CAPITOLO 69

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MADDIE

Quando torniamo a casa mi sento lo stomaco sottosopra, strofino i palmi delle mani sui jeans neri che indosso e mi preparo a quello che succederà nei minuti successivi. Una volta entrati nel salotto, mi accomodo sulla poltrona dove di solito si siede il nonno e mi accorgo subito di avere, ancora una volta, la loro attenzione puntata su di me. Mi guardo intorno, osservo il vecchio camino alla mia sinistra, non ricordo nemmeno quanti libri ho letto in quel posto, mi piaceva sedermi sullo scalino li vicino e farmi scaldare i piedi dalle fiamme quasi spente; sposto l'attenzione sul tappeto decorato davanti al grande divano ed infine sui quadretti appoggiati al mobile: nella prima fotografia ci sono io insieme ai miei nonni, siamo in un parco poco lontano da qui, ci andavamo spesso una volta ed eravamo soliti attraversarlo tutto fino ad arrivare al fiume. Nell'altra ci siamo io e il nonno abbracciati, ricordo ancora quel giorno: ero triste perchè Kristine mi aveva preso in giro a scuola, avevamo all'incirca sedici anni ed è stato proprio in quel periodo che hanno avuto inizio i nostri litigi, se così vogliamo chiamarli. Quel giorno il nonno mi aveva quasi trascinata fuori di casa, non volevo uscire ma lui ha insistito tanto ed alla fine ho ceduto. Abbiamo fatto una lunga camminata e alla fine ci siamo fermati a mangiare un gelato. Ricordo che una volta rientrati mi sentivo molto meglio, è incredibile l'energia che George riesce trasmettermi anche nei momenti più tristi.

Nella fotografia nell'angolo, quasi nascosta, c'è quella con mio padre: io sono seduta sulle sue spalle, l'immagine è leggermente mossa perché stavamo girando su noi stessi. Ero piccola, avrò avuto forse cinque anni ed ho ricordi confusi di quella giornata. Il sorriso che ho stampato sul viso però, non toglie alcun dubbio sul fatto che ero molto felice, come sempre quando ero con lui.

Sposto ancora lo sguardo e vado sbattere contro le iridi dorate di Cole, sembra volermi dire qualcosa con l'espressione che ha ora e capisco benissimo di cosa si tratta: è arrivato il momento ed i battiti accelerati del mio cuore rispecchiano perfettamente l'agitazione che sento.

"Tesoro stai bene?" mi domanda la nonna.

"Vi dobbiamo dire una cosa.." inizio titubante. Poi guardo Cole, mi fa un cenno impercettibile col capo e quello mi basta per continuare.

"Io e Cole aspettiamo un bambino" l'ho detto.

Vedo la nonna portarsi le mani alla bocca con aria stupita, il nonno immobile, non batte nemmeno un ciglio.

"Santo cielo bambina mia! Che notizia straordinaria!" commenta la nonna, si avvicina e mi abbraccia forte. Mi esce una lacrima e lei prontamente me la asciuga con la manica del suo vestito. "Sono contenta per voi tesoro, sarete dei genitori favolosi" annuisco con un sorriso e poi ricambio nuovamente l'abbraccio, mi lascio coccolare per qualche secondo poi decido che è arrivato il momento di affrontare la parte più difficile.

Mi allontano lentamente dalla nonna e guardo George negli occhi: dovrà pur dire qualcosa.

"Non... non sei un pò troppo giovane maledizione?" è quasi buffo mentre balbetta, è sempre stato un uomo molto sicuro di sé.

"E' capitato nonno, e noi non ci tireremo indietro... all'inizio è stato un shock ma adesso siamo felicissimi e non vediamo l'ora di conoscere questo bambino" dico tutto d'un fiato.

"Bambina" puntualizza Cole.

"Sarà maschio" chiarisco.

"Sarà femmina" continua lui.

Sentiamo la nonna ridere di gusto e il nonno abbozza un a smorfia simile a un sorriso.

