GIGI
Mi svegliai di botto sentendo il campanello suonare ripetutamente. Corsi ad aprire immediatamente e mi ritrovai Ara davanti bagnata a causa della pioggia. Moltissime domande mi vennero in mente, ma non ebbi la forza di dirle in quel momento per via della sonnolenza. "Aiutami Gigi" Disse la sua vocina supplicandomi. "Matt è tornato, devo partire in Argentina da Paulo" Ammise e quelle furono le sue ultime parole dopo che il suo corpo cadde sull' asfalto. "Che diavolo" Dissi precipitandomi su di lei. La presi tra le mie braccia e notai una macchina dietro che non era di nessuno, perchè i ragazzi erano tutti partiti, se lei fosse stata con Claudio penso che l' avrebbe aiutata. Chiusi la porta a chiave e l' appoggiai nel divano. Mi sedetti appoggiandole la testa sulle mie gambe. Mi svegliai di botto notando ancora i suoi occhi chiusi. Incominciai a chiamarla non ottenendo nessuna risposta, la presi e l' accompagnai in ospedale. La portarono su una barella dentro ed ero da ore lì dentro, senza nessuna risposta alle mie domande e senza notizie sulla saluta di Ara. Presi il mio cellulare e chiamai Claudio. "Pronto?" Rispose "Claudio sono in ospedale" Ammisi. "Mi dispiace tantissimo disturbarti il giorno di natale, ma Ara non so in che condizioni sia" Dissi "Arrivo" Disse bloccando il cellulare. Non avevo intenzione di chiamare i ragazzi, almeno non oggi domani sarebbe ritornati a Torino e lo avrebbero scoperto da soli. Il giorno di natale chiunque vorrebbe passarlo con la propria famiglia e quella ragazza che conoscevo sin da piccola non ne aveva.Era sola e non potevo abbandonarla. La porta si aprì e Claudio venne correndo verso di me. "Che è successo?" Domandò "Stanotte è venuta a casa mia con la macchina di non so chi. Ha detto che Matt era tornato e che doveva partire per l' Argentina da Paulo" Confessai. "Poi?" Continuò "Poi è svenuta o almeno lo pensavo, ma i dottori sono lì dentro da due ora" Ammisi. "Aspetto con te fino a quando non ti danno notizie" Disse sedendosi "Grazie"Ammisi. "L' hanno liberato?" Domandò Claudio "Non lo so" Dissi. Il dottore uscì togliendosi la mascherina e venendo verso me e Claudio che ci alzammo appena vedemmo la porta aprirsi. "Come sta?" Domandò Claudio "Signorina Tecone" Disse guardando la cartella "E' in coma" Ammise "Abbiamo controllato la gravidanza che sta proseguendo, il feto non ha riscontrato nessun danno, ma sembra che la signorina abbia subito degli abusi" Ammise il dottore chiudendo la cartella. "Ci sono parenti che volete avvisare?" Domandò ed io scossi la testa. "Quando volete potete entrare stanza 231" Disse vedendolo allontanare. "Che cazzo sta succedendo?" Dissi guardando il mio amico. " Se vuoi sto con te" Ammise "No, non preoccuparti. Vai dalla tua famiglia e buon natale amico mio" Dissi abbracciandolo. Lui annuì ed io mi diressi in camera di Ara. Vederla lì stesa sul letto, era straziante. Il natale lo passai così con lei in quello stato.
PAULO
Arrivai in Argentina alle 4 del mattino ed una volta arrivato a casa dove mia madre e mio fratello Mariano mi aspettavano mi addormentai una volta poggiata la testa sul cuscino. Mi svegliai con il profumo della torta di mia madre. Quanto mi mancava trascorrere le giornate a casa con mia madre e mio fratello. Scesi dalle scale andando ad abbracciare mia madre. "Buongiorno" Disse stampandole un bacio sulla guancia. Presi una fetta di torta e la incominciai a mangiare nel divano. "Amore oggi vengono i genitori di Antonella a mangiare" Ammise ed cercai di mandare giù quel pezzo di torta che sembrava essere bloccato nella mia gola. "Il regalo te l' ho comprato io" Ammise mia madre. Mi girai notando un pacchetto sotto l' albero di una gioielleria. "Spero non sia un anello" Ammisi girando il mio viso verso mia madre. "E' una collana con un brillantino. Pensi di sposarti con lei prima o poi?" Spalancai gli occhi al sentire la parola sposarti. "Mamma vorrei dirti una cosa" Ammisi posando il piatto sul tavolino davanti al divano. "Tra tre mesi diventerò padre" Il piatto che mia madre aveva nelle mani cadde frantumandosi. Sorrise e mi venne ad abbracciare. "Sono felice di diventare nonna" Disse, ma io la interruppi. "Non è di Antonella" Ammisi."Cosa vorresti dire Paulo? E' da tantissimo tempo che conosci quella ragazza, lei lo sai?" Scossi la testa. "Amo la madre di mio figlio" Ammisi. "Figlio mio non metterti nei guai" Disse prendendo il mio viso tra le sue mani. Arrivò sera e suonarono alla porta. "Paulo vai tu" Urlò mia madre sistemando le ultime cose. Aprii e mi ritrovai Antonella davanti, ero ancora pazzo di lei. "Ciao" Mi disse lei "Ciao" Ricambiai. "Buonasera" Dissi facendoli accomodare. "Paulo è sempre un piacere vederti" Ammise suo padre. Lei si fermò davanti la porta e mi abbracciò. Ci sedemmo a tavola e quando finimmo di mangiare ci scambiammo i regali. Antonella mi regalò una maglietta ed io fui costretto a porgerle il mio regalo. Lo aprì e la sua bocca premette sulla mia. "Ti amo Paulo" Ammise ed io sorrisi. Un bicchiere di vino in più e alle 2 quando i suoi genitori se ne andarono mi ritrovai con lei nella mia stanza. Non ero capace a dire di no a questa ragazza e non perchè l' amassi, ma perchè gli feci tanto male. Le sue mani mi sfilarono la mia maglietta, rimasi inerme mentre non reagivo alle sue provocazioni. "Stai bene?" Mi chiese "Scusami" Ammisi. Non volevo fare del male anche ad Ara. "Dormiamo?" Le chiesi e le annuii. Mi sdraiai nel letto e mi addormentai. La sveglia del mio cellulare incominciò a suonare. "Devi andare?"Chiese Antonella stiracchiandosi ed io annuii. Mi alzai e andai in bagno a lavarmi. Quando mi preparai scesi per salutare tutti. Salutai mio fratello e poi mia madre. "Devi essere grande Paulo, prenditi le tue responsabilità" Sussurrò mia madre al mio orecchio "Ma ama chi ami" Continuò. Le diedi un ultimo abbraccio e dopo mi diressi in aeroporto con Antonella. La salutai con un bacio a stampo e me ne andai. Mi sembrava di avere due vite, una a Torino con Ara e una in Argentina con Antonella. Dopo 13 ore arrivai a Torino. Erano le otto e mezza quando arrivai a casa Juve dove bussai, ma venni aperto da Simone. Entrai e vidi i visi coperti di Alvaro e Paul. "Che è successo?" Domandai. "E' in coma, mi dispiace" Disse Simone con gli occhi lucidi.
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•La mi joya•
RandomMio padre è il responsabile dell' area medica della Juve. Inutile dire che ho l' accesso ovunque, grazie alla grande amicizia di mio padre con Massimiliano Allegri, allenatore della Juve. Con tutti i giocatori della Juventus ho un buonissimo rapport...
