Il cuore mi batteva all'impazzata nel petto. Le mani avevano incominciato a tremare, insieme ai pensieri.
Guardai Ray Dwight, esitai, rimasi in silenzio.
<<Ethan, ci sei?>> mi domandò Ryan dall'altro capo del telefono.
<<Sì, ci sono. Dove siete?>>
<<Alla centrale. Miller sta continuando le ricerche con la squadra mobile nella zona delle miniere, ma per il momento non ci sono novità. >>
<<Sto arrivando>> dissi, e riagganciai.
Guardai ancora Ray, mi avvicinai il più possibile a lui.
<<Posso trovare chi ha ucciso tua madre, Ray>> gli ripetei, scandendo lentamente ogni singola parola, << ma ho bisogno che tu mi dica subito dove si trova il nascondiglio della persona che avrebbe dovuto uccidermi.>>
Lui sorrise calmo, mostrandomi i denti.
<<Per quale ragione dovrei fidarmi di te, Ethan? Tu mi hai fatto arrestare. È a causa tua se sono chiuso tra queste mura.>>
<<Lo farò perché voglio scoprire la verità. Non per te. Troverò chi ha ucciso tua madre. Ma tu devi dirmi dove si trova il rifugio della persona che ha ripreso ciò che avevi iniziato.>>
Sapevo che sarei dovuto correre in centrale per parlare con Ryan e Christopher. Se l'uomo che stavamo cercando fosse stato davvero il fratello di Ray, forse durante l'interrogatorio ci avrebbe confessato qualcosa, o forse no. Ma più guardavo Ray Dwight, più mi convincevo che doveva conoscere le risposte che ci servivano, o almeno una parte di esse.
<<Lo farai davvero, Ethan? Troverai chi l'hai uccisa?>>
Appoggiai le mani contro il vetro che ci separava. Pensai alle fotografie, alle parole di tutte le persone che avevano conosciuto, amato e perso per sempre Evelin. Rividi Carlo Salviati. Ritrovai la sorella di Evelin, Susan. Poi l'ex marito, Walter Clayton. Erano tutte persone che avevano incrociato la nostra strada durante quell'indagine, e alle quali avevamo in qualche modo fatto una promessa. Ero intenzionato a mantenerla. Avrei davvero lottato per scoprire la verità sulla morte di Evelin. Ma prima dovevo ritrovare Marianne, ammesso che fosse ancora viva.
<<Te lo prometto, Ray. Scoprirò ciò che è successo a tua madre. Evelin Perth. Lo farò, poi tornerò qui e ti racconterò tutto.>>
Lui mi guardò a lungo negli occhi, scrutando in profondità, come se stesse contemplando la mia anima. Per una frazione di secondo, mi sembrò quasi addirittura di riconoscere un barlume di umanità nel suo sguardo.
<<Lei ci voleva bene, Ethan. Ed era così bella. Così dolce. Non è giusto, non lo è. L'ombra l'ha portata via. La ricordo bene, sai? La figura nell'oscurità, all'interno della scuola di danza. La ricordo come se fosse successo ieri.>>
Annuii, lentamente. Per la prima volta percepii la sincerità nelle sue parole.
<<Mi dispiace, Ray. Dico sul serio. Ma ho bisogno di sapere dove si nasconde e dove nasconde le ragazze che rapisce. Dove le tiene prima di ucciderle.>>
Mi avvicinai di più a lui, fino a sfiorare il vetro freddo con le labbra.
<<La verità ci rende liberi, Ray. Se credi che non sia così, ti sbagli. Soltanto la verità ci rende liberi.>>
Lui rimase in silenzio per un lungo istante. Guardai tutti i suoi tatuaggi. Ognuno doveva avere un qualche significato per lui, in un modo o nell'altro.
<<E così>> disse sottovoce, alitando contro il vetro, <<tu vuoi conoscere il luogo in cui si trova il nascondiglio del serpente.>>
Sospirò, ed io annuii.
<<Il nascondiglio del serpente. Sì. Esatto, Ray. Dov'è?>>
Sospirò ancora, a fondo, poi scosse la testa.
<<Mi dispiace, Ethan. Io non lo so.>>
Mi morsi il labbro inferiore, chiusi gli occhi, passai una mano tra i capelli.
Ray rimase immobile di fronte a me.
<<Ray, scopriremo la verità su Evelin e tu allora avrai un'occasione per redimerti, in parte, se lo vorrai. Per non vivere ogni singolo giorno della tua vita in mezzo all'inferno. Il fuoco non deve bruciare per sempre.>>
Scosse la testa ancora. Sgranò gli occhi.
<<Non lo so davvero, Ethan. Non so dove le nasconda.>>
Mi avvicinai ancora di più a lui, appoggiando una mano contro il vetro.
<<Sai chi era, al telefono? Ryan Cooper. Mi ha detto che hanno appena trovato Christopher, Ray.>>
Ray Dwight mi guardò in modo strano. Era tornato ad essere distante, forse, ma non riuscivo a decifrare appieno l'espressione che aveva assunto. Poi, d'un tratto, mi parve di riconoscere nei suoi occhi un velo di malinconia.
<<Scopriremo lo stesso dove le tiene. Ma se sarai tu a dirmelo, adesso, io ti dirò chi ha ucciso tua madre e per quale ragione. Mi sembra un buon accordo, dopotutto, non trovi?>>
Ray Dwight scosse la testa, indietreggiò allontanandosi da me e abbassò lo sguardo, che si era fatto serio, cupo. Triste, in un certo senso.
<<Non è Chris. Il serpente non è Chris, Ethan. Non è lui.>>
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La ballerina
Misteri / ThrillerEthan Welback, giovane giornalista di successo di New York, viene lasciato dalla ragazza che ama, Marianne. Deciso a riconquistare il suo cuore, abbandona il lavoro presso uno dei quotidiani più importanti della metropoli e si trasferisce a Virginia...
