Julian riconobbe subito il portone del palazzo dove abitavano,grande e austero, una volta suonato il campanello si trovò in un atrio buio e ci mise qualche attimo ad adattarsi all'oscurità,davanti a lui c'era una rampa di scale,con gradini bassi e ampi, li salì senza fretta, sentendo la voce della zia provenire da molto in alto:"Julian, siamo su nell'attico,non c'è l'ascensore..." quasi si scusò.
"Arrivo, zia". La volta precedente si era fermato al terzo piano, nell'appartamento dove gli zii abitavano, ora veniva invitato a salire nell'attico, che fossero ospiti di altre persone? che lo possedessero? Certo,se fosse stata vera questa sua ultima ipotesi,gli zii se la passavano davvero bene...Passò di fronte alla porta dell'appartamento che già conosceva, era aperto e lì sulla soglia trovò Clelia:"Ciao,Julian, la mamma e la zia sono di sopra vuoi che ti accompagni?"
"CiaoClelia, si grazie, ma tu sei sola?"
"No, c'è la nonna,vuoi salutarla?"
Il ragazzo fu tentato di dire no e di proseguire verso l'attico,ricordava vagamente la madre di Francesca, una donna molto gentile e gradevole senza dubbio,ma non sapeva cosa dirle oltre che un formale saluto, si sentiva imbarazzato,poi prevalse la buona educazione:" se non è impegnata,si,la saluterei volentieri".
Nel frattempo Giovanna, così si chiamava la nonna, si era avvicinata alla porta,sentendo la nipotina chiacchierare,"non mi dire che questo bel giovanotto è Julian!" lo abbracciò e baciò calorosamente "fatti vedere, sei proprio bello! ti ricordavo bimbetto,invece guardate qua,che pezzo di figliolo!"
"Grazie, lei come sta? la trovo bene".
"Dammi del tu,caro, una volta mi chiamavi "nonna",fai come ti viene meglio,ma intanto accomodati, gradisci una fetta di torta?Sai,ho fatto la torta di pesche che piace tanto ai bambini e anche a noi grandi...la stavo giusto portando su a tua madre e al resto della truppa."
"Grazie Giovanna,mi aspettano su.." cercò di trovare una scusa,tutte quelle effusioni lo imbarazzavano.
"Si,si certo,hai ragione, ora veniamo anche io e Clelia, la piccola ha aspettato che terminassi i preparativi per la merenda,non vede l'ora di giocare con Sarah."La donna parlava tantissimo,dava l'impressione di essere un fiume in piena,poi continuò imperterrita: "sai, questo è l'appartamento di mia figlia e mio genero, ma da qualche giorno mi sono trasferita qui anche io in attesa di sistemare un piccolo appartamentino qui accanto dove andrò a vivere appena pronto..." sospirò poi riprese "prima vivevo nell'attico con mia sorella, sai eravamo tutte e due vedove e avevamo trovato questa soluzione,lei l'aveva diviso con il marito finchè era stato in vita,poi,rimasta sola,aveva gradito la mia compagnia.Era ricca mia sorella,o meglio,il marito era ricchissimo, non hanno avuto figli e così tutta l'eredità è toccata a noi,a me e tua zia,che siamo gli unici eredi.Ora ho deciso di donare l'attico a Francesca e alla sua famiglia, faranno dei lavori e apriranno una scala a chiocciola interna che collegherà le due abitazioni,mentre io mi sono riservata due stanzette accanto..non ho biogno di spazio.."
"Mamma,lascia stare il povero Julian!"la rimproverò bonariamente Francesca che era scesa a metà rampa,non vedendo salire il nipote e sentendolo parlare con la donna.
"si,si,veniamo insieme".
Julian salutò educatamente tutti,zia e cugini,poi si sedette ad un tavolino nella stupenda terrazza che dava sui tetti, da lì si godeva un panorama non indifferente,tutti risposero affettuosamente al suo saluto. I bambini si misero a giocare poco distanti dai grandi, mentre Giovanna faceva le porzioni della torta e Francesca serviva bibite e granite.
"Così andrai al Liceo Classico".Davide fece questa affermazione rivolto al cugino.
"Si, sono andato a vedere dove si trova,ma non ho oltrepassato il portone d'ingresso."
"Se vuoi ti posso accompagnare io, o dirti tutto ciò che vuoi sapere.."
"Grazie,ho molte curiosità in merito.."
"Se vuoi sapere qualcosa di più chiedi a me!"Saul dei due era il più sbarazzino e con quella frase voleva riferirsi alle ragazze del liceo, Julian afferrò subito il senso del discorso e sorrise annuendo con la testa."ne terrò conto,al momento opportuno ti chiederò."
"Lascia stare mio fratello...tutte chiacchiere...gli piace spacciarsi come un dongiovanni, invece va sempre in bianco"; il tono era affabile e simpatico.
Risero tutti e tre." a parte gli scherzi, Julian, se vuoi sapere qualcosa chiedici pure"
"Grazie, David,nei prossimi giorni andrò a comprare i libri, so che la lista ce l'hanno alla libreria vicino Piazza Indipendenza".
"Vedo che sei informato,non so in che sezione sei,ma se possiamo darti qualcuno dei nostri libri,non fare complimenti!"
"sono nella A."
"Ah, ho capito!"Saul fece un sorrisetto accompagnato da un'alzata di sopracciglia,come a far intendere che la sapeva lunga sulla classe dove era capitato e che c'era qualcosa di promettente in fatto di ragazze.
"Ci sono due o tre ragazze veramente carine, in terza A"
"Veramente ci sarebbero di più...ma una è strana...forse è la più carina di tutte,ma troppo complicata, meglio starle alla larga, non ricordo neppure come si chiama di preciso..."
"Ragazzi,ma un fetta di torta non la volete?"
"Uffa nonna,con questa torta.."
"Davide smettila" lo redarguì Francesca "la nonna fa la torta di pesche più buona del mondo!"
"Io la prendo volentieri" disse Julian, guadagnando punti a non finire agli occhi delle due donne.
"Bravo ragazzo, sei un "cittino" a modo, poi mi saprai dire com'è." Giovanna era proprio conquistata da quel nipote acquisito.
"È veramente ottima".
"Grazie Branka, ma so che anche tu sei un'ottima cuoca"
"no,no " si schermì quest'ultima "dovrò imparare tante cose per darvi una mano in trattoria".
"Certo,avremo il tempo di parlare anche di questo.oggi pomeriggio Aaron e Elia sono andati proprio lì,penso che entro ferragosto inaugureremo il nuovo locale e a settembre prenderà il via anche la cascina...dovremo darci da fare tutti quanti."
"Julian,domani sera,alla cascina,faremo una piccola cena fra amici,naturalmente sei invitato anche tu!"
"grazie Davide,verrò volentieri..sempre che i miei non abbiano niente in contrario.."
"Tranquillo,Julian" "lo rassicurò la madre, lo diremo anche a papà,ma sicuramente non avrà motivo per non farti andare."
Julian si stava rilassando,l'atmosfera era veramente piacevole,anzi,di più, si sentiva in famiglia,era quasi felice.
L'indomani sarebbe andato volentieri.
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Elena e Julian
Ficção GeralUn amore intenso che nasce fra due liceali di estrazione sociale e religiosa diversa. Lei,Elena di nobile lignaggio ma cresciuta senza l'affetto della madre, in un ambiente arido e poco attento alle sue esigenze, incontra Julian ragazzo ebreo di...
