E subito dopo la porta si chiuse. "E' meglio che vai" Dissi a Gennaro. Lui annuì e si vestì e stessa cosa feci io. Aprii la porta e scesi insieme a lui richiamando l' attenzione dei ragazzi presenti nel salotto. Sistemai un ciocca di capelli dietro il mio orecchio e distolsi lo sguardo da loro. "Ti amo" Mi disse e gli sorrisi "Ti amo" Gli risposi. "Ci sentiamo più tardi" Annuii e chiusi la porta. Ed ecco che Alvaro e Paulo si alzarono venendomi in contro. "Dimmi che non l' avete fatto" Disse Alvaro. "Si, l' abbiamo fatto" Ammisi guardando Paulo. "Che c'è pensi di farmi un dispetto?" Disse avvicinandosi a me. Scoppiai a ridergli in faccia. "Ti sbagli, ti ho dimenticato" Mentii io "Oppure stai provando a dimenticarmi" Ammise lui. "No " Balbettai. Alvaro si girò e non mi disse nulla. Stavo perdendo anche lui. Salii in camera mia e andai in bagno. Mi sciacquai il viso, quando mi portai la mano nel viso notai l' anello di Paulo. Dovevo fargli credere che non l' amavo, era la cosa giusta da fare. "Quante cose giuste ti sembra di fare e invece sono tutte sbagliate?" mi disse il mio subconscio. Levarlo e fargli credere di averlo dimenticato o tenerlo fregandomene e sentirmi al sicuro. lo levai mettendolo in una cordicella e lo misi come collana. Scesi dagli altri, ma nessuno mi dava conto. "Ciao nessuno che mi saluta?" Dissi guardandoli concentrati. Gli occhi di Alvaro si scontrarono con quelli di Paulo e poi mi rivolsero uno sguardo. "Alvaro" Dissi "Che cazzo vuoi?" Sbottò lui. rimasi ferma a guardarlo. "L' hai combinata grossa o torni quella di prima oppure con me hai chiuso." Ammise guardandomi. Alvaro non mi aveva mai risposto così. Sentii un vuoto e mi girai per andarmene. "Dove te ne vai?" Chiese Simone " A fare la puttana in mezzo alla strada" Ammisi chiudendo la porta alle mie spalle. Camminai con la testa piena di pensieri, in realtà avrei voluto fare tantissime cose come baciare Paulo, abbracciare Alvaro, uscire con loro, chiedere scusa ad entrambi e fare l' amore con il mio ragazzo. L' orgoglio ormai faceva parte di me ed era più importante far sembrare di non avere più sentimenti e così stavo diventando, ma il mio punto debole erano loro. Paulo e Alvaro. Arrivai in un pub ed entrai ordinando bicchieri di birra e vodka ero forse al quinto bicchiere e stavo per perdere la ragione o forse l' avevo già persa. Il mio cellulare incominciò a squillare e risposi accorgendomi dell' orario. "Pronto" Dissi ridendo "Dove sei?" Disse Paulo "In un pub pieno di ragazzi che mi voglio scopare" Dissi urlando facendo girare la gente che era nel pub "Ascoltami sono 03:30 del mattino, dimmi dove cazzo sei e non fare la bambina capricciosa" Disse urlando"Il punto e che non lo so nemmeno io" Dissi guardandomi intorno, vedendo un ragazzo entrare. "Ciao Simo" Urlai andando in contro a Simone che mi prese il cellulare dalle mani "Quello vicino casa Paulo" Chiuse la chiamata e mi ridiede il cellulare. "Sei stronzo" gli dissi puntandogli il dito contro. Mi girai e andai al bancone ordinando un bicchiere di vodka. "Vodka" Dissi urlando al barman che eseguì subito l' ordine. Una macchina suonò e la mano di Simone mi prese per il braccio. Mi liberai prendendo il bicchiere. "Basta bere" Urlò Simone. "Basta" Urlò una voce che riconobbi subito. "Quanti ne ha presi?" Domandò al barman "3 di birra e 5 di vodka" Ammise. "Morirà" Disse Simone ridendo e Paulo lo fulminò con lo sguardo. "Andiamo" Disse trasportandomi fuori dal pub "Deve pagare" Urlò il barman "Vieni andiamo a casa mia" Dissi ridendo "Tieni" Disse Paulo dandogli dei soldi per poi spingermi dentro la macchina. " Bastardi" Urlai "Bastardi" Continuai "Stai zitta" Urlò Paulo. "E' un problema se vomito dentro la tua piccola macchina?" Dissi ridendo. "Ora ti accompagno in bagno" Disse "E che facciamo?" Domandai ridendo "Finiscila" Disse guardandomi attraverso lo specchio. Posteggiò e scesi dalla macchina entrando in casa. "Ciao a tutti" Dissi barcollando. "Che cazzo hai fatto?" Mi urlò contro Alvaro "La puttanella" Gli dissi ridendo. Smisi di ridere quando un conato di vomito mi salì e andai dritta in bagno incominciando a vomitare. Delle mani mi afferrarono i capelli tenendomeli dietro. "Esci" Dissi "Stai male" Ammise quella voce dolce che mi faceva impazzire. "Io sto sempre male" Ammisi alzandomi e guardandolo negli occhi. Presi il collutorio e mi sciacquai la bocca. Le sue mani incominciarono ad accarezzarmi la schiena. Mi girai e lo guardai, le sue mani si appoggiarono accanto ai miei fianchi tenendosi sul marmo del lavandino."Vuoi aproffittare della mia non lucidità per portarmi a letto?" Chiesi sorridendogli maliziosamente. "Sei talmente bella" mi disse lui facendo si che le rughette provocate dal mio sorriso sparissero.Mi avvicinai a lui e gli sfiorai con il pollice le sue labbra. Alzai il mio sguardo spostandolo dalle sue labbra ai suoi occhi e subito dopo qualche secondo mi ritrovai ad assaporare le sue labbra.Le mie mani si infilarono sotto la sua maglietta, afferrai il bordo della maglietta e gliela alzai per poi levargliela.Era l' unico che poteva soddisfare i miei piaceri, perchè Paulo era Paulo, era il ragazzo che amavo. Mi sollevò facendomi sedere sul bordo del lavandino dove raddrizzai la schiena a causa del contatto con il marmo freddo. Mi sfilò la maglietta e scesi dal lavandino senza staccare le mie labbra dalle sue, ma approfondendo ancora di più il bacio. Abbassai il mio sguardo e vidi la mia maglietta con la collana a terra dove tenevo il suo anello come ciondolo, anche se a dirla tutto in quel momento non mi importava perchè l' indomani non avrei ricordato nulla di questa sera. Ero distesa nel mio letto completamente nuda e lui era sopra di me, stavamo facendo l' amore mentre le sue labbra non si staccarono un attimo dal mio collo provocandomi piacere. "Vorrei tanto non essere ubriaca" Ammisi. "Non voglio dimenticarmi di questa sera" Continuai "Te la ricorderò io" Disse unendo le nostre labbra. Afferrai il lenzuolo stretto nei miei pugni, mentre lui continuava a spingere. Le sue mani liberarono la stretta del lenzuolo dai miei pugni unendo le nostre mani.
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•La mi joya•
DiversosMio padre è il responsabile dell' area medica della Juve. Inutile dire che ho l' accesso ovunque, grazie alla grande amicizia di mio padre con Massimiliano Allegri, allenatore della Juve. Con tutti i giocatori della Juventus ho un buonissimo rapport...
