Julian in visita al Liceo

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Julian si svegliò di buonumore.La serata trascorsa in compagnia era stata davvero gradevole,nonostante si rendesse conto di non essere stato brillante,la cosa una volta tanto,non lo turbava,riusciva a passarci sopra e ad accettare i lati meno facili del suo carattere.

Ripensava alla ragazza di nome Simona,che aveva richiamato più volte la sua attenzione,era indiscutibilmente una bella ragazza,ma a lui non interessava,così come non aveva avuto interesse per Luna,oltre l'amicizia e si domandò se era normale tutto questo.

Vedeva ragazzi della sua età farsi in quattro per riuscire a "concludere" con qualche ragazza,invece lui che aveva la possibilità di uscire con coetanee belle e apparentemente disponibili, non si sentiva portato a vivere la situazione, rintanandosi nel suo guscio,coltivando un ideale d'amore probabilmente non in linea con i tempi.

Desiderava incontrare l'amore,sentir battere il suo cuore per una persona,perdersi nei suoi occhi e volere solo lei,non avere dubbi sulla qualità dei suoi sentimenti, sentire che ,finalmente era arrivato alla meta, sentirsi " a casa"

"Questi" si disse,sono ragionamenti da adulto,da chi la vita l'ha conosciuta, ha fatto le sue esperienze belle o brutte,non da un ragazzino come me."

Poi ripensò a Lisa, a quel breve rapporto intenso e bruciante, che non gli aveva dato niente,eccetto una soddisfazione meramente sessuale,dopo si era sentito svuotato,come privato di una parte della sua anima."no",continuò a dirsi" non me ne faccio niente di questo tipo di rapporti usa e getta,di rapporti finalizzati al sesso".

Ripercorse anche la sua storia con Luna.Con lei,se avesse voluto, oltre al sesso ci sarebbe stato affetto,complicità amicizia,ma non gli sarebbe bastato, mancava il più,mancava la magia,lo scocco della scintilla, ecco, lui voleva questo,sentir scoccare la scintilla,altrimenti meglio solo, mai più donne come Lisa,mai più storie trappola come quella con Luna.

Dopo aver salutato la madre e i fratelli,si diresse verso una delle librerie più famose di Siena e ordinò i libri,aveva avuto la lista da David,controllò con la commessa che fossero giusti, poi si incamminò verso la scuola ed entrò.

Il grande portone era aperto,si poteva arrivare fino a metà atrio,dove un custode abbastanza arcigno lo fermò."cosa ci fai qui?"

"Buongiorno, mi scusi, vorrei vedere le aule,se possibile, verrò a scuola qui ,fra un paio di mesi..mi sono trasferito".

Il custode arcigno lo squadrò da capo a piedi, aveva l'aspetto del bravo ragazzo e non sembrava mentire.

"ci sono ancora gli esami di stato,in questi giorni,non puoi girellare nei corridoi,nè tantomeno nelle aule!"quasi sbraitò.

" va bene, allora tornerò un altro giorno..più in là" stava per andarsene quando il cerbero,un poco addolcito lo fermò"sai in quale sezione sei?"

"la A"

"ehm....che classe?"

"la terza"

"vieni, non c'è nessuno a quest'ora,te la faccio vedere" e procedettero in fondo ad un lungo corridoio,svoltarono a sinistra,lì vi erano varie porte,l 'ultima a destra era la terza A.

"ecco, questa sarà la tua classe,non ho molto tempo,ma se vuoi puoi dare un'occhiata veloce."

Julian si affacciò alla porta,non vide niente di particolare,anzi, l'aula aveva l'aspetto un po' dimesso,in confronto al resto dell'edificio,mentre stava venendo via la sua attenzione fu catturata da una foto di classe attaccata nel corridoio,in realtà ce ne erano tante,ma quella in particolare gli sembrò interessante, ritraeva un gruppo di ragazzi sorridenti, le femmine in prima fila, sedute,dietro in piedi, i maschi,una delle ragazze aveva degli occhiali da sole a "specchio" "che strano,pensò Julian, in un contesto così serioso è impensabile che qualcuno indossi gli occhiali da sole.." la guardò meglio, sembrava carina,ma con il sorriso forzato,i capelli tirati indietro,un maglioncino a collo alto dove luccicava qualcosa di non meglio definito ,una collanina sicuramente,ma non si individuava il pendaglio.

"quelli saranno i tuoi compagni"spiegò il custode e quella ragazza lì con gli occhiali,che stavi guardando è la più strana..ma non perchè porta gli occhiali da sole in classe..ma per tutto il resto..non ti dico altro,poi la conoscerai e mi saprai ridire..fece un risolino quasi maligno che incuriosì Julian

"cioè?"

"cioè ..ho parlato anche troppo..non avrei dovuto farlo..niente di che,per carità.. è solo strana,altezzosa e solitaria...un tipo che se la tira...certo di soldi da buttare ne ha..."

"perchè porta gli occhiali da sole in classe?"

"non so di preciso, capita ogni tanto..forse per la moda..,anzi no ora che ci penso lo fa per motivi di salute, soffre di emicranie fortissime e spesso la luce le dà fastidio...su,ora devo chiudere, ti saluto.la strada la conosci,credo."

"si,grazie,arrivederci."

"ciao,ragazzo"

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