Trentanovesimo

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"Mi scusi io sono agitata quel battito è troppo lento" Dissi sedendomi. La mano di mio padre si poggiò sopra la mia clavicola obbligandomi a sdraiarmi completamente. "Tesoro è il battito del tuo bambino" Disse girandosi e sorridendomi. "Sei incinta". Rivolsi uno sguardo a mio padre che era quasi in lacrime. Rimasi bloccata, scioccata di ciò che avevo appena sentito. "Di di quanto?" Domandai. "Di una settimana" Disse la dottoressa. Una settimana da quando andai a letto con Gennaro e nello stesso giorno con Paulo. "Vorrei abortire" Ammisi facendo svanire lo sguardo della dottoressa. Non sapevo di chi fosse il bambino e di certo non ne volevo uno con una persona che non amavo, mi sono messa nella sua trappola da sola. Non penso che Paulo sia pronto a diventare padre ed io non voglio dare notizie che possano deludere una persona o che possano farla stare male. Paulo non è pronto e a maggior ragione non lo sarà se il figlio non sarà suo. Mio padre mi rivolse uno sguardo, quasi da rimprovero. "Non esiste" Disse mio padre. "Devi stare a riposo e pensarci, se vuoi abortire vieni qui la prossima settimana. Queste sono l' ecografie" Disse porgendomi l'ecografie. Mi vestii e scesi dal lettino. "Ricordati che tuo figlio crescerà con te, è quasi impossibile non affezionarsi a una creatura che ti ama ancora prima di nascere." Disse abbracciandomi. Uscimmo dall' ospedale e ci mettemmo in macchina.
"Incosciente" sbottò mio padre "Papà ho preso sempre precauzioni" ammisi. "Mio nipote nascerà che tu lo voglia o meno" ammise continuando guidare "Il padre è Paulo?" Chiese "Non lo so" ammisi io. "Scusa che vuol dire che non lo sai?" Disse con voce severa. "Papà non lo so, lo stesso giorno sono stata a letto con un altra persona" ammisi urlando. "Sei una delusione di figlia" urlò guardandomi in faccia. "Papà" urlai vedendo che ci trovavamo nella corsia opposta e una macchina correva verso di noi. Buio.
Aprii i miei occhi tossendo. La macchina era ribaltata e mio padre era al volante privo di sensi. Lo scossi più volte piangendo. "Papà" Urlai. "Bambina mia" Disse con voce dolorante. "Ascoltami" Disse per poi tossire. Le sirene dell' autoambulanza si fecero più forte. "Fai nascere mio nipote, mi sento che sarà di Paulo e che sarà bellissimo come la mamma" sorrisi continuando a piangere. "Non dare a tuo figlio il mio nome da vecchio" Disse sorridendo e tossendo. "Ti voglio bene bambina mia, io starò bene con la tua mamma. Ti proteg" si interruppe e i suoi occhi non smisero di osservare i miei. Il mio pianto si fece più forte, fino a quando gli infermieri non mi fecero uscire dall' auto. Cercai di liberarmi della loro presa quando vidi che uscirono anche mio padre. Smisi di piangere quando vidi l' infermiere mettere due dita sul collo di mio padre e quando fece segno di no con la testa avvertì un vuoto dentro di me. "Vieni vediamo se stai bene" Disse un infermiera obbligandomi a salire nell' autoambulanza. Chiusi gli occhi e avvertì solo il dolore della perdita dei miei genitori. Mi misurarono la pressione, mi puntarono una luce negli occhi per capire se avevo subito qualche trauma, ma stavo benissimo. "Mio figlio come sta?" Balbettai. "Distenditi" Ammise. Mi distesi e lui controllò. "Sta bene" Disse sorridendomi. "Mio Mio padre?" Chiesi "Mi dispiace" Ammise dispiaciuto. "Vuoi chiamare qualcuno per farti venire a prendere?" Annuii cercando di far smettere il mio pianto e afferrai il cellulare che mi porse. Feci il numero di Paulo. "Pronto amore come è andata?" Incominciai a piangere "Che è successo?" Disse preoccupato "Stai bene?" Continuò. "C'è stato un incidente, mio padre non ce l' ha fatta" Dissi piangendo. "Dove sei?" Disse.

Non volevo che i ragazzi sapessero che aspettavo un figlio, così chiesi gentilmente all' infermiere di non dire nulla. Dopo 5 minuti la macchina di Paulo si fermò di botto seguita da quella di Gigi e Paul. Paulo scese dalla macchina correndo verso di me. Quando le sue braccia cinsero il mio corpo, mi sentii al sicuro e incominciai a piangere. Alzai il mio sguardo notando la sguardo di Gigi, Claudio, Paul, Simone, Paul e Alvaro. "Ora andiamo a casa, tranquilla" Disse Paulo accarezzandomi la testa e stringendomi a se. Ci dirigemmo verso le macchine, quando un pompiere ci chiamò. Mi girai e lo vidi venire verso di me. "Ecco, queste sono sue" Disse dandomi le cartelle mediche che finì di fare prima dell' incidente. Accennai un sorriso, ma mi bloccai quando mi cadde l' ecografia.

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