Rimasti soli,mentre scendevano le scale che portavano all'appartamento di Elena, Julian le chiese tutto d'un fiato:"è successo qualcosa di grosso a casa tua?Per colpa mia?"
Erano nella semioscurità e la ragazza si sentiva protetta ,al sicuro perdendo gran parte della sua riservatezza.Si fermò appoggiando le spalle al muro e attirò Julian a sè,gli cinse la vita con le braccia e accostò la testa al suo petto."non dire queste cose,non c'entri niente...Un giorno ti racconterò in dettaglio la situazione della mia famiglia,ci sono dinamiche complesse,poco felici.Per fortuna ora posso avere l'appoggio degli zii che mi hanno regalato questo appartamento.I miei si sono ulteriormente stizziti di questa cosa e i rapporti già molto compromessi si sono alterati ancora di più.Il succo è questo."
Lui tacque stringendola forte contro di sè,lei non lo poteva vedere,ma a Julian si erano inumiditi gli occhi per la rabbia ed il dispiacere,avrebbe fatto di tutto per rendere felice Elena e in cuor suo si giurò questo.
"Vieni,ora scendiamo che ti faccio vedere".
Julian rimase colpito,non si immaginava una casa così bella e particolare.
La sua mente vagò un po' con la fantasia,anche lui aveva una vita interiore molto ricca e dettagliata, sicuramente era più pratico di Elena,ma amava ogni tanto,perdersi in voli pindarici che lo rallegravano, con la fantasia toccava vette non altrimenti raggiungibili nella realtà.
Questi sogni ad occhi aperti lo rendevano contento.
Si immaginò di stare per andare a vivere con l'amato bene e di avere a disposizione quell'appartamento.
Indugiò con il pensiero su quel bel letto grande e se la immaginò fra le lenzuola, castamente coperta da una bella camicia da notte ,cercando di osare ad andare un po' più in là...però c'era un limite,ancora,oltre il quale non voleva spingersi,neppure nei sogni più arditi.
Elena giocava anche lei con con la fantasia,immaginando di essere la promessa sposa di Julian e di essere lì per decidere quali mobili tenere e quali cambiare,immaginandosi di dover acquistare una nuova cucina ,le sarebbe piaciuta colorata,magari con qualche richiamo di rosso,arancio,giallo...
" ...e qui Elena, potrà studiare..."Le ultime parole della zia richiamarono alla realtà i due sognatori.
Maria Cristina era scesa anche lei, non resistendo al piacere di poter mostrare il regalo fatto, stava indicando una scrivania sobria,dall'aspetto quasi francescano messa al centro di una stanza non troppo grande ma ben illuminata da una finestra che dava sul giardino,una libreria era alle spalle mentre dall'altro lato era appesa una carta geografia d'epoca.
Un mappamondo grande,dalla foggia antica era su una mensola insieme a vari plichi dall'aspetto austero.
"mio padre era appassionato di geografia" si trovò a spiegare la Contessa Maria Cristina.
Suo padre era stato un famoso professore universitario,insegnava alla facoltà di legge,ma nutriva numerose passioni,come quella per la geografia, i viaggi, la natura,era un filantropo e aveva trasmesso questa sua caratteristica alla figlia.
Il Conte Marsilio si era innamorato di lei a prima vista,quando,passeggiando per il Corso,l'aveva notata insieme ai genitori e aveva fatto di tutto per conoscerla.
Marsilio era stato avviato anche lui,come tutti gli altri uomini della famiglia,allo studio notarile.A differenza del fratello maggiore Cristoforo,padre di Giorgio, era di indole mite e conciliante che bene si accordava con quella dell''amata.
Dopo poco si erano sposati e la loro unione era ancora solida e felice.
I genitori di Maria Cristina se ne erano andati in età avanzata e Elena li ricordava con particolare affetto.
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Elena e Julian
Ficção GeralUn amore intenso che nasce fra due liceali di estrazione sociale e religiosa diversa. Lei,Elena di nobile lignaggio ma cresciuta senza l'affetto della madre, in un ambiente arido e poco attento alle sue esigenze, incontra Julian ragazzo ebreo di...
