CHASE
Sono in macchina da dieci minuti ed ho già esaurito la pazienza, come sempre del resto quando si tratta di lei. I nostri genitori hanno deciso di comprare le case vicine sin da quando siamo nati, segnando così la mia condanna: io e April siamo cresciuti insieme ma più passa il tempo, più non la sopporto.
Suono il clacson per la terza volta e mi dico mentalmente che farà meglio a non farmelo fare di nuovo, perché giuro che la lascio a piedi.
Quando eravamo piccoli ci divertivamo insieme, eravamo praticamente inseparabili e a lei piaceva giocare alle cose da maschi insieme a me. Mi ricordo quando a sei anni l'ho sfidata a calcio, per poco non mi stracciava; oppure quando i miei genitori mi avevano regalato le pistole d'acqua e noi ci eravamo sfidati per tutta la mattinata. Quel giorno eravamo tornati a casa zuppi e i nostri genitori invece di rimproverarci erano scoppiati a ridere.
Ma non solo, April è sempre stata una buona amica con me, almeno fino a quando non le sono cresciute le tette, ha iniziato a truccarsi e ad uscire con le sue amiche femmine e io mi sono ritrovato a fare lo stesso. Da allora è diventata insopportabile, ma le circostanze non mi permettono di starle lontano quindi immagino che dovrò continuare a sopportarla come ho fatto fino ad ora.
Decido che ho aspettato abbastanza, quindi accendo il motore e proprio in quel momento la vedo uscire. Lei è al secondo anno di superiori mentre io sono all'ultimo, frequentiamo la stessa scuola ed è per questo che sono costretto ad accompagnarla tutte le mattine.
Sale in macchina sbattendo lo sportello.
"Stavo per lasciarti a piedi" le dico subito senza neanche salutare.
"Non lo avresti mai fatto" mi risponde assottigliando gli occhi.
"Cosa ti fa essere così sicura?" ribatto ancora.
"Il fatto che non vuoi fare arrabbiare tuo padre, sai che lui è dalla mia parte" cinguetta.
"Stronzate"
"No quelle sei tu a dirle, di solito"
E' una battaglia persa, deve sempre avere l'ultima parola.
"Invece di ringraziamenti per il passaggio a scuola ogni mattina continuo a sentire solo insulti"
"Perché è quello che ti meriti" continua acida.
"Ti odio" le dico continuando a tenere lo sguardo fisso sulla strada.
"Il sentimento è reciproco"
Lancio un grido di frustrazione e decido di non ribattere, altrimenti continueremo così fino a destinazione. Dopo pochi minuti è lei a spezzare il silenzio.
"Il prossimo anno vado a studiare in California"
Aspetta cosa? Mi volto a guardarla e capisco che non sta scherzando.
"Per quanto tempo?" domando.
"Un anno, forse due. Non ho ancora deciso" alza le spalle.
"Perché?" chiedo ancora.
"E' una specie di gemellaggio con un'altra scuola. Io e Harper stiamo pensando di andarci insieme" quella sua amica malefica l'ho sempre odiata, così, a pelle.
"Ma è sicuro che partite?"
"Non ancora, ma ci stiamo seriamente pensando"
Annuisco, non sapendo cos'altro dire.
"Guarda il lato positivo, non mi avrai più tra i piedi per un bel pò ed io sarò finalmente libera dai tuoi dispetti"
"Questa si che è una bella notizia!" dico, ma il mio tono non appare così convinto come avrei voluto.
"Ma tuo padre è d'accordo?" è strano che Grayson la lasci allontanare così tanto da casa, di solito è molto protettivo con lei.
"Ancora non lo sa, ma mia madre è d'accordo. Lascerò fare a lei il lavoro sporco. E poi ho quindici anni, sono abbastanza grande per decidere da sola della mia vita"
"Ah si April, scusami. Sei davvero un'adulta."
"Vaffanculo Chase"
"Vaffanculo tu April"
Scende dall'auto sbattendo di nuovo lo sportello, questa volta con più forza ed io devo fare appello a tutti i santi che conosco per non correrle dietro e sbatterla al muro. Per farle..del male ovviamente. Scuoto la testa scendendo dall'auto e raggiungo i miei amici che mi stanno aspettando nel giardino della scuola, April è poco distante insieme ad Harper e altre ragazze. Rivolgo la mia attenzione ad una di loro, non per una ragione particolare, solo perché la bionda mi sta guardando e so che questo la fa arrabbiare. Faccio scendere il mio sguardo sul suo lato B e come per magia il corpo di April si materializza davanti a me. Sorrido: funziona sempre.
"Lascia. in. pace. le. mie. amiche." mi ordina cercando di scandire bene ogni parola.
"Se no?"
"Ti faccio male Chase. Fallo a basta"
"Non prendo ordini da nessuno, figuriamoci da te"
"Smettila" continua.
"Di fare cosa?"
"Lo stronzo"
Mi avvicino ancora di più fino ad arrivare ad un palmo da lei.
"Altrimenti cosa fai?"
Punta i suoi occhi nei miei ed io mi smarrisco per un attimo, non capisco bene il motivo ma questo momento di debolezza mi costa molto caro: April mi da una ginocchiata tra le gambe ed io mi piego per il dolore. Maledetta, questa me la paga!
"Perché le buone maniere con te non bastano mai?" mi domanda.
Alzo lo sguardo cercando di nascondere la mia sofferenza.
"Te la faccio pagare April" le dico stringendo i denti.
"Tremo di paura" poi mi volta le spalle e se ne va.
Se pensa che sia finita qui si sbaglia di grosso, non gliela lascerò passare liscia così facilmente. Incasso la sconfitta di questa piccola battaglia e mi volto verso i miei amici che mi guardano con la solita faccia rassegnata.
"Cosa c'è?" sbotto.
"Non sarebbe più facile fare l'amore invece che la guerra?" interviene Mason sghignazzando.
L'amore? Con April? Neanche morto.
Liquido la sua domanda con un gesto della mano e poco dopo entriamo in classe. Durante la lezione non riesco a fare altro che pensare a quello che mi ha detto April stamattina: partirà davvero?
Dovrei essere contento, come ha detto anche lei, finalmente me la toglierò dai piedi per un pò. Non sarò più costretto ad accompagnarla in giro o ad averla intorno alle cene con i Jones, o ancora a sentire tutto il giorno la sua voce insopportabile.
Allora perché invece di essere felice sento questo fastidioso vuoto dentro?
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RACE ME
RomanceCOMPLETO Maddie Cooper: testarda, ottimista ed inguaribile sognatrice, sempre alla ricerca del lieto fine in ogni cosa. Cole Evans: uno dei ragazzi più popolari della scuola: stronzo, ovviamente. Pericoloso, inevitabilmente. Lei sogna da sempre il...
