Verso la dichiarazione

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Julian era teso, invece di concentrarsi sulla piacevolezza che gli si prospettava per quel pomeriggio, si stava lasciando trasportare dal nervosismo, che dire,che fare, cosa pensare...questo era il ritornello che si agitava nella sua mente.

Aveva invitato Elena per "chiarire la storia dei delfini",chissà che risate si stava facendo la ragazza, lui aveva trovato un delfino,mentre si stavano incrociando,lo aveva raccolto e,dopo averla casualmente ritrovata,glielo aveva restituito, era lei,che eventualmente avrebbe dovuto chiarire qualche cosa, gli aveva accennato al fatto che quel delfino era importantissimo, eh, già,probabilmente era il regalo di qualche innamorato ,di Leo forse...ma sempre lei gli aveva riferito che la loro storia era inconsistente,,mah! non ce la faceva più a reggere quell'orda di emozioni e di pensieri che stavano assalendo la sua povera mente,riducendolo ad uno straccio,per fortuna suonò il campanello ed il suo soliloquio si interruppe, ora avrebbe potuto raffrontarsi con la realtà,davanti a lui c'era una splendida Elena,allegra e sorridente.

"ciao,sono arrivata troppo presto?" esordì con apparente nonchalance,cercando di tenere a bada la timidezza.

"ma no, dai,entra pure"

La ragazza aveva incrociato al portone Elia,che,dopo averla salutata gentilmente e con una punta di affetto,le aveva detto di salire pure fino all'appartamento,che il figlio la stava aspettando.

Quel semplice scambio di parole,così piene di calore,le avevano dato la giusta caricae il giusto ottimismo per lasciare da parte la sua ritrosia innata e le sue insicurezze,si sentiva accettata.

"ciao,Elena,come stai? "la salutò Branka

"tutto bene,grazie e lei?"

"bene,bene,anche se sono sempre a corsa,anche ora devo andare a portare i bambini da Giovanna poi di filato alla cascina...e più tardi in trattoria".

Elena capì che lei e Julian sarebbero rimasti in casa soli,non la preoccupava affatto questa cosa,ma si sentì pervasa da un senso di timore, se Julian non le avesse fatto intuire niente su ciò che provava per lei,cioè,se non avesse fatto neppure un piccolo passo avanti,molto probabilmente non aveva nessun interesse nei suoi confronti, più liberi di così non sarebbero potuti essere.

"Julian, più tardi Giovanna riaccompagnerà qui i tuoi fratelli,insieme a Clelia,deve andare dal dottore e non può portarseli dietro,per la merenda ci penserà lei,ma quando tornano cerca di starli dietro un po'..."

"va bene mamma,come sei apprensiva,certo che ci penso!"

"scusa se te l'ho detto,ma sai meglio dirlo una volta in più che una in meno"

Elena pensò che il loro tempo in solitudine sarebbe stato meno del previsto e questo,da un lato,la sollevò un po',se non si fosse dichiarato la scusante c'era,aveva ancora un po' di tempo per sognare,anche se sapeva che prima o poi avrebbe capito cosa lui provava per lei.

Appena Branka si fu chiusa la porta alle spalle in casa Fiz piombò il silenzio,nessuno dei due sapeva come rompere il ghiaccio.

"ascolta"

"ascolta" dissero insieme e risero di gusto sciogliendo un po' delle loro riserve.

"dimmi Julian"

"no,dimmi tu,Elena"

"niente,non ricordo cosa avevo intenzione di dire"

"bene,allora accomodiamoci in soggiorno"

Si sedettero sul divano e lei si toiccò leggermente  la collana che aveva indossato,con i tre delfini.

Elena e JulianDove le storie prendono vita. Scoprilo ora