Iris. La fine di tutto

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Mercoledì 18 luglio

Mentre Matthew mi raccontava la sua verità, sentivo mancarmi il respiro, bugie sopra bugie, e anche mio padre mi aveva mentito. Scappai da quella casa come se qualcuno mi inseguisse. Piangevo, tremavo, avevo bisogno di sfogarmi. Avevo bisogno di ritrovare il mio equilibrio. Sapevo cosa dovevo fare. Presi tutto quello che avevo in casa di mio padre e feci le valige, sarei partita ma prima dovevo fare due cose. Entrai nello studio di mio padre e aprii la cassaforte. Doveva esserci per forza qualcosa su Matthew, glielo dovevo. Una busta gialla catturò il mio sguardo, la presi tra le mani e uscì come una ladra dalla mia stessa casa. Il mio istinto mi diceva che quella busta conteneva informazioni per Matthew, non sarei stata io ad aprirla ma lui se mai ne avesse avuto il coraggio, io nei fatti degli altri non mi ci sarei più intromessa.

...

Era sera e vagavo senza meta. Sapevo cosa fare, ma il coraggio mi mancava.

Arrivai di fronte alla clinica dove sapevo che c’era Eleanor e contai fino a cento. Mio padre aveva scoperto la camera in cui era, sarebbe stato semplice per me trovarla.

Camminavo lungo il corridoio buio. Stanza 203.

Sentivo delle voci, quella di Eleanor e quella di Thomas. Thomas era ancora qui?

Ero furiosa di rabbia, quei due continuavano ancora a tramare.
Entrai nella stanza ed entrambi sgranarono gli occhi.

«Iris» sussurrò Eleanor, era diversa sembrava un’altra persona.

Scoppiai a ridere. «Ah ecco qui un agente corrotto e un assassina.»

Thomas mi guardava in maniera strana, sembrava come se aspettasse qualcuno e Eleanor… beh lei non sapevo cosa stava pensando.

«Siediti Iris» mi ordinò Thomas.

“Non hai più potere su di me. Voglio la verità, ora”

“Non c’è nessuna verità”

“Perché hai ucciso i miei genitori?”dissi rivolgendomi ad Eleanor

“E chi ti ha detto che sono stata io?”

“Io Eleanor”.

Mi girai e vidi mio padre che era seguito da numerosi agenti della polizia. Mi porse la mano e me la baciò.

“Uccidere questa puttana non ne vale la pena, ho trovato le prove ora ci penseranno loro”.

Guardai mio padre confusa ma annuii. “Il segreto?”

“Ne parleremo più in là, ora tu non ti preoccupare”

Vidi mio padre guardare Thomas e sussurrare un grazie, lui annuii  ammanettando Eleanor. Io non stavo capendo più nulla. Non era un corrotto?

Mio padre mi guardò baciandomi la fronte. “Meno sai meglio è tesoro, tanto sarà uno scandalo di dimensioni epiche, appena si saprà di Eleanor i giornali si sbizzarriranno e ognuno scriverà la sua versione. L’importante è che tua madre è stata vendicata. Eleanor dovrà spiegazioni solo a sua figlia e a come l’ha ingannata per tutti questi anni. Nemmeno il suo ex marito potrà salvarla questa volta dalla prigione”.

Annuii e lo abbracciai, forse alla fine era tutto finito per davvero. E forse anche Eleanor si sarebbe portata il segreto che custodiva con mia madre fino alla morte.

“Vado a fare una passeggiata papà”.

“Iirs la busta che hai rubato è per Matthew, li c’è la verità su suo fratello. Non gli sarà d’aiuto ma almeno anche lui metterà ordine nella sua vita. Sappiamo entrambi che con le bugie e i segreti non si vive felici”.

Annuii e uscii da quel luogo. Avevo già che avrei salutato tutti nei giorni seguenti e sarei andata via dalla California. Sarei tornata nella nostra Napoli con mio padre e Marie, che avevo scoperto essere incinta.

Passeggiavo sulla spiaggia e guardavo l’infrangersi delle onde sugli scogli.

“Iris”.

Mi girai e sorrisi

“Christopher”.

Era sparito da un po’, il film continuava a tratti, ma io non ero intenzionata a proseguire senza di lui, e non mi ero più presentata sul set.

“Perché sei sparito?”

“Sono passato solo a salutarti”.

Risi, evitava le mie domande come al solito “Proprio me se sei passato a salutare?”

“Vieni qui”.

Mi avvicinai a lui e ci guardammo negli occhi, avvicinai al suo viso e insinuai la mia lingua nella sua bocca.
Ci baciammo intensamente come se non ci fosse un domani, come se quello sarebbe stato il nostro addio.

“Hai imparato a baciare ragazzina”

Risi di gusto, erano mesi che non lo facevo.
“Ho sempre saputo baciare signor regista”

Rise e mi passò un bigliettino “se e quando vorrai ci sarò sempre per te”

Lessi il bigliettino “Beh forse prima di tornare a Napoli, un salto ce lo faccio”

“Un salto eh? E dove?”

Scoppai a ridere “Dove vuole Lei Signore”

Mi strinse il mento fra le mani “Signore hai detto bene”

Annuii e sorrisi.
“Ti aspetto Iris”

“ci sarò.”

Mi salutò e anche Christopher scomparse nel buio della notte.  Ora non mi restava che consegnare la busta a Matthew e andare via, sapevo già dove avrei trovato la felicità.

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