- Mi ha chiamato, sai? Mi ha detto che era dispiaciuto per avermi aggredito così ieri mattina e che cercherà di controllarsi la prossima volta.. – mi racconta Wendy.
Resto un po’ sospettosa sul fatto che Louis le abbia telefonato e le abbia detto che era dispiaciuto per la lite successa ieri mattina. Non credevo che quel ragazzo fosse davvero in grado di chiedere scusa. Forse l’aria dell’Arizona deve aver cambiato qualcosa in lui. Mi chiedo il perché sia partito, abbia abbandonato la sua vita per un anno prima di tornare come nulla fosse successo. Scambio altre due parole con Wendy prima che m lasci andare verso il mio armadietto per poter andare a prendere i libri per la prima lezione.
- Non mi piacciono le ragazze misteriose.. uscirai con me? – ridacchia qualcuno alle mie spalle.
- Buongiorno anche a te compagno di punizione.. – ridacchio voltandomi.
I corti capelli castano scuri sono rinchiusi in un ciuffo rivolto verso l’alto. Gli occhi sfavillanti, ma di un verde ancora tetro e scuro. I tagli sul viso iniziano già a cicatrizzarsi mentre un occhio è ancora contornato da una macchia violacea più evidente del giorno prima. Sorride con presunzione, ma credo lo faccia per nascondere il suo sorriso divertito per non ridermi in faccia.
- Sul serio, uscirai con me? – sorride a pochi centimetri da me.
- Sentiamo, e dove mi porteresti Ohio Boy? – dico ridacchiando per la mia audacia.
- Che ne dici di uscire dopo scuola? Ti porto a mangiare qualcosa e poi magari ci andiamo a vedere un film al cinema.. – sorride mostrando i denti perfettamente bianchi ed allineati.
- Ma dobbiamo restare qui per la punizione.. – provo a dire, ma lui mi tappa la bocca un dito.
Mi si rigela il sangue nelle vene quando mi sfiora. Prego perché non riappaia niente nella mia mente mentre mi sforzo di continuare ad essere audace. Non posso fargli vedere questa mia debolezza. Louis è stato l’unico a vederla e me ne pento, perché so di come la userà contro di me. Non posso farla vedere anche a Michael! Devo ingoiare il rospo e tenere in piedi il mio muro!
- Lasciamo Louis da solo a pagare la sua punizione.. Infondo è stato lui a cominciare quella rissa, io sono solo una sua povera vittima. Ci vediamo più tardi, fuori scuola.. – dice, prima di allontanarsi.
Scuoto il capo quando si allontana, riuscendo miracolosamente a non pensare a nulla di ciò che potrei pensare al suo tocco, al tocco di chiunque. Così rifletto, cerco di capire se sia la cosa giusta saltare la punizione. Infondo non mi dispiace per nulla abbandonare li Louis a pagare quella punizione da solo. E’ una sottospecie di piccola ripicca la mia. Lascerò paghi due ore di punizione, in una biblioteca vecchia e polverosa, da solo, mentre io sarò fuori a divertirmi. Prendo il libro di sociologia e chiudo l’armadietto prima che una possente figura mi immobilizzi fra il suo corpo e gli armadietti. Arriverò alla lezione di sociologia in ritardo se ora tutti quelli che conosco mi bloccano in questo modo, me lo sento!
- Che vuoi? – chiedo malamente.
- Che cazzo ci facevi con quello a pochi centimetri dalla tua fottuta faccia? – chiede lui altrettanto malamente.
- Che fai ora? Mi spii? – chiedo con sarcasmo.
- Non ci provare minimamente.. – mi avverte.
- A fare cosa? – sbuffo esausta.
- A provare ad avere una qualsiasi fottuta relazione con quel coglione. – specifica.
- Si può sapere che cazzo di problemi affliggono il tuo microscopico cervello? Chi diavolo sei tu per potermi dire con chi devo o non devo essere amica!? –
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HEARTS & GUNS
Fanfic[Dal Chapterღ 25] - Tu non puoi aiutarmi.. sono io quello forte, quello che deve aiutare te. Tu non devi fare nulla.. – mi deride scherzosamente. - Un giorno avrai bisogno del mio aiuto.. – dico scherzosamente. - Tu dici? Io non credo. Per come sei...