Mi svegliai con le sue braccia intorno al mio corpo, la sua presa era salda e non mi aveva lasciata un secondo. Voltai il mio viso e lo vidi dormire. Mi alzai senza svegliarlo, ma fallii. "dove vai?" Mi domandò portandosi una mano sul viso e stiracchiandosi. "Giù" Ammisi io. "Vieni qui" Disse aprendo gli occhi e sbattendo la sua mano nel letto. Nel mio viso spuntò un sorriso e mi misi accanto a lui e le sue braccia si impossessarono di nuovo del mio corpo. "Scendiamo?" Gli domandai dolcemente e lui annuì alzandosi e in quel momento vidi i suoi addominali scolpiti perfettamente e arrossii alla vista che era in boxer. Feci il giro dal letto, ma lui mi bloccò. "Sali" Disse piegandosi. Sorrisi e mi sentii una bambina. Saltai nella sua schiena e uscimmo così dalla stanza. Arrivammo in cucina ridendo, ma smisi quando vidi Antonella con una rosa in mano. Scesi dalla schiena di Simone e afferrai una mela e stessa cosa fece Simone. "Buongiorno" Disse Antonella " Ciao " Dissi fingendo un sorriso. "Buongiorno" Disse Paulo venendo verso di me. Mi lasciò un bacio sulla guancia, ma io mi allontanai osservando Simone. "Vado a guardare la tv" Ammisi andando nel salone. "Stai bene?" Disse Simone sedendosi accanto a me. "Si" Dissi non distogliendo lo sguardo dalla televisione. Scesero Paul e Alvaro e dopo qualche secondo ci raggiunsero Paulo e Antonella. "Ma dove siete stati?" Domandò Alvaro "Abbiamo dormito in camera mia" Ammisi e notai lo sguardo di Paulo lanciare un occhiata a Simone. "Stasera siamo in discoteca" Sbottò Paul avvisandoci. Osservai il fiore in mano di Antonella e Simone si alzò, distolsi lo sguardo dal fiore che teneva in mano l' argentina e lo raggiunsi. Stavo per aprire la porta della cucina, ma non ci fu di bisogno perchè uscì Simone. "Pensavo fossi arrabbiato" Ammisi "E perchè dovrei esserlo?" Domandò ed io abbassai il mio sguardo. Mi sorrise, aveva un sorriso perfetto, quei denti bianchi e quegli occhi che mi esprimevano sicurezza. "Per lei" Disse porgendomi una fragolina tagliata in modo che sembrasse una rosa. Risi ed arrossii, cinsi le mie braccia intorno al suo collo e le mie gambe intorno al suo bacino. "Grazie" Gli sussurrai. Le sue mani si appoggiarono sul mio fondo schiena e andò verso il divano. Si sedette ed io ero ancora sopra di lui, le mie labbra gli sfiorarono il collo e percepii i suoi brividi lungo le braccia. Mi levai e morsi la fragola e gliela feci mordere anche a lui. Ci scambiammo sguardi, era come se creò una bolla intorno a noi e tutto il male ne era al di fuori. "Siete una bella coppia" Disse Antonella facendomi girare. "Noi non siamo" Simone mi interruppe "Grazie" Disse avvicinandomi a sè. Lo guardai negli occhi e sorrisi. Lo sguardo di Paulo era fisso su di noi e non era uno sguardo dolce. Mi alzai e mi andai a fare una doccia. La giornata continuò tra di noi, tra risate e occhiate che lanciavo un pò io a Paulo e Paulo a me. Arrivò sera e mi chiusi in bagno per prepararmi. Uscii dal bagno con un vestito corto e scollato davanti. Ero davanti lo specchio che mi osservavo quando vidi una figura da dietro. Un gomito appoggiato al cornicione della porta e una mano in tasca e il suo sguardo su di me e quel braccio aveva due strisce. Feci finta di nulla continuandomi a sistemare. "E così state insieme?" Domandò Paulo "Non stiamo insieme" Ammisi. "Tu e Antonella a quanto vedo si" Chiesi girandomi. "Si, noi abbiamo scelto di rimetterci insieme" Ammise. Il mio cuore perse un battito. Stavano insieme e il mio ruolo secondo lui sarebbe stato quello d' amante? Se pensava così, si stava sbagliando. "Sai tra me e Simone c'è molta affinità" Ammisi deglutendo. "Non sono geloso" Ammise mettendo le sue mano nei miei fianchi. "Non sembrava così questa mattina" Ammisi io e levando le sue mani da sopra i miei fianchi. Lui non disse nulla mi osservava. "Ara" Disse la voce di Simone che fece allontanare Paulo. L' argentino si girò verso Simone e andò verso di lui per poi lasciargli una pacca sulla spalla e sussurrargli "Auguri amico mio" E calcando