"È una cosa bella" Disse Alvaro prendendo la mia mano e mettendola nel punto in cui il bambino stava scalciando. Scossi la testa e levai la mano rifiutando il contatto con il bambino. Simone si sedette accanto a me e mi asciugò le guance bagnate. Alzai il mio sguardo verso Paulo, perchè in fondo colui che volevo al mio fianco in quel momento era lui. Piansi perchè odiavo quella situazione, odiavo il fatto che mio figlio sarebbe stato senza padre, odiavo il fatto di non avere Paulo al mio fianco. "Forse" Dissi singhiozzando. "E' una cosa bella avere un figlio" Ammise Alvaro. Annuii e mi alzai. Quello doveva essere forse il momento più bello, insomma sentire il proprio bimbo muoversi dentro il grembo della propria madre doveva essere stupendo, ma tutto quello che stavo vivendo io non era per niente bello. "Amore io alle 10 ho l' aereo" Ammise Antonella. "Andiamo" Disse lui cingendogli la vita per poi salire sopra. Io continuai a piangere. "Vuoi che ti chiamo Ronaldo?" Chiese Simone. "No" Ammisi. Ovviamente pensavano che Ronaldo fosse il padre, ma con lui c' era stato solamente un bacio al compleanno di Stefano. "Sono così stupida" Ammisi. "Ragazzi lascio Anto in aeroporto e torno". Disse uscendo con Antonella che salutò tutti con un bacio sulla guancia compresa me. "Perchè sei stupida?" Domandò Paul. "Non posso dirvelo, andreste a raccontare tutto a tutti" Ammisi alzandomi. "Non ti fidi?" Ammise Alvaro. "Ragazzi io questo bambino non lo voglio. Voglio farlo adottare" Ammisi. "Forse se la passerà meglio" Continuai. "Tu non puoi" Disse Simone. "Lo so che non posso." Ammisi. I ragazzi erano più confusi che altro. "Puoi spiegarmi cosa è successo?" Disse Alvaro alzandosi. "Alvaro che è successo, sono stata a letto con qualcuno che mi ha messa incinta" Sbottai. "Qualcuno?" Disse urlandomi contro. "Si" Urlai contro di lui. "Ma ti rendi conti?" Disse continuando ad urlare. "Si, mi rendo conto" Ammisi. "Quindi il figlio non è di Ronaldo?" Domandò Paul. "Si è suo" Mentii. Alvaro si sedette nel divano. "Che intenzione hai di fare?" Domandò Alvaro. "Ho intenzione di uscire da questa casa" Urlai prendendo il mio giubbotto e la borsa e uscendo lasciando che la porta sbattesse. Scesi i gradini velocemente e corsi uscendo non accorgendomi che una macchina mi stesse prendendo. l' autista frenò di botto. "Ma sei pazza?" Urlò Paulo scendendo dalla macchina. "Io sono pazza?" Domandai toccandomi la pancia "Non tu che andavi veloce?" Ammisi. "Sei incinta dovresti stare il doppio attenta" Ammise avvicinandosi. "Stai bene?" Mi domandò avvicinandosi. "Si" Ammisi guardandolo negli occhi. "Io vado" Disse passandogli accanto. "Ti accompagno" Ammise lui aprendomi lo sportello. Annuii e salii in macchina. "Che è successo?" Chiese premendo sull' acceleratore. "Alvaro" Ammisi sbuffando. "Che ha?" Chiese continuando a guardare davanti a sè. "Quello che hai tu" Ammisi. "Io non ho niente"Disse lui. "Sei strano, la sera mi baci pregandomi di accettare la tua proposta di scoparmi nella stanza accanto dove si trovava la tua ragazza che dormiva come un angelo e il giorno dopo mi odi" Ammisi. "Eravamo fidanzati e ti vedo spuntare con Ronaldo e con la notizia che aspetti suo figlio, come dovrei fare? Mi hai detto che dovevi staccare la spina" Ammise lui alzando il tono della voce."Fidanzati? Io non mi chiamo Antonella. Appena tu mi tradisci ti puoi ritenere single e così hai fatto perciò non avevamo più alcun rapporto." Ammisi arrabbiata. Lui