JESSY' S POV
LETTERA
Due giorni dopo...
<<Ieri ho fatto uno scherzo a Niagara...ci è cascata!>> Esclama Edward.
È più coglione di quanto credessi!
Max si porta una mano in fronte e scuote la testa, mentre io mi tappo le orecchie.
<<Lo sapete in quale mare nuotano i canguri? Nel Mar Supio! Ah, sentite questa! Il Sahara è un deserto, su questo non ci piove!>>
Ma perché a me? Perché?!
<<Ma non ti rincoglionisci a vivere con un esemplare di caso umano del genere?>>Mi chiede Max senza farsi sentire da Ed.
<<Questa è figa! Se un orso e uno squalo si scontrano che succede?
L' orso viene squalificato!>>
Max mi afferra la mano e inizia a correre come un' indemoniato per i corridoi per cercare di sfuggire a Edward e alle sue pessime battute.
Si ferma solo quando arriviamo in prossimità dell' aula di arte.
<<Già questo posto fa schifo, adesso ci si mette anche Edward. E poi mi chiedono "cos' hai contro di lui ?" Ah niente! Perché mai dovrei odiarlo? È solo una persona normale, senza seri problemi mentali...>>
<<Max, ora calmati. Non puoi seriamente arrabbiati per una cosa del genere>> Mormoro ,quando vedo che invece di aprire la porta, gira intorno a se stesso, stringendo i pugni e digrignando i denti.
Da quando abbiamo rimesso piede a Oxford è completamente cambiato. Non con me, nei miei confronti si è sempre comportato come se stesse bene. È sempre stato affettuoso e spiritoso, ma bastava che me ne andassi un po' lontano da lui e iniziava a farsi prendere dal panico.
Lo so perché ogni tanto lo guardavo di nascosto. Iniziava a torturarsi le mani e le affondava nei capelli, guardandosi attorno come se si sentisse osservato.
Ogni volta che ci avvicinavamo
all' aula che abbiamo di fronte, iniziava a camminare e a diventare pensieroso. Fa sempre una specie di rito prima di entrare, come se avesse paura che una volta varcata la porta qualcuno potesse fargli del male.
E per finire, tutte le volte che programmavamo di studiare insieme, siamo sempre andati nel suo
" rifugio", dove sembrava si sentisse più in pace con se stesso. Il problema è che ogni volta cascavo sempre nello stesso errore, chiedendogli :<<Oggi studiamo a casa tua?>>. A quel punto lui si irrigidiva e mi guardava male, dicendo che a casa sua non doveva entrare nessuno oltre lui e sua madre. Era l' unico momento della giornata in cui si dimostrava freddo con me.
<<Scusa, scusa>> Non so quante volte l' ho sentito pronunciare questa frase, so solo che ogni volta che si scusa mi sento automaticamente male.
Lui ci sta provando. Non è colpa sua se non ci riesce.
<<Hey, sta calmo>> Gli afferro le spalle e gliele massaggio un po', sorprendendomi di quanto siano tesi i suoi muscoli.
<<Capisco che sia difficile entrare in una stanza dove fino a poco tempo fa c' era l' assassino di tuo padre, ma cerca di capire che ora non c'è più. Non vivere come se quell' impostore fosse ancora a piede libero>> Dico.
<<Non è solo questo, Jess>> Sospira, girandosi verso di me.
<<Non è facile, vero?>>
<<Cosa?>>
<<Starmi vicino, sopportare me e i miei sbalzi d' umore>>
Sto per rispondergli, quando la porta viene aperta e il nuovo insegnante
d' arte ci invita a entrare.
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UNCONDITIONAL LOVE
RomansaJessy è una bambina di soli 8 anni che non ha mai conosciuto i suoi genitori. Vive con sua zia Denise, non sentendosi diversa per la mancanza di una figura materna e una paterna. È felice, spensierata e piena di vita. Il suo problema è, però, quello...
