L'appartamento degli zii piacque moltissimo a Julian,soprattutto per l'aria di intimità che vi si respirava.
Il soggiorno in cui fu introdotto aveva Il pavimento rivestito da un caldo parquet,alle pareti erano appesi quadri che raffiguravano molto probabilmente gli avi della famiglia, un pianoforte a coda era situato ad un lato della stanza, alcuni vasi con piante da appartamento, rigogliose e dalle verdi foglie cascanti rallegravano l'insieme, conferendogli una nota di freschezza,tutto era sobrio senza apparire severo.
I ragazzi furono fatti accomodare sul divano color acquamarina, mentri gli zii presero posto sulle poltrone vicine, subito si presentò una cameriera di una certa età ma zelante,per prendere i loro abiti e sapere se avessero gradito qualcosa da bere o mangiare.
"Con queste temperature rigide ci starebbe bene una cioccolata calda" disse Marsilio ammiccando verso i ragazzi per stimolare un po' il loro interesse e la conversazione che sembrava languire.
"si,ci starebbe bene" fece eco la moglie ,poi continuò"con panna? cannella?"
Elena non ne sentiva affatto la necessità ,prima che si scatenasse il litigio con i suoi aveva fatto in tempo a gustare parte del lauto pranzo,ma tacque aspettando che il suo accompagnatore si esprimesse.
"per me va bene con un po' di panna,grazie"rispose più per cortesia che per altro, non aveva fame, nè desiderio di qualcosa di caldo e dolce,ma non potè sottrarsi a quell'invito.
Elena si accodò a lui .
"benissimo cari" disse la zia ,poi rivolgendosi alla domestica:"Celestina puoi portare la cioccolata con panna a parte e magari qualche biscottino adatto,per favore " concluse gentilmente.Anche quando si rivolgeva al personale di servizio era garbata.
La donna sparì dietro la porta per poi tornare con un vassoio ben fornito.
Le tazze fumanti mandavano un odore squisito di cioccolata che si mischiava a quello della vaniglia e della cannella proveniente dai biscotti fragranti.
"abbiamo una ricetta collaudata per fare la cioccolata calda" spiegò Maria Cristina al giovane ospite "ma probabilmente tu stesso e i tuoi la saprete fare a regola d'arte,meglio di noi,siete dei ristoratori,vero?"
Julian che stava sorbendo quella bevanda deliziosa,posò la tazza di fine porcellana sul piattino e rispose:"si,i miei sono ristoratori, ma nessuno in famiglia riesce a fare una cioccolata così buona...anzi,ottima! esclamò sincero.
"grazie, caro ragazzo del tuo complimento.Ora finisci,non voglio disturbarti!"lui abbozzò un piccolo sorriso,contento di aver detto cosa gradita.
Marsilio,che aveva già fatto il bis di tutto, osservò l'amico della nipote con interesse, poi disse:"Conosco la tua famiglia,o meglio i tuoi zii, gran brave persone e professionisti eccellenti, ho frequentato spesso il locale.Un connubio ben riuscito fra cucina toscana e romana con richiami ebraici.Siete di origine ebrea,vero?"
Lui si sentì da una parte orgoglioso,dall'altra un po' sulle spine, non si vergognava affatto della sua provenienza e della sua religione,anzi,ma provava l'assurda sensazione di essere in una posizione di fragilità,come se la sua provenienza,la sua cultura,la sua fede religosa lo esponessero al giudizio del Conte Marsilio.
"si,siamo ebrei" la sua voce uscì incolore,ma Elena vi colse un minimo di disagio, guardò lo zio che continuò a conversare amabilmente.
"ottimi i carciofi alla giudia che prepara tua zia, così come la cicoria ripassata e tante altre delizie.So che vi siete ingranditi e che avete anche aperto un agriturismo"terminò aspettando che il giovane rispondesse.
"si, siamo venuti da Roma perchè mio padre sta collaborando con lo zio Aaron"
"anche tua madre partecipa? o svolge un altro lavoro?"
"tutti e due, cioè si occupa principalmente della casa, inoltre fà la traduttrice di testi per una piccola casa editrice e quando può aiuta il papà e gli zii".
Complimenti,siete una bella famiglia! Anche tua madre è di Roma? Ebrea?""
Julian ringraziò educatamente,chiedendosi se quel discorso fosse tendenzioso o semplicemente argomento di conversazione,poi aggiunse che no,sua madre era macedone e che sì,era ebrea.
Si guardò intorno per cercare di vedere se c'erano elementi che facessero comprendere di quale orientamento politico fosse quella famiglia,con Elena non ne avevano mai parlato,ma lui temeva sempre che le persone con cui veniva in contatto simpatizzassero con idee antirazziali, era uno dei suoi pensieri più frequenti e si sentiva in allerta fino a quando non aveva chiara la cosa.
"Julian" proseguì dolcemente Maria Cristina che aveva intuito il suo disagio "quello di mio marito non voleva essere un interrogatorio,nè disappunto, stai tranquillo, non abbiamo nessun pregiudizio religioso o razziale.Anzi,stimiamo la tua famiglia .Era un modo di far conoscenza"
Elena aveva seguito la conversazione con un filo di apprensione, conosceva lo spirito liberale e buono degli zii,sapeva anche che in tempo di guerra i familiari di Maria Cristina avevano salvato molti ebrei dalle persecuzioni e qualcuno di loro era andato ad ingrossare le file di partigiani,ma ancora doveva abituarsi a relazionarsi con gli altri, si sentiva sempre sui carboni ardenti quando era in un gruppo di persone,temendo che si creassero degli equivoci,una parola di troppo,uno sguardo mal interpretato,per mandare all'aria i momenti piacevoli,come era quello.Era ansiosa e poco fluida nei rapporti con gli altri,invece tutti i presenti sembravano essere animati da uno spirito conviviale, di accettazione reciproca e questo le fece enormemente piacere.
"ragazzi, non voglio trattenervi oltre, è la vostra serata, potete andare a vedere la "casa delle fate"giù di sotto o salire in mansarda"invitò la zia.
"si,si, ti porto a vedere la mia casa" la voce di Elena era tornata serena e piena di brio.
Julian ancora una volta rispose compito alla Contessa."non ci sono affatto problemi, ho apprezzato l'interessamento del Conte".
"Julian, non chiamarmi Conte!Io per te sono Marsilio,zio Marsilio, se ti piace di più" concluse in modo affabile.
Elena si sentì felicissima di quell'intervento ,sentì che il suo ragazzo veniva accolto in famiglia, nel cuore della sua famiglia e questo le piacque tantissimo.
"Grazie Marsilio" .
Detto ciò i due giovani si accomiatarono recandosi a visitare l'appatamento ricevuto in dono da Elena.
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Elena e Julian
Ficção GeralUn amore intenso che nasce fra due liceali di estrazione sociale e religiosa diversa. Lei,Elena di nobile lignaggio ma cresciuta senza l'affetto della madre, in un ambiente arido e poco attento alle sue esigenze, incontra Julian ragazzo ebreo di...