le ultime due parole, come se lui non avesse mai dovuto fare nulla di tutto ciò che si stava creando tra me e Simone. Vidi il pugno di Simone stringere talmente forte che pensavo che era capace di spaccargli la faccia, mi avvicinai a lui facendogli aprire la mano e stringendola alla mia. "Stai tranquillo" Gli sussurrai. "Sei bellissima " Mi disse dolcemente. "Si vedono i tagli" Ammisi disprezzando il suo commento. "Quelli passeranno, ma la tua bellezza aumenterà " Ammise facendomi arrossire. Scendemmo ed andammo in macchina. Alvaro, Io e Simone e nell' altra Paulo, Antonella e Paul. Arrivammo in discoteca dove ci vennero in contro due ragazzi amici di Simone e Valentina, la figlia del mister Allegri. Con lei non ho mai avuto un buon rapporto, mi sembrava che si montava un pò la testa e in passato ci aveva provato con quasi tutti i componenti della squadra. " Amore" Disse cingendo il collo di Simone. "Ciao bellissima" Disse abbracciandola. Dopo due secondi si staccarono e Simone mi prese la mano per entrare. "Ciao" Disse uno degli amici di Simone. "Ciao" Dissi io. Ci sedemmo al bancone dove ordinai la mia solita birra. Alvaro era in pista con Paul e Paulo con Antonella. Uno dei due amici di Simone era accanto a me, mentre dall' altra parte c' era Simone. Valentina si avvicinò a noi con il fiatone e prese Simone, più che ballare stavano scopando in mezzo alla pista. Abbassai lo sguardo e quando lo rialzai i miei occhi si incrociarono con quelli di Paulo che era abbracciato ad Antonella. Afferrai la mia birra e mi diressi fuori dal locale. Quella serata era un coalizione del destino contro di me. Alvaro la persona più importante, che era stato sempre presente e che in questi mesi il rapporto si è perso era in pista con il migliore amico di Paulo. Paulo, la persona che amavo ancora stava ballando e si stava baciando con la sua attuale ragazza e poi c' era Simone, per lui sto incominciando a perdere la testa. Uscii sedendomi sul cofano della macchina di Alvaro che sono sicura che se mi avesse vista sarebbe andato su tutte le furie. Bevvi la birra tutta d' un fiato. "Avvisami la prossima volta, se non era per Paulo che non ti ha scollato gli occhi di dosso per un secondo, non avrei saputo che eri qui" Sbottò preoccupato Simone. "Io non ho bisogno di nessuno" Sbottai "So cavarmela" Ammisi arrabbiata e camminando in mezzo alla strada. "Ara vai sul marciapiede" Ammise Simone urlando e prendendomi dal braccio facendomi girare. Il mio sguardo passò dai suoi occhi alle sue labbra. Mi liberai del suo braccio e continuai a camminare più veloce sempre in mezzo alla strada. Volevo sfidare il destino. Una macchina a tutta velocità venne verso di me, sbattei la schiena sul cofano di una macchina e mi ritrovai sopra Simone. "Stai attenta" Urlò il signore che stava guidando. Simone mi aveva spinto sul marciapiede, ma eravamo finiti sul cofano di una macchina. "Sei gelosa di Valentina?" Domandò facendomi alzare. "No" Sbottai sicura di me e andando sul marciapiede continuando a camminare. "Quindi non ti dispiace se ci faccio una scopatina" Mi bloccai. Il suo fiato mi fece rabbrividire e le sue labbra si appoggiarono sul mio collo. "Va da lei" Dissi gemendo. "Preferisco te" Ammise. "Andiamo a casa?" Domandò ed io annuii. Chiamammo un taxi che ci venne a prendere e ci lasciò davanti casa. Arrivammo a casa e ci spogliammo. Io ero in intimo e lui in boxer sopra di me. Incominciò a baciarmi il collo fino a scendere, le sue mani afferrarono le mie mutande incominciando a sfilarle. "Simone" Dissi e lui si bloccò guardandomi. "Dimmi" Disse dolcemente "Non sono ubriaca" Ammisi "Lo so, nemmeno io" Ammise sorridendo per poi lasciarmi un dolce bacio sulle labbra.
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•La mi joya•
De TodoMio padre è il responsabile dell' area medica della Juve. Inutile dire che ho l' accesso ovunque, grazie alla grande amicizia di mio padre con Massimiliano Allegri, allenatore della Juve. Con tutti i giocatori della Juventus ho un buonissimo rapport...
