Capitolo 62
Ma com'è difficile.
Mentre torno a casa ripenso al mio pomeriggio con Robert. Quando stamani mi ha chiesto aiuto con quel dannato saggio non pensavo sarei tornata a casa stanca, stressata e con l'umore a terra. Ho mille pensieri che vorticano per la mia testa e non so davvero cosa fare per rilassarmi.
Apro il portone e automaticamente mi ricordo della sera di Natale quando Matthew mi ha baciata per la prima volta. È stato il mio primo bacio in assoluto ed è stato assolutamente come me lo immaginavo: romantico, dolce e affettuoso.
Matthew non sapeva che era il mio primo bacio e forse meglio così; chissà se mi avrebbe baciata comunque nonostante fossi ancora inesperta. Tutto quello che è successo dopo quella notte è stampato nella mia mente e nel mio cuore: le chiacchiere a ricreazione, i messaggi la sera, le colazioni al bar, i pomeriggi insieme a studiare a casa o dell'uno o dell'altra. Non stiamo sempre insieme, ma spesso.
Suppongo lui sappia quanto sia importante per me, basta osservare quanto io sia diffidente bei confronti di tutti fatta eccezione per lui. Sono sempre stata una ragazza riservata, timida e impacciata; qualità che non vanno a genio a tutti e per questo mi sono sempre rinchiusa nel mio mondo. Ma lui è entrato a farne parte senza neanche il minimo preavviso, è stato un'ondata di vitalità nella mia quotidianità, è stato una folata di allegria nelle mie giornate grigie e buie.
Tuttavia, non sopporto il modo in cui mi tratta alle volte. Capisco che dopo l'attacco di panico sia stato sempre più preoccupato e presente, ma non penso che obbligare Robert a farmi parlare sia il modo adatto per farmi confessare qualcosa. Tutto quello che ho passato e sto passando è talmente grande che non voglio coinvolgere nessun altro, tantomeno Matthew che è sempre così positivo, sereno.
Mi tolgo le scarpe, il cappotto e raggiungo la cucina per vedere se qualcuno sta preparando la cena, ma come immaginavo non c'è nessuno. In compenso, sul frigorifero c'è un bigliettino con scritto;
Stasera lavoro, ci vediamo direttamente domani a pranzo. Papà.
Sbuffo e senza nemmeno accorgermene accartoccio il pezzo di carta rosa. Stupidi post it colorati!
Prendo il mio cellulare e come immaginavo c'è un messaggio da parte di mio fratello Albert che mi avverte che stasera resta da un suo amico e di non aspettarlo prima di domani. Alzo gli occhi al cielo, ma mando un messaggio per rassicurarlo. Cosa posso fare?
Sicuramente Edward è con Leila da qualche parte quindi non sto neanche a contattarlo. In ogni caso non mi risponderebbe, non lo fa praticamente mai. A volte mi chiedo perché viva ancora in questa casa quando è palese che non ci stia bene né la considera come la propria casa.
Apro il frigorifero ed esamino ciò che c'è al suo interno. Reprimo a stento un sospiro di rabbia e tristezza quando noto che non c'è molto, solo una fetta di torta avanzata da stamani. Meglio che niente. Prendo il piatto, la torta, le posate e mi dirigo dritta dritta sul divano. Accendo la televisione e faccio partire Netflix, la prima serie tv consigliata. E ovviamente è How I Met Your Mother.
Come non pensare a Matthew con Barney e Robin in sottofondo?
Addento la fetta di torta e ringrazio mia zia per averla comprata perché è buonissima! La crema e il cioccolato insieme sono buonissimi e la panna montata rende tutto ancora più dolce. Sono innamorata.
A un certo punto suona il campanello. Aggrotto le sopracciglia; non aspettavo nessuno. Scatto in piedi e raggiungo la porta di casa, la apro e mi ritrovo davanti Matthew nel suo giaccone marrone, che tiene in mano due cartoni della pizza.
Fa un sorriso strano, dolcissimo. «Posso?»
Alterno lo sguardo fra i suoi occhi marroni e le pizze sulle sue mani. Mi mordo il labbro inferiore mentre lo faccio accomodare. Non voglio sorridergli, ma come faccio se lui si presenta per cena con delle pizze?
Dovrei essere arrabbiata con lui per il suo modo di fare; non doveva mettere in mezzo Robert, usarlo come mezzo per arrivare a me ed estorcermi informazioni su qualcosa di così importante e riservato per me. Se non volevo parlarne con lui, che è il mio fidanzato, come pensava avrei potuto parlare con un mio amico, neanche tanto intimo, come Robert?
