Paulo's point of view
Allungai la mano verso la parte opposta dal letto, ma quel braccio che doveva cingere la vita della mia ragazza, non cinse nulla. Aprii i miei occhi e non la vidi, non era nel letto. Mi misi seduto nel letto e vidi il pavimento bagnato, mi alzai vedendo che l'acqua usciva da sotto la porta del bagno. Corsi e aprii la porta. Mi crollò il mondo addosso. La vidi dentro la vasca e mi precipitai da lei. "Chiara" urlai. La presi dalle sue fragili braccia che in quel momento era fortissime. "Ti amo" mimò con le labbra sott' acqua. "Ti prego amore" Dissi. Stavo per piangere, non volevo perderla. In pochissimo tempo lei riempì quello spazio vuoto che avevo all'interno. Mi mancava mio padre che è una figura importantissima, ma non so come avrei reagito se avessi perso anche lei. Il pavimento bagnato non mi aiutava per niente, non mi permise di mettere più forza per farla riemergere. Le sue dita tenevano con forza il bordo della vasca e quando le vidi piano piano lasciare la presa la sollevai. I suoi polmoni avevano bisogno di aria ed io avevo bisogno di lei. Sono egoista, ma penso che l' avrei salvata ugualmente anche se non fosse stata la mia ragazza. La presi e la uscii dalla vasca mettendola a terra. "Uno due tre" dissi urlando e premendo nel suo petto, subito dopo la baciai tappandogli il naso. Aprì i suoi occhi che guardarono la porta e poi si fermarono su di me, sorridendomi. Non potevo più trattenermi. Incominciai a piangere portandomela vicino al petto. "Ti prego" Urlai. Alzai il mio sguardo e vidi Alvaro in lacrime. Lui era più emotivo, io non piansi più dopo la morte di mio padre. Mi alzai prendendola in braccio e uscii da quella stanza, corsi giù lasciandomi alle spalle Alvaro in lacrime. Uscii di casa aprii la macchina e la distesi nei sedili posteriori per dirigermi in ospedale. Quando arrivammo non posteggiai nemmeno la macchina la presi in braccio ed entrai, i dottori la presero subito mettendola in una barella e portandola in sala rianimazione. Vidi il suo corpo andare via con i medici, il suo corpo era senza vita tra le mie braccia. Mi sedetti e incominciai a piangere tenendo premute le mani sul mio viso. La porta della clinica si aprì e vidi Alvaro e Simone correre verso di me. Guardai loro negli occhi e li abbracciai. Non esistevano parole per descrivere quel momento. Vedere il suo corpo senza vita, mi ha fatto provare un vuoto inspiegabile, vedere Alvaro piangere in questo modo mi fa sentire di averla persa. La porta della sala si aprì e il dottore venne da noi togliendosi la mascherina. "Abbiamo ripreso il battito, è salva" Disse sorridendo. Incominciai a piangere e abbracciai Alvaro. "Ce l' ha fatta" Disse piangendo Alvaro, annuii e sciolsi l' abbraccio. "Grazie dottore" Dissi stringendogli la mano. "Posso vederla?" Chiesi." Certo, entrate" Disse il dottore.
Chiara's point of view
Aprii i miei occhi e non ero in paradiso, ero in ospedale. Vidi i dottori sorridere e puntarmi un luce negli occhi. "Come ti chiami?" Mi chiese un dottore "Chiara Tencone" Ammisi. Cosa ho fatto. La porta si aprì e incrociai i miei occhi con quelli verdi e rossi, a causa del pianto, di Paulo. Mi abbracciò fortissimo, il suo profumo. Incominciai a piangere, ero felice di vederlo e di aver ritrovato il mio posto. Sciolsi l' abbraccio e le labbra di Paulo premettero sulle mie. "Cosa pensavi di fare?" Mi chiese Paulo "Volevo morire" Ammisi "Perchè?" Domandò Paulo. "Posso parlarle?" Chiese il dottore riferendosi a Paulo. "Certo" Disse voltandosi "Amore preparati, arrivo" Disse lasciandomi un dolce bacio. Mi alzai e mi sistemai. La porta si spalancò e vidi due occhi rossi e lacrimanti e quando lo vidi gli corsi in braccio, cingendo le mie gambe sui suoi fianchi. "Non farlo mai più" Disse piangendo sulla mia spalla. "Alvaro" Sussurrai "Non lasciarci mai più" Disse. Lo guardai e sorrisi e ripresi ad abbracciarlo. Le case attraverso il finestrino incominciarono a scorrere più velocemente. "Pensi che dovremmo tornarci un altra volta?" Mi chiese Paulo. "No" Ammisi abbassando la testa. "Posso sapere che ti ha detto il dottore?" Chiesi. "Mi ha detto che devi stare a riposo. Io tardo la partenza amore. Non potrai venire con me, ma voglio stare tranquillo." Ammise. "Io sto bene" Ammisi. "Non stai bene e non capisco perchè l' hai fatto" "Perchè odiavo il fatto che qualcuno stesse male a causa mia" Sbottai "E con la morte invece noi non saremmo stati male. Cosa avrei fatto io senza di te?" Urlò continuando a guidare. Girai il mio viso verso il finestrino e non dissi nulla. Ero dispiaciuta, ma ancora più sicura che lui meritava di meglio. "Scusa" Ammise subito dopo. Sentii la sua mano nella mia gamba. "Mi dispiace" Disse. Mi voltai e lo guardai. "A te dispiace? A me dispiace" Dissi urlando. "Mi sento strana, sporca e mi sento in colpa del vostro dolore, è una cosa insopportabile" Dissi piangendo. "Meriti di meglio Paulo" Ammisi tra le lacrime. "Per me il meglio sei tu" Disse. Lo guardai e dentro di me scoppiò una guerra. Lo amavo troppo per lasciarlo andare. Arrivammo e lui mi prese la mano. "Ti amo" Disse avvicinandosi a me "Ti amo" Risposi per poi baciarlo. "Non farlo mai più" Disse accarezzandomi la guancia, annuii e scesi dalla macchina trovandomi davanti mio padre.
"Papà" Dissi spalancando gli occhi. Pregavo dio che mio padre non avesse visto il bacio tra me e Paulo. "Devi dirmi nulla?" Disse incrociando le braccia e guardando me e Paulo.
STAI LEGGENDO
•La mi joya•
De TodoMio padre è il responsabile dell' area medica della Juve. Inutile dire che ho l' accesso ovunque, grazie alla grande amicizia di mio padre con Massimiliano Allegri, allenatore della Juve. Con tutti i giocatori della Juventus ho un buonissimo rapport...
