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"Paulo sei qui?" Quando sentii la porta chiudersi allontanai Desideria da me e mi sistemai. "Non posso" Mi limitai a dire uscendo dagli spogliatoi e lasciandola lì. Vidi Ara di spalle che osservava il campo ormai vuoto e cambiai direzione. "Amore" Urlai andando verso di lei. "Dove eri?" Mi chiese. "Ti ho cercato" Ammise sorridendomi. La porta degli spogliatoi si aprì e Desideria uscì abbottonandosi la camicia, mi guardo e mi schiacciò l' occhiolino.

ARA

"C'è qualche problema?" Domandai a Desideria con tono arrogante. Lei sorrise e si avvicinò a me e a Paulo. "Io nessuno" Si morse il labbro osservando il mio ragazzo. "Andiamo" Sbottò Paulo. " Senti stai lontana da lui" Dissi mettendomi davanti al mio ragazzo. "Non ti vedi?" Sbottò ridendo. "Lui vuole cose serie" Disse avvicinandosi a Paulo. "E' vero? Ti è piaciuto no?" Gli sussurrò all' orecchio, ma lo sentii anche io. "Cosa?" Domandai. Il mio cuore incominciò a battere sempre più forte. "Vedi" Disse allontanandosi da Paulo. "Il tuo ragazzo ti è molto fedele, ha resistito alla mia bellezza e intendo da nuda" Ammise ridendo "Se ho questo nome non è un caso, io sono il desiderio di tutti i ragazzi, ma anche del tuo" Ammise avvicinandosi a me. "Ha goduto un pò grazie alla mia bocca che ha fatto un ottimo lavoro." Disse ridendo. "Peccato che questo lavoro sia rimasto incompiuto" Disse rivolgendo uno sguardo a Paulo. Vidi la sua mano toccare l' intimità del mio ragazzo e impazzii. "Sei una puttana" Sbottai urlando. I ragazzi della primavera stavano entrando negli spogliatoi e si fermarono alle mie parole. Scoppiò in una risata per poi lasciarmi sola con Paulo o quasi. Sorrisi dal nervoso e senza dire nulla me ne andai, ma venni fermata. "Ara" Disse Paulo. Mi girai e lo guardai. "Voglio rimanere da sola" Ammisi recandomi fuori dallo stadio, mi misi in un angolo e uscii dalla mia tasca una sigaretta che accesi. I miei occhi erano chiusi e respiravo l' aria fresca che c' era a Torino e lasciai che il fumo arrivasse al mio cervello per poi lasciarlo uscire dalle mie labbra. "Ciao" Disse una voce che mi fece sobbalzare dallo spavento, nascosi la sigaretta alle mie spalle. "Mi hai fatto spaventare" Dissi portandomi una mano al petto. "Non lo dico a nessuno" Ammise facendomi segno della sigaretta. "Okay" Mi limitai a dire riportandomi la sigaretta tra le labbra. "Sono venuto a sapere come va?" Chiese sedendosi. "Ah, bene" Mentii. "Non ci conosciamo e capisco tutto, ma ti puoi fidare" Ammise, mi girai ad osservarlo. "Carlos Blanco" Disse sorridendomi. "Ara" Dissi sorridendo e facendo uscire il fumo dalle mie labbra. "Che ci fai qui?" Domandò. "Ormai lavoro qui" Dissi ricordandomi del lavoro. "Oggi a che ora finisci?" Mi domandò. "Io ho finito ora, ma ho pensato di aspettare Paulo" Ammisi. "E' una poco di buono ci prova con tutti" Ammise il ragazzo. Gli sorrisi e mi alzai. "Io vado" Dissi. "Io vado a cambiarmi" Disse lui. Entrai e vidi Simone, Alvaro e Paul che parlavano con Paulo. Gli passai accanto, ma non si accorsero di nulla. Entrai nel mio ufficio e presi la borsa da cui presi una vigorsol e la giacca, chiusi la porta e andai dai ragazzi. "Ciao" Dissi sorridendo. "Auguri per il lavoro" Ammise Alvaro abbracciandomi. "Grazie" Dissi ricambiando l' abbraccio. "Vado a mangiare qualcosa fuori e dopo vi aspetto" Ammisi uscendo da Vinovo per recarmi in qualche bar e così feci. Al mio rientro i ragazzi erano già tutti in campo ad allenarsi e mi sedetti su una panchina ad osservarli. Il posto accanto al mio venne occupato. "Che vuoi?" Sbottai "Il numero 21" Ammise facendomi ridere. "Trovatene un altro" Ammisi "Morata ci sa fare" Ammise "Senti se vuoi fare la puttana ci sono altre cose, ma evita di farla qui alla Juventus" Sbottai alzandomi. "Non ti infastidisce il fatto che ho toccato il tuo ragazzo e che l' ho fatto godere? Ma soprattutto che a lui è piaciuto?" Disse ridendo. Mi voleva provocare e le diedi uno schiaffo." Ti ripeto la puttana va a farla da tutt' altra parte" Ammisi scendendo i gradini "Ad esempio nel Chievo?" Disse ridendo "Tu che cazzo ne sai?" Ammisi voltandomi. "Ne so quanto ne sai tu e se voglio posso andare da un giornalista " Disse. "Puoi andare da chi vuoi, a me non mi interessa" Dissi per poi aspettare i ragazzi negli spogliatoi. Aprii la porta emi voltai subito quando vidi il ragazzo di prima in asciugamano. "Scusami non pensavo ci fosse qualcuno" Dissi coprendomi il viso con le mani. "Tranquilla vado in bagno" Disse lui. "Caso mai esco io" Dissi ridendo ed uscendo. Chiusi la porta e mi sedetti fuori. Dopo qualche minuto uscì quel ragazzo. "Puoi entrare se vuoi" Ammise sorridendomi. Ricambiai il sorriso ed entrai negli spogliatoi e venni seguita da Leonardo, Mario e gli altri. Al nostro solito collegammo il mio cellulare alla radio e ci divertimmo con la musica. Desideria entrò nello spogliatoio e staccai la musica. "Scusa non si bussa più?" Dissi provocandola. "Io ho bussato, ma se tu metti la musica alta è normale che non si sente" Ammise. "Che vuoi?" Domandai. "Ho bisogno di Dybala" Ammise sorridendo. "Se hai bisogno di un cazzo fuori dallo Juventus sai quanti ce ne sono? E ti pagano pure" Sbottai causando la risata di tutti i ragazzi. " Quella che per una scommessa finisce a letto con un altro non sono io" Disse provocandomi. Non sapevo cosa risponderle. "Non sono una puttana e non ero impegnata con nessuno e nemmeno il ragazzo lo era" Sbottai. "Dybala ho bisogno di te" Insistette e guardai Paulo. "Dybala andiamo" Continuò. "Visitami qui davanti a tutti" Ammise Paulo guardandomi. "Okay" Rispose lei. "Spogliati" Ammise Desideria. Paulo si levò i pantaloncini dato che già era a petto nudo. Si avvicinò a Paulo e gli sussurrò qualcosa all' orecchio. Si abbassò e con una mano si aprì la camicia, si alzò e si voltò verso di me. "Ops mi sono saltati i bottoni" Ammise sorridendomi e levandosi la camicia e rimanendo con il petto nudo. Tutti i ragazzi le guardarono i seni scoperti, tranne Paulo che abbassò lo sguardo. Si piegò appoggiando il suo sedere scoperto a causa della gonna troppo corta nell' intimità di Paulo e raccolse la camicia da terra. Vidi le guance di Paulo arrossarsi ed io mi sentii umiliata. Si tirò sù e si girò "Perdonami Paulito" Disse accarezzandogli il petto e scendendo verso la sua intimità, ma arrivata all' ombelico, prese la maglietta di Paulo poggiata sulla panca dietro di lui e la indossò. Di una cosa ero certa sarei voluta morire più tosto che farle provare il piacere della mia umiliazione, sapevo far impazzire i ragazzi quanto lei, ma Paulo poteva fare qualcosa, spostarsi. Stavo per piangere, lo capii dal bruciore dei miei occhi, ma non potevo farla godere così tanto piuttosto avrei fatto godere qualcun altro. "Ti credi più bella di me?" Sbottai, non si aspettava una mia risposta e si girò. "Non mi credo, lo sono" Ammise sicura di se. "Quanta autostima" Sbottai levandomi le scarpe. "Dovresti allenarti ed eliminare il sale, hai la cellulite" Ammisi sbottonandomi i pantaloni e abbassandomeli, andai verso Paul dove mi abbassai facendo sì che il mio sedere si scontrasse con la sua erezione. Raccolsi i pantaloni e mi girai verso Paul. "Scusami non mi ero accorta che c' eri tu" Dissi guardandolo e me ne uscì dallo spogliatoio con in mano i pantaloni.

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