non disse nulla posteggiò la macchina quando arrivammo in centro. Scendemmo ed entrai in una libreria. Vidi diversi libri sulla maternità e ne presi cinque. "Paulo" richiamai la sua attenzione. "Aiutami sono indecisa" Ammisi. Si avvicinò e lesse i nomi ad alta voce. "Secondo me non dovresti prenderne nemmeno uno" Ammise "Perchè?" Domandai "Perchè non servono a un cazzo" Sbottò "Carino" Dissi ridendo. Posai i quattro libri tenendone solo uno in mano, quello dei nomi. "Andiamo" Dissi. Mi recai alla cassa e una volta pagato il libro uscii insieme a Paulo. " Siamo arrivati qui per un libro" Ammise infastidito "Si, ma ci tengo a ricordarti che tu ti sei offerto io potevo benissimo venire a piedi" Ammisi anche io infastidita. Mise in moto la macchina e partì. "Pronto?" Disse Paulo rispondendo al cellulare " Si, è con me. Sta bene" Disse. Quando chiuse la chiamata mi rivolse uno sguardo. "Mi accompagni in ospedale?" Chiesi gentilmente. "Perchè? Stai male? Devi partorire?" Chiese preoccupato e rivolgendomi più sguardi. Scoppiai a ridere. "Tu non eri la femminuccia che sapeva quando il bambino scalciava? Allora dovresti anche sapere che il bambino nasce tra 9 mesi" Ammisi ridendo "Mammina" Gli sussurrai all' orecchio. "Divertente. Farai sicuramente ridere tuo figlio a crepapelle." Disse fingendo di ridere. "Che devi andare a fare?" Chiese "L' ecografia" Ammisi "Ronaldino non può? Il paparino è impegnato?" Disse " La vuoi finire?" Fece inversione a tutta velocità cambiando strada e dirigendosi all' ospedale. "Ma sei cretino?" Gli urlai. "Sei viva tranquilla" Ammise lui. "Potevi fare un incidente" Ammisi. "Oggi sono due volte che metti in pericolo la vita mia e di mio figlio." Ammisi. "Sai quanto mi importa" Disse ferendomi. "Cosa?" Sbottai "Però se è il figlio è tuo col cazzo che non te ne frega nulla" Dissi Senza rendermene conto. Merda pensai. "Cosa?" Disse lui fermandosi e bloccando le macchine dietro di noi che incominciarono a suonare. "Dico che se il figlio era tuo ti importava, ora perchè il figlio non è tuo non ti importa?" Mi ripresi guardandolo negli occhi. "Sempre un bambino è" Ammisi guardando davanti a me. Riprese a camminare. "Non vi sposate?" Chiese "No" Ammisi "Perchè?" Mi domandò "Perchè non lo amo" Ammisi. "C'è un bambino di mezzo" Ammise lui "Vuoi vedermi all' altare sposare un altro che non sia tu?" Ammisi. Mi stava facendo dire cose che non avrei voluto dire. "Quindi ammetti che mi ami" Disse sorridendo. "Si, ti amo, ma tu no." Ammisi. Arrivammo in clinica dove venimmo subito accolti dalla dottoressa. "Allora vediamo come sta questo bimbo o bimba" Disse la dottoressa facendomi accomodare. "Se vuoi puoi rimanere" Dissi a Paulo. Si avvicinò. "Ah" Dissi al contatto con il gel freddo sulla mia pancia. "E' freddo" Ammisi ridendo. "Si può vedere il sesso?" Chiesi "Al prossimo mese" Disse. "Ecco questo è il battito" Il battito incominciò a sentirsi e Paulo uscì dalla stanza. Finii l' ecografia e raggiunsi Paulo che era seduto. "Ehi" Mi limitai a dire andando verso di lui. "Hai finito?"Chiese lui ed io annuii. "Andiamo" Disse senza rivolgermi uno sguardo e uscendo dall' ospedale.
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•La mi joya•
DiversosMio padre è il responsabile dell' area medica della Juve. Inutile dire che ho l' accesso ovunque, grazie alla grande amicizia di mio padre con Massimiliano Allegri, allenatore della Juve. Con tutti i giocatori della Juventus ho un buonissimo rapport...
