I ragazzi sentirono le mie urla e sentirono la porta aprirsi, lo dedussi dal fatto che erano alzati. Paulo spinse Simone. "Che cazzo ti è saltato in mente? E' la mia ragazza" Disse continuando a spingerlo. "Che cazzo avrei dovuto fare?" Ammise Simone. "Che cazzo avresti dovuto fare?" Ripetè Paulo ridendo. "Sei un pezzo di merda" continuò l' argentino. "Paulo ragiona cazzo, l' avrebbe picchiata e frustata e maltrattata. Ho dovuto farlo in stanza con noi c' era anche lui, mi ha messo alla prova pensava che ero un suo amico" Continuò. Paulo diede un pugno sul naso a Simone che se lo toccò subito dopo aver ricevuto quel pugno. "Andatevene a quel paese" Disse Paulo aprendo la porta di casa e uscendo. Ero un vero e proprio disastro, nulla che andava bene. Combinavo guai e una volta commessi capivo che forse era meglio parlarne con qualcuno. Mi accorsi in quel momento che a stare male per un tradimento non ero solo io, ma anche Paulo e forse stava più male rispetto a me dato che l' avevo quasi fatto con uno dei suoi amici. Pensai che mi meritavo tutto il male del mondo in quel momento non accorgendomi che c' ero dentro. Senza dire nulla salii le scale e mi richiusi nella mia stanza. Andai in bagno e mi tolsi la maglietta. La porta si aprì ed entrò Simone. Mi coprì i miei seni nudi e lo osservai. "Vieni ti aiuto" Disse aprendo lo sportello e prendendo il disinfettante. "Siediti" Mi disse e così feci sedendomi nella tavolozza del water. Bagnò un batuffolo di cotone con del disinfettante e si piegò passandomelo sopra i tagli. "Mi dispiace" Ammisi piangendo. "Ti dispiace" Disse ridendo. "E di cosa?" Continuò "Di averti fatto litigare con Paulo e di averlo fatto stare male e scusa se ti ho messo nei casino e se stato obbligato a farlo con me" Sbottai tutto d' un fiato. " Ah" Dissi "Brucia" Continuai "Scusami" Disse sorridendo. Soffiò sopra la ferita e il bruciore calmò. "E' tutta colpa mia" Continuai " Dovresti smetterla di darti delle colpe che non hai. Ti ha tradito lui e tu non hai tradito nessuno" Ammise "Io non ho tradito nessuno, ma tu hai tradito la sua amicizia" Ammisi dispiaciuta "C'è una buona causa di mezzo" Disse togliendomi le mani dai miei seni coperti. La sua mano si posizionò dietro la mia schiena e con l' altra mano sfiorò il mio seno passandoci il cotone. "Poi mi è piaciuto baciarti" Ammise lui ridendo facendomi arrossire. "E' stato sbagliato" Dissi ridendo. "Girati" Mi disse. Mi alzai e mi misi a cavalcioni sul water. Incominciò a medicarmi le ferite dietro la schiena. Sentii la sua mano poggiarsi sul mio seno facendo pressione, mentre con l' altra mi medicò la ferita che avevo dietro la schiena e mi irrigidii. Sentii il suo respiro sul mio collo e gemetti involontariamente. Le sue labbra si poggiarono sopra il mio collo e misi la mia mano nella sua nuca. Stranamente il dolore delle mie ferite non lo sentii più, ma sentii invadermi dal piacere un piacere strano. Mi alzai e unii la mia fronte con la fronte di Simone e cercammo di regolarizzare i nostri respiri accelerati a causa della nostra eccitazione. "E' sbagliato" Ammisi. "Si" Si limitò a dire staccandosi. Le sue labbra mi lasciarono un bacio sulla guancia "Buonanotte" Mi sussurrò all' orecchio e uscì lasciandomi in bagno. Mi sedetti nel water portandomi le mani alla testa, ero confusa.
NOVE E MEZZA
Svegliai con la luce del sole che puntava sul mio viso. Mi voltai dall' altra parte osservando i raggi del sole che riflettevano sul mio lenzuolo. Ero a casa ed ero al sicuro. Mi alzai e scesi, i miei occhi si scontrarono con quelli di Paulo seduto sul divano e distolsi subito lo sguardo da tutt' altra parte. Mi sedetti e mangiai una mela. Un clacson attirò la mia intenzione. "Cazzo" Sbottai. Eravamo solo io e Paulo, perchè gli altri dormivano ancora. Mi alzai uscendo e andando in contro a quella macchina. " Che vuoi?" Domandai. "Sali non hai finito" Disse aprendomi lo sportello. "Non posso più mi dispiace" Ammisi io dirigendomi verso casa. Sentii lo sportello della macchina chiudersi, una presa al polso mi fece girare e uno schiaffo mi fece voltare. Portai la mano alla guancia rossa e quando alzai gli occhi vidi che me ne stava per arrivare un altro. "Che cazzo fai?" Disse Paulo mettendosi in mezzo "Deve finire un lavoro" Ammise Matt "I tuoi lavori te li puoi tenere" Disse Paulo, si girò e mi porse la sua mano che afferrai. "Hai firmato un patto" Sbottò "Vediamo in un altro modo per legge tu dovresti essere chiuso in carcere" Sbottò Paulo avvicinandosi a lui. "Basta entriamo Paulo" Dissi poggiando la mia mano sul suo braccio. I miei occhi si scontrarono con i suoi. "Questa sera alle nove farò l' ultima serata e guadagnerò quanto basta " Ammisi io "Tu non vai da nessuna parte" Mi urlò Paulo. "Stanne fuori" Sbottai "Vedremo se ne starò fuori io o tu" Sbottò spingendomi, ma senza farmi male verso l' entrata. Chiuse la porta alle sue spalle e non smisi di fissarlo, mi sedetti nel divano e lo guardai questa volta era più vicino ed era in piedi davanti a me. "Anche se non stiamo più assieme, ti proteggerò da tutto e tutti. Fino a che non troverai la persona che prenderà il mio posto" Ammise lui guardandomi. I suoi occhi. Mi esprimevano tristezza e dolore. Stavo facendo stare male Paulo e non me lo sarei mai perdonato, ma forse le cose dovevano andare in questo modo. "Buongiorno" Mi girai scontrandomi con gli occhi castani, questa volta, di Simone.
PAULO
L' amo. L' amo talmente tanto che voglio che stia bene e non mi importa di nient' altro se non di lei e del calcio.
STAI LEGGENDO
•La mi joya•
RandomMio padre è il responsabile dell' area medica della Juve. Inutile dire che ho l' accesso ovunque, grazie alla grande amicizia di mio padre con Massimiliano Allegri, allenatore della Juve. Con tutti i giocatori della Juventus ho un buonissimo rapport...
