MADDIE
Quando finiamo di vedere la ripresa sono ancora incredula: si può essere più stupidi di così?
"Ce li abbiamo!" esclama Cole appoggiando le mani sulle mie spalle.
"Non ci posso credere" continuo basita.
"Credici tesoro, è finita, questa volta davvero. Abbiamo tutto ciò che serve per incastrarli."
Annuisco, non so cosa dire: è finita davvero? Mi ripeto queste parole più volte nella testa, non so dire quanto ho desiderato questo momento, quanto ho aspettato per sapere la verità e per dare una spiegazione razionale a tutta questa storia. E adesso che tutti i pezzi si sono uniti, non riesco a provare niente, se non sollievo. Non provo rabbia per Denise e Peter, nemmeno pena. L'unica cosa alla quale riesco a pensare è cosa direbbero i miei genitori se fossero qui. Susan probabilmente mi giudicherebbe colpevole negando quindi anche l'evidenza, tutto quello che è successo in passato è stata colpa mia, lo sarebbe sicuramente stato anche questo. Non ho trovato l'appoggio di una madre in lei, mai una parola carina, un gesto d'amore o un pensiero gentile. Niente di niente. Non da quella notte in poi almeno, quando il mio mondo si è capovolto e tutto è cambiato.
Al contrario invece sono sicura che mio padre mi avrebbe sostenuta sin dall'inizio, lui non avrebbe avuto dubbi sulla mia innocenza e forse non avrebbe nemmeno aspettato così tanto per conoscere la verità. Ci sono cose che un padre non può lasciar perdere, soprattutto quando si tratta della propria figlia. Mi sarebbe stato vicino e mi avrebbe fin da subito dato la forza necessaria della quale avevo bisogno per affrontare tutta questa situazione a testa alta, cosa che per un pò non sono riuscita a fare: mi sono chiusa nel mio mondo, ho cambiato città e persone e tutto questo per provare a dimenticare, per tentare di ricominciare una nuova vita e fare finta che quello che è stato non fosse mai successo. Se ci ripenso ora mi sento una stupida: la paura ha preso il sopravvento ed avrei fatto qualsiasi cosa pur di non pensarci.
C'erano troppe domande nella mia testa, troppi vuoti che non riuscivo a colmare. Se non fosse stato per Cole e i miei amici forse sarei ancora rinchiusa nel mio guscio, intrappolata in me stessa con la convinzione che sarebbe stato meglio lasciar perdere piuttosto che scoprire cosa fosse davvero successo.
E' solo loro che devo ringraziare: Cole, i miei amici, i miei nonni.
"Andiamo a parlare con la polizia" sentenzia George.
Segue un attimo di silenzio dove l'incertezza sembra di nuovo prendere il sopravvento: ecco, ci siamo, è arrivato il momento di raccogliere tutto il coraggio che ho in corpo e fare ciò che va fatto una volta per tutte.
Gli occhi di Cole e dei miei nonni sono puntati su di me, così decido di farlo: mi alzo in piedi e annuisco con convinzione.
"Facciamolo" affermo.
Un'ora dopo siamo in centrale, chiediamo di parlare con i poliziotti che ci hanno accolto all'entrata e loro ci fanno strada attraverso il piccolo corridoio. Vedo dalla vetrata di un ufficio il poliziotto con il quale ho parlato l'ultima volta e sembra sorpreso nel vedermi di nuovo: continuo a fissarlo, sperando che riesca in qualche modo a leggermi nel pensiero.
"Sei fottuto" vorrei dire, ma mi limito a pensarlo.
Entriamo nella stanza e quando abbiamo finalmente l'attenzione dei due poliziotti inizio a parlare.
"Me ne occupo io" sento all'improvviso, la voce proviene dalle mie spalle ma non ho bisogno di girami per immaginare di chi si tratta. "E' uno dei casi che sto seguendo" dice con finta noncuranza.
"Io non penso, anzi, perché non si siede e ascolta anche lei? C'è una parte che le potrebbe interessare" dico combattiva e mi sento tremendamente bene nel farlo.
"Cosa sta succedendo qui?" domanda perplesso uno dei poliziotti.
Inizio a raccontare fin dal principio, non tralascio nessun dettaglio, fino a quando non arrivo alla confessione di Peter e subito dopo a quella di Denise.
I due ufficiali sono immobili, si scambiano un'occhiata e dopo pochi secondi ci chiedono di rimanere nella stanza e poi escono. L'altro invece, di cui ora non riesco nemmeno a ricordare il nome, fa cenno di alzarsi e seguirli ma loro lo bloccano.
"Tu no, resta qui" commenta uno dei due e devo dire che guardandolo bene adesso, mi fa quasi pena.
Il silenzio che cala nella stanza è quasi imbarazzante, alzo lo sguardo e lo vedo con gli occhi fissi nei miei. Non riuscirà a farmi sentire sbagliata, non sono io che ho aiutato due criminali a farla franca, non sono io che ho nascosto delle prove importanti in un'indagine e non sono stata io a non svolgere nel modo corretto il mio lavoro. Quindi al diavolo, che mi guardi pure come vuole.
Non proferisce parola, se ne sta soltanto lì in silenzio, a fissarmi.
"Piantala" intima il nonno ad un tratto rivolto nella sua direzione.
"Cosa vuoi vecchio?"
"Ti ha detto di piantarla" riprende Cole prima che il nonno George parlare di nuovo.
Sentiamo il rumore della porta che si apre e subito dopo vediamo attraversare l'ingresso dai due poliziotti di prima affiancati da uno più anziano, forse un superiore, non saprei dire con esattezza.
I due si avvicinano all'ufficiale in piedi davanti a me, tirano fuori delle manette e quando lo vedo strabuzzare gli occhi rimango immobile ad osservare la scena: non avevo mai assistito ad un arresto fino ad ora.
"Ti dichiaro in arresto per corruzione e occultamento di prove significative di un'indagine. Hai il diritto di rimanere in silenzio, qualsiasi cosa dirai o farai potrà essere e verrà usata contro di te in tribunale. Hai diritto ad un avvocato, se non puoi permetter.."
"Si lo so, risparmia il fiato, conosco i miei diritti" lo interrompe brusco.
Lo vedo allontanarsi e subito dopo lasciare la stanza in compagnia dei due poliziotti.
"La ringrazio per la sua deposizione signorina" inizia quello più anziano venendo verso di me, "mi scuso per il comportamento vergognoso del mio collega. Ascolteremo ed esamineremo di nuovo tutto quello che ha detto. Avrete presto nostre notizie." conclude infine porgendo la mano nella nostra direzione. Gliela stringo e decido di fidarmi delle sue parole.
Esco da quel posto un pò più sollevata, più libera e con il cuore decisamente più leggero.
Ce l'ho fatta.
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RACE ME
RomansaCOMPLETO Maddie Cooper: testarda, ottimista ed inguaribile sognatrice, sempre alla ricerca del lieto fine in ogni cosa. Cole Evans: uno dei ragazzi più popolari della scuola: stronzo, ovviamente. Pericoloso, inevitabilmente. Lei sogna da sempre il...
