dormito affatto ma promisi a me stessa di resistergli.
<<Dormi così?>> domandò ammiccando e facendo scorrere lo sguardo sul mio corpo, avevo intenzione di dormire con un paio di pantaloncini e il reggiseno
<<Assolutamente sì! Qualcosa in contrario Max?>> risposi sdraiandomi al suo fianco
<<Potresti eliminare anche gli ultimi strati>> suggerì
<<Buonanotte Max, sogni d'oro e nel caso tu non riesca a dormire consiglio una doccia fredda>> conclusi trattenendo un sorriso

Non aggiunse altro se non risate per poi avvolgermi tra le sue braccia. Chiuse gli occhi e si addormentò come un bambino e io lo seguì poco dopo.

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