Capitolo 21

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Il giorno dopo ritornai a scuola come da routine. Era Venerdì e quindi un po' più allegro rispetto agli altri giorni.
Scesi dall'autobus, con il libro di inglese in mano che avevo usato per ripassare durante il tragitto, alzai la testa e vidi, seduta su uno dei tavoli posti nel giardino anteriore della scuola, una ragazza che riconobbi subito.

"Ehii" la salutai con un sorriso e Maya me ne rivolse uno in risposta, dopodiché scese dal tavolo.

"Come mai sei qui? Dubito che tu frequenti la mia stessa scuola" le chiesi mentre gli studenti ci superavano per entrare a scuola o per unirsi ai loro amici.
Maya mi rivolse uno sguardo disgustato.

"Passare 7 ore al giorno, seduta, ad ascoltare uomini e donne a cui si sono infranti i sogni da tempo e che non ti insegnano nulla su cosa veramente troverai una volta finita la scuola? No grazie, ho già dato" mi disse facendomi ridere per come aveva descritto la scuola.

"E poi è risaputo che se gli asini volassero la scuola sarebbe un aeroporto" aggiunse causandomi ulteriori risate. Mi tappai la bocca, ma non riuscii a trattenerle e queste contagiarono Maya, che si mise a ridere con me.
Passammo un paio di minuti a ridere come due sceme, ma quando le risate finirono, la ragazza dagli occhi blu riacquistò una parvenza di serietà.

"Comunque, ero venuta per vedere se stavi bene. Non vedendoti dalle nostre parti ho pensato fosse successo qualcosa" mi spiegò e così mi ricordai del suo invito che avevo totalmente rimosso dalla testa a causa degli avvenimenti successi dopo, in particolare dei miei sentimenti per Camilla.

"Sì, è successo qualcosa, ma nulla di grave. È solo che mi è passato di mente, davvero" cercai di giustificarmi e Maya mi sorrise ancora teneramente.

"Da come sei arrossita immagino già cosa sia successo" rispose e grazie a lei notai infatti di essere arrossita, ma a causa di questo arrossii ancora di più.
Improvvisamente, sentii la voce di Hanna chiamarmi. Mi voltai e vidi i miei tre migliori amici che venivano nella mia direzione.

"Buongiorno marmaglia" li salutai scherzosamente.

"Che stavi facendo? Parlavi da sola?" alla domanda di Thomas, lo guardai stranita e poi mi girai verso Maya, che mi fece cenno di non parlare.
Non sapevo cosa stesse accadendo, ma la strega aveva una faccia molto seria, perciò decisi di assecondarla.

"Ehm....io....io stavo....ripassando inglese" inventai appena vidi il libro che reggevo e loro ci credettero. Successivamente mi venne in mente un'altra scusa per capire meglio la situazione con Maya.

"Dovrei chiamare mio zio. Mi sono scordata una cosa. Vi raggiungo" dissi e così i miei amici si allontanarono. Presi il cellulare e me lo portai all'orecchio per fingere una chiamata.

"Che cosa è successo?" le chiesi con la fronte aggrottata per la perplessità, così Maya mi spiegò che aveva addosso un incantesimo che le permetteva di essere invisibile solo agli umani.
Non sapevo il perché. Pensai che se lo aveva fatto c'era un motivo, ma non volli indagare ulteriormente.
Tuttavia ripensai al fatto che stessi parlando con lei mentre gli studenti scendevano dall'autobus e pregai con tutta me stessa che fossero troppo impegnati per badare a me che parlavo apparentemente da sola.

"Sarebbe carino se non avessi solo amici umani" ammisi, ma Maya fece dondolare la testa con una smorfia per dirmi Non proprio.

"Ti può sempre tornare utile nelle situazioni imbarazzanti in cui non vorresti fare altro che svanire" mi fece notare e avendo già vissuto qualche volta quelle situazioni pensai che non fosse male impararlo.

"Ora dovrei proprio andare" le dissi indicando la scuola dietro di me. Maya annuì, ma prima di salutarmi si fece ancora più seria.

"In verità c'è un altro motivo per cui mi trovo qui: riguarda Domenica prossima" mi informò e appena realizzai cosa sarebbe successo quel giorno, il mio cuore perse un battito.
Quella Domenica sarebbe stato il 31 Gennaio, esattamente 1 anno dalla morte dei miei genitori.

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