Elena se ne stava in camera sua a guardare il soffitto,mentre fuori sentiva i grilli frinire.Si sentiva sola.Era sola.come sempre.
La conoscenza del ragazzo romano l'aveva distolta per un attimo dal suo stato,ma la realtà era un'altra.Aveva raggiunto apparentemente uno dei suoi sogni,quello di "mettersi" con Leo,ma il loro non era un rapporto limpido,mosso dall'amore.
Si chiedeva se lo amava e la risposta era un deciso no.Era rimasta attratta da lui, come una farfalla verso la luce e si stava bruciando.
L'averlo nella sua vita,anche se da poco tempo,ma con un peso sociale non indifferente,la faceva sentire schiacciata dai fatti.
Lo aveva introdotto nella sua famiglia come amico,sperando in qualcosa di più; lui si era letteralmente accomodato nella situazione,si era guadagnato la simpatia prima della madre,poi del padre,aveva coinvolto i suoi genitori, in poche settimane sembrava che fossero fidanzati,ma non lo erano,mai un "ti amo" "ti voglio bene" o pensieri dolci,solo azioni dettate da un rendiconto personale.
Leo aveva trovato la chiave d'accesso al benessere, alla bella vita,agli agi che l'essere amico dei Conti D'Alauri gli procurava,il fatto che Elena fosse una bella e brava ragazza era un particolare da non sottovalutare,ma non il primum movens per stare con lei.
Sua madre si era accorta della piega che stava prendendo la situazione,ma da donna ambigua qual'era, non consigliava certo la figlia di lasciarlo,ma la spingeva a frequentare altre persone,altri ragazzi per dare l'idea che "se avesse voluto,avrebbe potuto scegliere altre strade",insomma,voleva far passare quasi come una concessione il rimanere fidanzata con il giovane Minelli.
Suo padre,venuto a conoscenza della visita del nuovo compagno di classe,aveva criticato sia la figlia che la moglie,la prima aspramente,perché "non voleva altre persone intorno,dato che "c'era già Leo" e aveva aggiunto "frequentarlo come un compagno di classe va bene,ma niente di più".
Elena si sentiva in bilico sull'orlo di un baratro,e per salvarsi non trovava appigli,non le rimaneva che attendere.
Dire che Julian le piaceva era riduttivo.
Nell'istante in cui i loro occhi si erano incontrati,aveva provato una sensazione struggente e vera,priva di sovrastrutture,non aveva pensato se lui fosse ricco,di buona famiglia, se fosse gentile ,no,aveva semplicemente "sentito" che era lui ciò che cercava, ciò che voleva.
"Elena,c'è Leo al telefono"
suo padre la chiamò con voce severa,come a dire di sbrigarsi e di non fare scemenze.
""ciao,non mi sono fatto sentire in questi giorni,sai sono stato preso con gli amici del pallone".chiamava così i comapgni di squadra,con cui si allenava a calcio.
"dobbiamo organizzare il prossimo campionato" aggiunse,aspettando una qualche reazione da parte della ragazza.
"si,ho capito,va bene"
"sei arrabbiata?ho anche una sorpresa per te,se ci possiamo incontrare...anche stasera,verrei a trovarti ,mi dà un passaggio un amico"
"si, non ci sono problemi,ma poi come torni a casa?"
Già,come sarebbe tornato a casa? Leo cercò di trovare una soluzione,poi azzardò"potrei rimanere da te?in un'altra camera,si intende" aggiunse premuroso.
"non so,dovrei chiedere ai miei.."il padre che tendeva l'orecchio ala conversazione le chiese quale fosse il problema,Elena spiegò brevemente e lui approvò "dormirà nella stanza degli ospiti della dependance"
Di lì a poco Leo arrivò tutto sorridente, con in mano una scatolina di velluto rosa.
"è per te".le disse semplicemente porgendogliela.La ragazza sussultò,ebbe quasi paura che ci fosse un anello di fidanzamento,poi,conoscendo la tirchieria di Leo accantonò quel pensiero.
"grazie"
"aprila,su!"
Affondato nella soffice bambagia candida,brillava un braccialetto con vari pendenti.Lo prese con delicatezza e lo sollevò,per ammirarlo.
Da una catenella d'argento facevano bella mostra di sé vari ciondolini,un orsetto,un quadrifoglio,un cavalluccio marino,un delfino.
la sua attenzione fu catalizzata da quest'ultimo ed il pensiero le andò al delfino perso, al piccolo delfino d'oro che ornava un suo braccialetto,una delle poche cose che le erano rimaste di sua madre,la sua vera madre.
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Elena e Julian
General FictionUn amore intenso che nasce fra due liceali di estrazione sociale e religiosa diversa. Lei,Elena di nobile lignaggio ma cresciuta senza l'affetto della madre, in un ambiente arido e poco attento alle sue esigenze, incontra Julian ragazzo ebreo di...
