CAPITOLO 67

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COLE

Parcheggio davanti all'enorme casa verde e non appena faccio cenno di aprire lo sportello per scendere dalla macchina, George ed Elisabeth sono già fuori dalla porta.

"Ciao tesoro" dice Elisabeth accogliendo Maddie tra le sue braccia.

"Com'è andato il viaggio ragazzo?" mi domanda George.

"Bene, ci abbiamo messo un pò di più perché c'è stato un incidente lungo la strada, la macchina era ridotta piuttosto male" osservo mentre ripenso alla scena.

"Cos'è successo?"

"Non siamo riusciti a vedere bene, c'era l'ambulanza e due macchine della polizia parcheggiate davanti. Erano due auto, probabilmente uno scontro, ma non abbiamo visto altro."

"Capisco, speriamo niente di irreparabile" commenta lui.

"Finalmente siete qui." commenta Elisabeth, "Ho fatto la cheesecake ai frutti di bosco, avete fame?"

"Moltissima" afferma la mia ragazza con gli occhi già a cuoricino.

"Figurati.." dico con tono basso per non farmi sentire.

"Hai detto qualcosa Cole?" mi domanda Elisabeth.

"No stavo solo pensando ad alta voce" rispondo portando una mano sulla testa.

"Beh ti consiglio di pensare nella mante Evans perché ti ho sentito" come non detto.

"L'udito tanto buono quanto l'appetito eh polpettina?" la prendo in giro correndo verso di lei e abbracciandola da dietro.

"Cos'era, una specie di battuta?" grida lei cercando di liberarsi dalla mia presa.

"Vieni cara, non possono capirle certe cose, dopotutto sono uomini" ricevo una gomitata e dopo poco Maddie e Elisabeth entrano in casa parlottando tra loro.

"Ci escludono così?" chiedo a George allargando le braccia.

"Ragazzo, ci sono cose che non vogliamo sapere, fidati di me." mi risponde sorridendo.

Mi volto verso di lui e non riesco a fare a meno di pensare che forse ha ragione. Entriamo in cucina e rimango sorpreso nel vedere che Maddie sta già mangiando la torta preparata dalla nonna.

Sorrido.

"Hai fatto in tempo a entrare?" la stuzzico.

"Cole non mi provocare" mi avverte già con il piede di battaglia.

"Sai che amo farlo"

"Non lo fare"

"Oppure cosa fai?"

"Mi stai provocando?"

I nonni di Maddie non si perdono neanche una delle nostre battute e quando vedo George trattenersi dallo scoppiare a ridere, devo costringermi a fare lo stesso.

"Forse"

"Forse?" ripete mentre mastica il boccone.

"I tuoi nonni non ti hanno detto che è maleducazione parlare con la bocca piena?" mi volto verso Elisabeth che mi lancia uno sguardo di avvertimento: sto esagerando, lo so.

Non faccio in tempo a girarmi di nuovo verso di lei che un pezzo di torta mi colpisce in pieno viso. Sento i nonni ridere e subito dopo anche Maddie. Spalanco la bocca: questa non me l'aspettavo. Maddie mi guarda con quell'aria di sfida e io non resisto. Mi avvicino mentre lei con estrema velocità prende un altro pezzo di torta e non appena sono ad un passo da lei me lo spalma con cura sulla bocca: questa me la paga. Le prendo il piatto dalle mani ma lei è più veloce e riesce a svincolarsi dalla mia presa e scappare, lo appoggio sul tavolo e le corro dietro: questa non la passa liscia.

"Io la torta comunque l'ho fatta perché potevate mangiarla, non tirarvela addosso!" sento Elisabeth gridare divertita.

Raggiungo la mia ragazza sulle scale e non appena si gira, prima che possa dire qualsiasi cosa le do un bacio. La sento ridere sulle mie labbra, mi allontano di poco e non riesco a trattenermi nel vederle il suo viso coperto di marmellata.

"Adesso siamo pari" affermo.

Mi salta addosso, la prendo al volo e la porto in bagno. Inizio a leccare via la cheesecake dalle sue labbra e lei fa lo stesso con me. Dei brividi caldi mi percorrono la schiena e non capisco più niente. La afferro per i glutei e la sollevo da terra, la spingo delicatamente contro il muro e continuo a baciarla. La vista si appanna, la testa inizia a girare e mi dimentico persino dove siamo.

"Cole.." prova a dire.

Mi sposto e le bacio una guancia, poi scendo sul collo e i suoi respiri si fanno pesanti.

"Cole...aspetta..."

"Non voglio aspettare"

"C...Cole i miei nonni potrebbero entrare da un momento all'altro" riesce a dire alla fine.

"Cazzo..." appoggio la fronte contro il suo collo e tiro un lungo sospiro di disappunto, mi stacco a fatica dal suo corpo, ci laviamo il viso e torniamo al piano inferiore.

George ed Elisabeth ci guardano divertiti ma quando ad un tratto le loro espressioni diventano serie, prendo posto di fianco alla mia ragazza e rivolgo loro tutta la mia attenzione.

"Mettetevi comodi ragazzi, abbiamo una cosa da farvi vedere" annuncia Elisabeth.

Io e Maddie ci guardiamo, curiosi di scoprire di cosa si tratta e quando vediamo i protagonisti della scena, nella stanza cala il silenzio.

"Ma che diavolo..." inizia Maddie.

"Ascolta tesoro, adesso ascolta..." le suggerisce George, e così facciamo.

RACE MEDove le storie prendono vita. Scoprilo ora