CAPITOLO 70

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MADDIE

- Ho saputo la notizia soltanto ora, sono contento che alla fine le cose si siano risolte. Tu come stai?

Leggo distrattamente il messaggio che mi ha appena inviato Aaron e come se fosse un film, rivedo le immagini di ciò che è successo in questo ultimo mese: Denise e Peter sono stati arrestati e devo dire che la notizia non mi ha sorpresa affatto: finalmente giustizia è stata fatta. Ancora non ha avuto luogo la sentenza definitiva, sembra che Peter dovrà rimanere dentro per meno tempo rispetto alla madre, ma al processo verrà definito ogni dettaglio.

Non saprei dire con esattezza quello che provo in questo momento, la prima parola alla quale penso è sollievo: finalmente potrò mettere una pietra sopra tutta questa storia ed andare avanti con la mia vita. Ho tante cose alle quali pensare, primo tra tutti la creatura che attualmente sta crescendo dentro di me. Cole sta diventando iper protettivo, anche se devo dire che in questi ultimi giorni sembra essersi tranquillizzato: abbiamo dato due esami importanti e finalmente possiamo ritenerci ufficialmente liberi dagli studi per un pò. Tra non molto sapremo se è maschio o femmina e già non stiamo nella pelle.

Lui è fortemente convinto che sia una femmina ed ha già deciso i nomi se così dovesse essere: Heather o Annabelle.

"Puoi scegliere tra questi due" mi ha detto, "A me piacciono entrambi" ha continuato, come se dandomi queste due alternative volesse farmi credere che il nome alla fine lo avrei scelto io.

Al contrario, la mia sensazione è diversa: sono sicura che sarà un maschio e ovviamente so già come chiamarlo.

Alla fine abbiamo raggiunto un accordo: se è femmina sarà lui a decidere il nome, se invece è un maschietto la scelta spetterà a me, mi sembra un buon compromesso.

Riporto l'attenzione sul mio telefono ed inizio a digitare.

- Sto bene, è finita...

Qualche secondo dopo sento il telefono suonare.

"Ciao" rispondo.

"Ciao a te, volevo sentire la tua voce, è da un pò che non ci si vede in giro" commenta Aaron.

"Si sai com'è, New York non è proprio dietro l'angolo" ironizzo.

"Hai ragione, volevo solo sapere se stavi bene..." ma dal suo tono di voce capisco subito che c'è dell'altro.

"E...?"

"E niente, tutto qui..." non mi convince.

"Aaron ti conosco, devi dirmi qualcosa?"

Sospira.

"Okay, non ti arrabbiare però va bene?"

"Aaron..."

"Mi ha chiamato Kristine oggi, voleva sapere se ti avevo sentito. Mi sembrava dispiaciuta mentre parlava, non credo che sapesse che la morte di Roger sia stata intenzionale."

"Si beh, ha importanza?" mi rendo conto del modo scortese con il quale dico queste parole ma non posso farci niente.

"Sai Mad, io credo di si. Penso che per mettere davvero la parola fine a tutta questa storia tu debba perdonare le persone che ti hanno fatto del male"

Facile a dirsi, un pò meno a farsi.

"Non so se ci riesco Aaron"

"Lo capisco Mad, magari non è ancora arrivato il momento, però pensaci su, ok?"

"Lo farò..." credo, in caso contrario penso che sopravviveranno benissimo anche senza il mio perdono.

"Dico sul serio Mad.."

"Anch'io..."

Ma cosa si aspetta? Sono appena riuscita a chiudere tutta questa storia e già mi parla di perdono? Se fosse stato per Kristine io sarei rimasta dentro quella casa a bruciare e ora non sarei nemmeno qui a raccontarlo. Avrebbe vissuto con il senso di colpa magari, questo non posso dirlo, ma i fatti non cambiano: lei mi ha abbandonata come tutti gli altri e forse sono troppo egoista ma per il momento non ho alcuna intenzione di perdonarla. Nessuno di loro. Non sono perfetta, lo so, non ho idea di cosa avrebbe fatto qualcun altro al mio posto e magari è vero, per chiudere definitivamente questa storia dovrei perdonarli per dare soprattutto a me stessa la possibilità di vivere felice e non pensarci più ma credo di non essere ancora pronta a farlo.

La conversazione con Aaron continua ancora per un pò: mi racconta del college e di New York, pazzesca a quanto dice e non mi è difficile crederci. Ho sempre sognato di visitarla un giorno e sono sicura che prima o poi lo farò. Gli svelo che presto diventerò mamma e la notizia sembra sorprenderlo all'inizio ma poi si dice contento per me, per noi.

"Adesso ti saluto che sta per arrivare Lynn, chissà magari te la farò conoscere un giorno. Spero di vederti presto, salutami i tuoi nonni e Mad..." si ferma per qualche secondo, "Stammi bene mi raccomando"

"Anche tu".

"Con chi stavi parlando?" per poco non cado dalla sedia per lo spavento.

"Ma da dove arrivi? Mi hai spaventata!" enfatizzo portandomi una mano sul cuore.

"Ciao Aaron" cinguetta il mio ragazzo in un vano tentativo di imitare la mia voce.

"Smettila Cole, sai che è solamente un amico ormai"

"Ormai..." ripete.

"Si esatto, ormai. Vuol dire che quello che c'è stato tra di noi è una cosa del passato, finita. Ma non ci trovo niente di male se si interessa al mio stato di salute visto tutto quello che è successo. Non sei d'accordo?"

"No, non sono d'accordo" dice guardandomi con aria di sfida ed incrociando le braccia al petto.

Sbuffo, perché deve fare sempre così tanto il difficile?

"Non hai nessun motivo di essere geloso Cole, te l'ho detto mille volte"

"Non sono geloso" orgoglioso e testardo.

Alzo gli occhi al cielo e mi avvicino a lui, avvolgo le braccia intorno al suo collo e lo stringo a me.

"Dico sul serio, ci sei solo tu"

Appoggia lentamente le sue labbra sulle mie dandomi dei piccoli baci delicati e quando tutto diventa più passionale ogni pensiero lascia la mia mente. Mi solleva da terra e mi fa ricadere sul tavolo, con un gesto rapido gli sfilo la maglietta e lui fa lo stesso con la mia: non indosso il reggiseno e non appena lo nota vedo il suo sguardo cambiare, le pupille si dilatano e il respiro si fa pesante.

"Solo io?" mi domanda.

"Solo tu".

RACE MEDove le storie prendono vita. Scoprilo ora