Capitolo LIII-parte I

252 10 2
                                        

Lisa’s POV
Guardai Max nel panico cercando una spiegazione o qualunque cosa da dire ma la verità era che Pierre non stava mentendo 
<<Avevamo giurato che quella sera non aveva significato niente per nessuno dei due>> urlai fuori di me puntando la mano sul petto di Pierre <<come puoi farmi questo?>>
<<Sapevi che per me aveva un significato quel bacio Lisa, non l’ho dimenticato>> ammise colpevole 
<<Mi avevi giurato che non ne avremmo parlato mai più>> mi allontanai da lui non sopportando quella vicinanza con Pierre 

Max era sconvolto, un’espressione incredula e ferita era dipinta sul suo volto
<<D’ora in poi starai lontano da me anzi da noi, sono stata chiara? Non voglio che ti avvicini a me o che tu mi  rivolga la parola>> dissi con rabbia
<<Lisa aspetta…non puoi>>
<<No tu non potevi fare tutto questo! Hai cercato di portarmi via Max…incontrare lui è stata la cosa migliore che potesse capitarmi e dopo tutto quello che ho passato hai cercato di distruggermi>> ribadì
<<Lisa…>> le lacrime solcavano il suo volto, cercò di afferrarmi il polso
<<Non ho più nulla da dirti. Dimenticati di me Pierre>>  

Non gli lasciai il tempo necessario per rispondere, mi diressi al piano superiore in quella che per tanto tempo era stata la mia camera. Quando aprì la porta, scoppiai a piangere, avevo vissuto in una casa di bugie per tutti quegli anni, pensando che Pierre non mi avrebbe mentito, che sarebbe stata sempre l’unica persona che non mi avrebbe mai fatto del male. 
Come in una pellicola nella mia mente iniziarono a scorrere i ricordi di un’amicizia senza paragoni eppure l’affetto non era stato abbastanza: pensai al giorno in cui mi aveva chiamata convincendomi a tornare a Monaco, tutti i momenti passati con lui e i ragazzi nell’ultimo anno, il modo in cui si era sempre preso cura di me quando nemmeno io riuscivo a capire se amassi Max davvero. Poi però ripensai a tutti quegli sguardi in cui gli occhi azzurri di Pierre non avevano lo stesso riflesso dei miei, nascondevano qualcosa oltre la mia comprensione. Nonostante questo però non riuscivo ad accettare che non mi avesse confessato i suoi sentimenti, li avremmo affrontati insieme ma non così. 

Una lacrima sfuggì dai miei occhi mentre le mie dita scorrevano sulle nostre foto sulla mensola. Non riuscivo a sopportare che avesse tramato alle mie spalle, le spinsi sul pavimento e i vetri delle cornici si infransero in mille pezzi. Solo in quel momento mi resi conto che Max era appoggiato allo stipite della porta, non era arrabbiato con me però leggevo preoccupazione nel suo sguardo. Sapeva che perdere Pierre sarebbe stato l’ennesimo duro colpo per me
<<Fa male Max>> sussurrai tra le lacrime <<perchè tutti quelli che ho intorno mi feriscono o se nè vanno?>> le sue braccia mi avvolsero stringendomi al suo petto 
<<Concentrati su di me, respira. Risolverete tutto, vedrai>> 
<<Non riuscirò mai più a fidarmi di lui…mai>> singhiozzai 
<<Andiamo a casa, forza>> rispose prendendomi per mano 

Strinsi tra le mani l’ultima foto di me e Pierre rimasta intatta, lo vidi appoggiato al muro con  lo sguardo rivolto verso il pavimento, fuori dalla mia camera. Non proferì parola ma quando io e Max ce nè andammo, lasciai la foto a Pierre che se la portò al petto
<<Questa e tutti quei frammenti a terra è tutto ciò che resta di noi>> fu l’ultima frase che pronunciai guardandolo dritto in faccia.

The boy in redDove le storie prendono vita. Scoprilo ora