Per un istante chiudo gli occhi dimenticando tutto, dimenticando le bugie, il male subito e le lacrime versate. Mi avvicino un po' di più accorciando le distanze. Non m'interessa se quello che sto facendo sia giusto o sbagliato, so solo che adesso ne ho bisogno.
Scruto i suoi occhi castano scuro ancora per qualche secondo, forse è quello di cui ha bisogno anche lui.
Congiunge le sue labbra alle mie avidamente, spazzando via ogni distanza che ci separa.
Mi cinge la vita cercando un contatto fisico e le mie mani rispondono impigliandosi tra i suoi capelli.
Con una mano fa pressione sulla porta spalancandola, avanzando dentro casa mia, senza però smettere di baciarmi. Le sue labbra scendono sul mio collo, dove ci lascia baci umidi che provocano brividi e piacere. Con una spinta chiude la porta e con le mani sul mio giubbotto di pelle che fa cadere a terra subito dopo. Cammina diretto in camera mia, posto dove arrivare al dunque.
Nel mentre gioco coi suoi capelli, mordendogli leggermente il lobo dell'orecchio.
Capisco di aver fatto centro quando lo sento ansimare più frequentemente e a contatto col suo corpo sento qualcosa spingere.
Siamo ormai in corridoio quando le sue mani giocano sotto la mia maglia raggiungendo poi il reggiseno che scosta per arrivare a contatto con la mia pelle, fremo man mano che va avanti e sembra una tortura date le mille sensazioni e stimoli che da al mio corpo e che purtroppo non posso controllare.
Siedo sul bordo del letto intenta a togliere via gli stivali, mentre lui con un gesto veloce si sfila le scarpe. Senza distogliere lo sguardo sfila via la maglia su per le braccia, scoprendosi a me.
Non è come le altre volte, stavolta non mi sento imbarazzata, anzi al contrario riesco ad essere a mio agio. Sarà che sono stonata, almeno a qualcosa è servito.
Mi raggiunge sul letto ponendosi di fronte a me e con un gesto fulmineo fa andare via anche la mia di maglia. Prendo a sbottonare i jeans che ha ancora in dosso e calarglieli, lasciandolo in intimo. Coglie l'attimo per fare la stessa cosa con me per poi attaccare il mio corpo al suo. Siamo separati da lembi di stoffa e nient'altro, ci scontriamo, ci cerchiamo, lo vogliamo.
Delicatamente insinua le dita tra le mie mutande prima di farle andare giù per le gambe, mentre prende a lasciare baci delicati sulla mia pancia, facendomi curvare la schiena e la testa indietro.
Mi sembra di impazzire, odio essere così suscettibile.
Raggiunge poi la mia bocca per riprendere a baciarmi, posa la mano destra tra il collo e l'attaccatura dei capelli, per prendermi meglio e al contempo si sistema su di me reggendo il peso sulle sue braccia. Ci fermiamo per un secondo a guardarci con fare esitante, incerto, intenso fino a quando io metto il labbro inferiore sotto i denti e ghigno maliziosamente, insinuando le dita sull'elastico dei suoi boxer, facendo pressione per scacciarli via e scoprirlo.
Di contro lui ride compiaciuto e forse anche sorpreso, smettendo solo quando si ritrova a contatto nuovamente con la mia bocca, pronto a diventare tutt'uno con me. Le mie mani giocano con i suoi ricci ribelli, le nostre labbra si scontrano all'infinito, il fiato si dimezza e mi viene da deglutire quando con un movimento di bacino comincia a spingere dentro di me.
Chiudo gli occhi respirando affannosamente, le mie dita si ancorano alle sue spalle, come per tenermelo stretto senza lasciarlo scappare. La sua bocca si schiude lasciando uscire dei gemiti soffocati di tanto in tanto, la sua fronte diventa madida di sudore ben presto, eppure sembra la cosa più bella che abbia mai visto.
Mi alzo interrompendolo, scostandolo con un semplice braccio da dosso a me. Mi guarda stranito, forse deluso e in tutta risposta mi limito ad andargli contro e lasciargli un bacio sulla guancia, prima di sistemare le mie gambe sulle sue.
«Non lo stai facendo davvero» dice sottovoce, mentre curva l'angolo della bocca in un mezzo sorriso
«Forse» replico avvicinandomi cautamente, spostandomi una ciocca cadente di capelli dietro l'orecchio per poi fare il prossimo passo. I suoi occhi sembrano illuminarsi e le sue mani percorrono delicatamente la mia schiena. Sospiro e chiudo gli occhi prima di contrarre il mio bacino su di lui ripetutamente affinché possa tenere un ritmo stabile.
Inevitabilmente dei sospiri escono dalla mia bocca e una sensazione di piacere pervade il mio ventre, le sue mani stringono la mia pelle, i nostri corpi a contatto sembrano parlarsi. Tutto ciò va oltre a del semplice sesso fatto per ricostruire un rapporto che continuerà a sgretolarsi giorno per giorno.
È qualcosa di raro. Passione, rancore, egoismo, poi dolcezza, pace e ancora altre cose che non saprei spiegare.
Lui non è il mio ragazzo, lui non è solo mio, ma con lei non ci gioca come fa con me, io so prendermelo, lo so che stiamo bene insieme.
Magari domani andrà di nuovo da lei e dimenticherà di come mi sta toccando adesso e come sta sussurrandomi di non smettere, ma stavolta ne vale la pena, lo so.
Non gli credo quando ritorniamo sul discorso delle "idee confuse", lui le idee le ha ben chiare, gli sbagli possono capitare una volta e magari anche due, poi diventano scelte. Non puoi più nasconderti dietro un dito Nico, agisci prima che sia troppo tardi per noi.
_xlellax_
Scusatemi per l'orario but non potevo far passare altro tempo dall'ultima pubblicazione🙆🏽♀️
Voi intanto continuate a farvi sentire se volete sapere com'è che continuerà questa faccenda.
Ah e, se avete storie carine da consigliarmi (magari trap) sono ben accette nei commenti, dato che ultimamente leggo sempre meno, a prestooo👻
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Problemi d'amore||Tony Effe
FanfictionFanny è una giovane organizzatrice di eventi nella città di Milano. Passa le vacanze a Barcellona, dove incontra Nicolò e i suoi amici. Tra i due nascerà qualcosa di magico dal primo momento, ma c'è qualcosa che spinge il ragazzo ad essere poco sinc...