«Grazie.» Nonostante il suo solito tono allegro, percepisco un po' di tensione. «Fa freddino fuori.» Chiudo la porta e lui va in salotto per appoggiare i cartoni sul tavolino. Osserva la mia cena con un sorrisetto mentre si toglie la giacca. «Direi che ti ho salvata.» Mi prende in giro e io alzo gli occhi al cielo.
«Che ci fai qui?» Mi mordo il labbro e incrocio le labbra al petto. Non sono abituata a fare la distaccata.
«Volevo cenare con te.» Scrolla le spalle.
«Matthew.» Lo richiamo a denti stretti. Tanto vale essere diretti, no?
Prima che possa parlare lui mi anticipa. «Robert mi ha chiamato dicendomi quello che è successo a casa sua.» Confessa a bassa voce. «Ero solo preoccupato.» Sembra essere dannatamente serio, lui non lo è mai.
«Non devi esserlo.» Se Robert lo ha chiamato sicuramente saprà anche che non ho confessato niente. «È stato stupido da parte tua chiedere a Robert di parlare con me.»
Sospira, ma non sembra sorpreso da questa mia reazione. Forse se la aspettava. «Lo so.»
Questa sua risposta mi manda ancora più in confusione. Cosa vuol dire? Che sapeva di star facendo qualcosa di inutile, ma lo ha fatto lo stesso?
«Sono solo preoccupato, Maya.» Sbotta a un tratto. «Non ti rendi conto, ma sei cambiata da quel giorno.»
«N-Non è vero.» Diamine, perché non sono più sicura di me?
«Ah no? Ti sei rinchiusa ancora di più nel tuo mondo, Maya.» I suoi occhi non si staccano dai miei neanche un attimo e per tutto il tempo in cui parla le guance gli si arrossiscono un pochino. «Voglio solo capire cosa è successo, capire se stai bene.»
Mi rendo conto di star tremando solo quando gli occhi color nocciola di Matthew si posano sul mio corpo. Meglio se comincio a dire qualcosa, così da non farlo soffermare su altro. «Sto bene, Matt.»
Non ci credo neppure io.
«In classe sei sempre distratta, me lo ha detto Lauren. Anche se non lo dà a vedere, è preoccupata anche lei. Mi ha detto che quando ti parla sei con la testa da un'altra parte e che ti accorgi dopo un secolo di lei.» Non avevo idea che Lauren si sentisse così trascurata da parte mia, pensavo di essere la solita. «Perché non vuoi parlare con me?»
«Ho davvero tante cose per la testa. Sono preoccupata per la scuola, per Edward, per me, per Lauren, per mia zia, non ho bisogno di preoccuparmi anche d-..» Non mi rendo neppure conto di star piangendo fin quando Matthew non mi attira fra le sue braccia e mi stringe al suo corpo.
Mi beo del calore del suo corpo e chiudo gli occhi mentre le lacrime non smettono di rigare le mie guance. Continuo a farfugliare qualcosa, ma né lui né io ci facciamo più caso.
«Shh, Maya.» Mi sussurra all'orecchio e stringe ancora di più la presa sulla mia schiena. «Vieni qui.» Fa un paio di passi indietro e io lo seguo a ruota fino a quando non si fa cadere sul divano e io mi ritrovo seduta fra le sue gambe divaricate. «Maya, Maya.» Mi richiama, ma io continuo ad agitarmi lievemente.
«Io non lo so, non so cosa mi succede, sto, mi sento soffocare alle volte.» Farfuglio con la faccia sepolta nell'incavo del collo. Respiro il suo dolce profumo e mi rilasso sotto il tocco delle sue carezze sulla mia testa.
«Maya.» Mi afferra il volto con entrambe le mani e mi allontana dal suo corpo quanto basta affinché possa vederlo in volto. «Tranquilla.»
E mentre mi rassicura come meglio può, io cerco di essere forte per lui. Non posso farmi vedere così rotta, devo essere come lui pensa che io sia, come lui vuole che io sia.
Ma devo farlo per me. Devo essere la miglior versione di me stessa e lo devo fare per me.
Ma com'è difficile essere il proprio obiettivo? Com'è difficile sapendo quanto tu sia marcia dentro?
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Fallin all in you
Teen Fiction[COMPLETA] You know I've been alone for quite a while haven't I? I thought I knew it all Found love but I was wrong More times than enough But since you came along I'm thinking baby You are bringing out a different kind of me There's no safety net t...
