CAPITOLO 74

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COLE

Alterno lo sguardo tra mio padre e mia madre e quando li vedo sorridere tiro un sospiro di sollievo. Non sapevo bene che reazione aspettarmi, i miei genitori sono sempre stati comprensivi in tutte le scelte che ho preso ma questa situazione è decisamente diversa da tutte le altre.

Improvvisamente vedo l'espressione di Maddie cambiare, è sudata e quando sembra perdere l'equilibrio mi precipito da lei per sorreggerla. Le esce un grido di dolore e quando avvolge le braccia intorno al busto e si piega in avanti capisco che non è uno dei suoi soliti mal di pancia. Mi abbasso per esserle più vicino e le domando più volte cosa le sta succedendo. Niente. Non ottengo nessuna risposta. Mia madre le porge subito un bicchier d'acqua mentre io la aiuto a sedersi.

"Bevi un pò d'acqua piccola" le dice fingendo un tono tranquillo ma io che la conosco capisco che è preoccupata tanto quanto me.

Maddie allunga il braccio per afferrarlo ma proprio nel momento in cui sta per farlo, chiude gli occhi abbandonandosi completamente a me: è svenuta ed io entro subito nel panico.

"Mamma!" grido verso di lei cercando il suo aiuto.

"Michael chiama un'ambulanza" ordina a mio padre.

"Cole, prendila in braccio e portala sul divano. Dobbiamo alzarle le gambe per far circolare meglio il sangue"

Faccio subito come mi dice e quando appoggio il suo corpo privo di sensi sul divano, le afferro le caviglie portandole verso l'alto. Vedo mia madre guardare un punto fisso vicino e me, seguo il suo sguardo e quando capisco quello che sta succedendo sento crollare il terreno sotto i piedi: i pantaloni di Maddie sono sporchi di sangue, non so esattamente cosa significa ma dall'espressione di mia madre capisco subito che non è un buon segno.

I minuti che seguono mi sembrano interminabili, poi l'ambulanza finalmente arriva e quando sollevano la mia ragazza e la appoggiano delicatamente sul lettino, il cuore sembra uscirmi dal petto.

"Vai con lei, noi saremo dietro di voi. Ci vediamo in ospedale" mi dice mia madre asciugandomi una lacrima: non mi ero nemmeno accorto che stavo piangendo. Sto pensando al peggio, cosa faremo se Maddie dovesse perdere nostro figlio? Sarebbe un dolore troppo grande e nemmeno voglio prendere in considerazione l'ipotesi: lei starà bene e torneremo a casa con il bambino. Non esistono altre opzioni, almeno non nella mia testa.

Mi affretto a salire con lei nell'ambulanza, che nel frattempo ha ripreso conoscenza, le afferro una mano e gliela stringo cercando di darle un pò di forza, cosa che in questo momento sembro non avere neanche io.

"Andrà tutto bene" le ripeto questa frase per tutto il tragitto verso l'ospedale, Maddie si limita ad annuire ma le lacrime che le scendono incessantemente sul viso mi trafiggono il cuore ogni minuto che passa.

"Andrà tutto bene Maddie, mi ha capito?" le dico ancora con più convinzione.

Chiude gli occhi portando la mia mano vicino alla sua bocca lasciandoci sopra un bacio. Mi sento morire, sembra essersi già rassegnata al peggio e questo non riesco a sopportarlo.

Quando entriamo in ospedale la portano subito da qualche parte, lontano da me. Continuo a fare avanti e indietro per il corridoio, cercando di non impazzire nell'attesa. Mia madre è seduta su una delle sedie davanti a me mentre mio padre è in piedi con lo sguardo fisso rivolto verso la finestra. Di tanto in tanto mi lanciano delle occhiate preoccupate ma cerco di ignorarli.

Dopo mezz'ora decido di chiamare Grayson che risponde al secondo squillo.

"Ehi, già ti annoi senza di me?"

"Sono in ospedale" dico subito.

"Cosa cazzo...perchè?"

"Maddie si è sentita male, ha avuto delle perdite ed è svenuta all'improvviso. Sono qui da mezz'ora e se qualcuno non mi dice qualcosa entro cinque minuti sfondo quella cazzo di porta e controllo da solo"

Non faccio neanche in tempo a finire la frase che la risposta del mio amico arriva.

"Mandami l'indirizzo dell'ospedale, stiamo arrivando" e tutto quello che sento prima di riattaccare.

Torno dai miei genitori e chiedo loro se ci sono novità: niente, ancora non abbiamo notizie dello stato di salute di Maddie e del bambino.

Vedo mia madre portarsi le mani tra i capelli strattonandoli leggermente, poi si avvicina a me e mi abbraccia forte. Non riesco a trattenere le emozioni e, ancora una volta, scoppio a piangere come un bambino. Mi sembra di tornare indietro nel tempo, quando per qualche motivo mi ferivo e correvo in lacrime tra le sua braccia. In quei momenti c'era lei a consolarmi e ricordo la sensazione di tranquillità che sentivo quando mi cullava con amore. Solo che adesso più la stringo, più il vuoto che sento nello stomaco si allarga perché capisco che il suo abbraccio è forse una consolazione per quello che verrà dopo, ma io mi rifiuto di pensare al peggio.

Maddie starà bene, gliel'ho promesso.

Non devi fare promesse che non puoi mantenere, mi dice il mio cervello e vorrei dare una testata contro il muro per far tacere anche lui.

Sto impazzendo.

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