"Mi dispiace deluderti figliolo ma lasciati dire che una donna certe cose le sente, non si può spiegare ma capita spesso" gli confida la nonna.

"Si beh, solo perché preferirebbe un maschio" dice Cole facendo il broncio ed incrociando le braccia al petto. Sembra lui il bambino adesso e questo mi fa sorridere.

Mi avvicino a lui.

"Io non ho preferenze Cole, è solo una sensazione e sappiamo entrambi che non sbaglio mai" alza gli occhi al cielo e subito dopo mi fa la linguaccia: quanta maturità.

I miei nonni continuano a guardarci divertiti e mezz'ora dopo siamo tutti in cucina: il nonno cuoce la carne, io e Cole tagliamo le verdure mentre la nonna inforna il dolce. Non potrei chiedere di meglio.

Osservo il nonno senza farmi notare, la notizia lo ha lasciato senza parole ma sono sicura che con il tempo se ne farà una ragione. La cena è deliziosa, la torta di mele che ha fatto Elisabeth è uno spettacolo e dopo averne mangiato tre pezzi posso dirmi pienamente soddisfatta, per non dire sazia.

"Se continui così torniamo a casa rotolando" mi prende in giro il mio ragazzo.

"Sei ripetitivo e fastidioso Evans, il piccolo ha fame non posso farci niente" dico alzando le braccia.

"La piccola" sentenzia.

Non vedo l'ora di sapere se questa piccola creatura sarà maschio o femmina.

Io e Cole ci offriamo di sparecchiare, carichiamo la lavastoviglie e la facciamo partire e quando è finalmente tutto in ordine decidiamo di andare in camera.

"George..." inizia il mio fidanzato incerto.

"Non ci pensare neanche ragazzo" risponde subito il nonno già intuendo quello che Cole gli stava per chiedere.

"Pensavo che una volta chiarito che io e Maddie si insomma, abbiamo già... come dire.."

"Non dire un'altra parola figliolo o stanotte dormi in giardino" lo interrompe il nonno ma il suo sguardo mi sembra quasi divertito.

"Ma... e se Maddie durante la notte avesse bisogno di qualcosa?"

"Siamo tutti qui, sotto lo stesso tetto, a parte te che tra poco finisci in giardino se continui a blaterare" il suo sorriso si allarga. So che è esagerato ma mio nonno è uno all'antica.

"Quindi posso dormire con lei stanotte?" continua Cole temerario.

"Dormire dici?" continua il nonno.

"Oh che diamine George! Lasciali un pò in pace" interviene la nonna in difesa del mio fidanzato.

"Al diavolo..." dice il nonno e con un cenno della mano si dirige in salotto. Come ho già detto, se ne farà una ragione.

Vedo Cole e la nonna parlottare tra di loro e ne approfitto per raggiungere quella testa calda di mio nonno. Quando entro nella stanza lo vedo in piedi davanti al camino, mi avvicino lentamente e lo abbraccio da dietro, lui appoggia le mani sulle mie e sospira.

"Sei cresciuta tanto tesoro, sei diventata un donna meravigliosa e presto diventerai madre." Fa una pausa e si gira dalla mia parte.

"Sono fiero di te, della splendida persona che sei e di come stai affrontando tutto quello che ti è capitato. Un figlio è una grande responsabilità ma è anche la cosa più bella che ti possa capitare. Io e tua nonna saremo sempre al tuo fianco, non te lo dimenticare mai." Si ferma ancora.

"Sono contento per te tesoro, davvero, ma non so se riuscirò mai ad abituarmi all'idea che non sei più la mia bambina"

Fisso quegli occhi tanto simili ai miei e per un momento mi sembra di rivedere mio padre. Sospiro, le lacrime premono per uscire e non sono sicura di riuscire a trattenere l'emozione che sto provando in questo momento.

"Sarò sempre la tua bambina" appoggio la testa al suo petto e mi lascio cullare dal suo respiro.

RACE MEDove le storie prendono vita. Scoprilo ora