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Insieme ai ragazzi abbiamo organizzato una vacanza di una settimana. Con Paulo non ci fù più alcun contatto dato che la sua amata Antonella era sempre in mezzo ai piedi e questo facilitò il mio rapporto con Simone. Una sera dopo aver mangiato verso le 23:00 ci mettemmo a tavola a giocare, quando a Paul non venne la fantastica idea di iniziare ad occupare il tempo facendo una vacanza. Iniziamo a dire città dove andare.

"Londra" Sbottò Alvaro "Argentina" Ammise Paulo che sentiva la mancanza della sua casa. "Roma" Ammise Simone. "Francia" Ammise Paul. "Posti magari in cui nessuno è stato" Ammisi ridendo. "Amore Roma non ti piace?" Chiese Simone "Si, certo solo che è meglio un posto dove " Venni interrotta da Paul che incominciò ad urlare. "Andiamo nel bosco a fare campeggio" Ammise Paul.

Ecco così facemmo la scelta la sera scorsa. E che campeggio sia. Paulo, Antonella e Paul andarono a fare la spesa, mentre io Simone ed Alvaro andammo a prendere le tende e tutto il resto. Salimmo in macchina, Simone era dietro perchè a ceduto il posto avanti a me. Alzai i piedi e li appoggiai sopra il cruscotto. "Togli i piedi così" Urlò Alvaro. "Dai" Dissi sbuffando ed eseguendo la sua richiesta. Posteggiammo ed entrammo al negozio. "Te la fidi a guidare il carrello o nemmeno quello?" Sbottò Alvaro ridendo. "Certo che ce la faccio"Ammise ridendo Paulo. "Aspetta" Urlai facendo girare tutta la gente che era lì dentro. Mi misi dentro il carrello e mi sedetti tenendomi, alzai il mio sguardo verso quello complice di Simone che mi lasciò un bacio sulle labbra. Incominciò a correre lungo i corridoi e facendo cadere alcuni prodotti che Alvaro metteva a posto cercando di mantenere il suo passo. "Aspettatemi" Urlò Alvaro. "Dai poverino" Dissi ridendo. Simone si fermò e mi guardò ridendo. Una volta preso tutto ci dirigemmo alla cassa. Simone teneva il carrello con me all' interno e Alvaro passava le cose al cassiere che non mi distoglieva lo sguardo di dosso facendo innervosire Simone che strinse il carrello. "La signorina pure in vendita è?" Domandò rivolgendomi uno sguardo. Stavo per parlare, ma Simone mi precedette. "No" Disse prendendomi a mo dì sposa e mettendomi a terra. "Lo sapevo sennò saresti a casa mia" Ammise. "Io so che se continui vai in ospedale" Sbottò Simone. "50" Alvaro prese i soldi e glieli porse. "Ti aspettiamo in macchina Alva" Mi limitai a dire prendendo Simone con le buste e spingendolo fuori. "Volevo divertirmi" Ammise lui ancora arrabbiato. "Ci divertiremo insieme appena arriviamo a casa" Dissi lasciandogli un bacio sul collo. Finalmente quelle labbra socchiuse dalla rabbia, si addolcirono facendo spuntare il suo bellissimo sorriso che mi faceva impazzire. Poggiò le buste a terra afferrandomi dai fianchi e appoggiandomi sul cofano della macchina di Alvaro che quando arrivò spostò Simone. "Evitate di farlo sopra la mia macchina" Ammise Alvaro ridendo. Alle otto di sera arrivammo a casa e portammo tutte cose dentro. Trovammo Paul e Paulo giocare alla play e Antonella seduta nel divano. "Ciao" Urlai entrando. "Paul hai preparato?" Chiese Alvaro chiudendo la porta alle spalle. Paul mise pausa e si girarono tutti e tre a guardarci. "Avete fatto la spesa?" Domandò Simone. "Si" Rispose Antonella sorridendo. "Ho fame" Ammise Alvaro. Mi sentii sollevare da terra e mi ritrovai piegata sulla spalla di Simone. "Ciao a tutti scendiamo appena finiamo" Ammise salendo le scale. "Dai fammi scendere" Urlai ridendo facendo attenzione a non fra male a Simone, alzai lo sguardo incrociandolo con quello di Paulo. Chiuse la porta e mi mise a terra incominciando a baciarmi. In meno di un minuti ci privammo di tutti i vestiti e incominciammo a farlo. Quando finimmo ci vestimmo e scendemmo giù. "Avete terminato?" Sbottò Paulo mangiando un pezzo di pane. "Si" Risposi soddisfatta. Simone mi tirò verso di se lasciandomi un bacio sulle labbra.

L' indomani ci mettemmo tutti in macchina e partimmo. Le strade isolate di Torino, il sole che splendeva e che faceva brillare le foglie degli alberi e la musica alta della macchina di Alvaro mi fece prospettare un buon inizio di giornata. Posteggiammo la macchina e ci incamminammo nella natura. "Qui" Sbotto Paul posando gli zaini e le buste. Stessa cosa feci io e gli altri. "Uscirono tre tende da campeggio, una per me e Simo, l' altra per Paulo e Antonella e la terza per Paul e Alvaro. Dopo aver montato le tende ci dividemmo per trovare del legno, ma io mi rifiutai e decisi di aspettare l' arrivo di tutti. Si allontanarono e dopo qualche minuti vidi spuntare Paulo. "Che ci fai?" Domandai "Ti tengo compagnia" Ammise sedendosi accanto a me. "Antonella?" Domandai stranita, fino a quando non sentii la sua voce e mi girai. "Vai troppo veloce" Ammise sedendosi accanto a Paulo. "Ti amo" Ammise Antonella " Ti amo" Gli rispose Paulo. Conoscevo i suoi ti amo e mi sembrava sincero. "Vado dagli altri" Ammisi alzandomi. "Non sai dove sono" Sbottò Paulo "li troverò" Ammisi andando dritto. "Non sono andati di lì" Ammise Paulo. "Ti ho detto che li troverò" Ammisi continuando ad andare dritto. Ero arrabbiata e calpestavo i rami con rabbia, fino a quando una trappola per conigli non si chiuse nella mia caviglia facendo urlare dal dolore. Zoppicai, ma non riuscii a liberarmi della trappola incollata al terreno e mi accasciai a terra con la caviglia sanguinante.

•La mi joya•La tua prossima ossessione. Scoprilo ora