Il Monte Bianco svettava superbo contro il cielo azzurro.
Nello svegliarsi,quella mattina del 31 dicembre,Leo provò una dimenticata serenità.La conoscenza con Amaranta si era approfondita in quei due giorni, lei era riservata,semplice e probabilmente quel mostrarsi interessata a Giacomo era la risultante della sua timidezza,quasi fosse un "ragazzo schermo" di dantesca memoria, così pensò il dongiovanni in erba,il puntare l'interesse sull'amico meno affascinante,goffo e impacciato era un modo per non far capire quanto interesse avesse per lui.
Si stava convincendo di questo,sì,Amaranta non aspettava altro che essere avvicinata,corteggiata,fatta sentire sicura,coccolata e lui l'avrebbe fatto.
"sveglia,pigrone " tuonò rivolto all'amico che se ne stava sotto il piumone a godersi il tepore del letto.
"ma che fretta c'è?" bofonchiò con la voce impastata di sonno.
"c'è che dovresti alzarti,il sole splende ed io vorrei andare di là,a vedere se hanno bisogno di una mano" spiegò con falsa attenzione per i bisogni della famiglia D'Alauri.
"non hanno bisogno di noi, con tutta la servitù a loro disposizione,cosa vuoi che se ne facciano del nostro misero contributo?"
"l'hai detto tu che dobbiamo essere gentili e gentili saremo,su,fuori dal letto"queste sue parole furono accompagnate da un gesto repentino con cui scoprì l'amico per invitarlo a scendere.
Giacomo rassegnato cercò le pantofole vicino al letto e si diresse in cucina dove tutto era lindo e pulito,non c'era traccia di cibo né odore di caffè come sperava ci fosse.
"ho aspettato te per il caffè" sembrò che Leo avesse indovinato i suoi pensieri"lo fai meglio di me e non volevo disturbare il cameriere"-
"va bene lo faccio,però tu inizia a tirare fuori pane burro e marmellata"
"chiamalo pane"ribattè Leo prendendo un pacco di pan carrè dalla credenza "per me pane è quello casareccio,tipo il nostro,qui,se ti va bene trovi una baguette molliccia,mentre i signori Conti avranno pane croccante e profumato..."
"Smettila di pensare sempre che gli altri stiano meglio di noi e cerca di goderti quello che hai"
"Eh,si come dice il proverbio "chi si accontenta gode",ma io voglio di più..."
"Fai come vuoi,io mangio questo pane con burro e marmellata ai frutti di bosco".
Dopo aver consumato la colazione,Leo volle uscire subito,mettendosi a passeggiare fuori dello chalet,nella speranza che qualcuno,vedendolo,lo invitasse dentro,così tanto per sbirciare e scuriosare cosa facessero gli altri e magari incontrare Amaranta.
"ma non andiamo a sciare?" chiese dubbioso Giacomo.
"si,si" cercò di rabbonirlo"però prima volevo salutare la contessa e vedere se.."
"se c'è Amaranta,vero?"
"ma no,che vai a pensare..."
"tanto l'ho capito che ti interessa,morto un papa se ne fa un altro..o meglio morta una papessa..."
"ma smettila!" lo redarguì dandogli una pacca sulla spalla
"ho capito che con Elena è tutto finito,lei non c'è e questo parla chiaro e il tuo comportamento la dice lunga..."
"Eh,si,Elena non nominiamola neppure" disse contrito"Amaranta è caruccia,ma tutto qui"
"e vorrei vedere...è una ragazzina tenera,delicata e con tutti quei parenti intorno!"
"oh,non è mica di vetro!è una ragazza come le altre,anzi,no,più bella.." finì di dire con aria un po' trasognata.
"lascia stare..sento odore di guai"
"non è per caso che interessa a te?"
" a me?" cascò dalle nuvole "per carità...non,no,ma che vai a pensare?" ma intanto era arrossito e questa cosa convinse poco Leo.
"va bene,dai, proviamo a suonare" e mentre diceva questo si accorse che nel locale dove era la piscina,oltre il vapore che appannava i vetri,c'era un'ombra che si muoveva,preso dalla curiosità si affacciò e meraviglia delle meraviglie, vide Amaranta in cuffia e costume olimpionico che nuotava.
Preso da una sorta di raptus bussò con le nocche al vetro per richiamare l'attenzione della ragazza,lei lo notò e gli fece ciao con la mano,continuando a nuotare,allora lui richiamò ancora la sua attenzione,facendole cenno se poteva tuffarsi anche lui,ma lei fece spallucce,come a dire "fai tu".
In quel momento uscì di casa Donna Mercedes che vide l'ultima parte della scena e rabbrividì"Buongiorno Leo,buongiorno Giacomo,non andate a sciare?" chiese loro con aria severa.
"si, cioè..no, anzi si.ora andiamo" rispose quest'ultimo, indeciso e balbettante.
"bene,allora è inutile che state a guardare la piscina,tanto ora verrà chiusa e riaperta nei prossimi giorni,andate pure in vetta che starete meglio"
"ma..." Leo provò ad obiettare ,voleva sapere se almeno un tuffo avrebbe potuto farlo.
"niente ma,signorino,è ora di andare,mia nipote ha da fare e non può intrattenersi con voi" concluse acida.
I due capirono e salutando si allontanarono ,Leo con le pive nel sacco,Giacomo dicendo tra i denti "te lo avevo detto !che figura mi hai fatto fare..."
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Elena e Julian
Ficção GeralUn amore intenso che nasce fra due liceali di estrazione sociale e religiosa diversa. Lei,Elena di nobile lignaggio ma cresciuta senza l'affetto della madre, in un ambiente arido e poco attento alle sue esigenze, incontra Julian ragazzo ebreo di...
