Erano entrati ad Amici da due settimanelle ed era la loro giornata libera, si erano ritrovati tutti tra il salotto e la cucina, ridevano e scherzavano tutti. Giulia era seduta sola sul divanetto, osservava Riccardo che stava facendo chissà quale imitazione di qualche ballerino famoso per qualche passo cult e rideva tantissimo. Sangio stava cucinando delle piadine e al posto di ascoltare le questioni di Raffaele ed Esa, percepiva da lontano quella fragorosa risata; con lui Giulia non aveva passato molto tempo, lo evitava quasi, a differenza degli altri ragazzi che invece trattava già come amici di una vita. Questo fatto lo incuriosiva, anche perché teoricamente erano proprio coetanei, trovava strano che lei riuscisse a essere così spavalda con Leo, che aveva molti anni più di lei, e non con lui. Pensò che forse era interessata a lui, normalmente questa cosa l'avrebbe fatto solo allontanare, ma non era così. Le poche volte in cui avevano parlato Giulia era riuscita a farlo sorridere e aveva bisogno di quel tocco di leggerezza lì dentro. Decise in quel momento di andarle a parlare, non significava niente in realtà, desiderava solo staccare un po' la spina. Si piazzò di fronte a lei con un piatto e due piadine sopra.
-Posso sedermi qui?- chiese.
-Certo- rispose subito la ragazza, averlo vicino le metteva ansia, anche se in realtà era la persona con cui avrebbe voluto passare più tempo.
-Ne vuoi una? Ho visto che hai mangiato solo un'insalata- disse Sangio indicando la piadina. Giulia rimase colpita, aveva notato cosa aveva mangiato?
-Ahah no tranquillo, devo mangiare poco- rispose lei, aveva fame, ma si imponeva di doversi controllare.
-Ma dai un pezzettino non ti farà mica male, ne ho fatte apposta due-
Giulia non poteva rifiutarsi davanti a quella risposta.
Mangiarono insieme ridendo per Riccardo, che aveva incluso nel suo 'gioco' anche Arianna.
Dopo un po' Sangio le chiese se volesse guardare un film e così iniziarono a guardare Shakespeare In Love. Giulia non riusciva a trovare una posizione comoda, continuava a fare dei piccoli movimenti con il corpo, si sentiva un fascio di nervi accanto a lui. Sangio la tirò per un braccio e le fece appoggiare la testa sul suo petto.
-Ora stai più comoda?- chiese lui con una risatina, ma non era malizioso.
-Beh posso stendere le gambe- rispose lei sempre con un risata. Sangio aveva il braccio che riusciva a coprirla quasi tutta, lei si sentiva minuscola a confronto e la cosa le piaceva. Lui si sentiva rilassato, gli piaceva averla così su di lui, lei che era sempre così pimpante, sotto il suo tocco si era rilassata. Azzardò a toccarle la mano e lei prontamente infilò le sue dita nelle sue.
A fine film, nessuno dei due aveva voglia di staccarsi. Lui le chiese -Ti è piaciuto?- lei annuì. -Pensa che Sabato farò una coreografia su Giulietta e Romeo-
-Davvero? Beh allora se la fai bene sarà merito mio- ridacchiò lui.
Lei rise, stavano per continuare a parlare, quando successe il casino, dovevano ripulire l'intera casa in tempi brevi. Sangio e Giulia si divertirono in realtà a sistemare tutto, ma dopo la storia del provvedimento disciplinare e le urla di Rosa contro il fatto che Giulia non facesse molto in casetta, la romana si andò a nascondere di fuori con la scusa di dover parlare con i suoi genitori. Si sentiva tremendamente in colpa, non avrebbe mai voluto creare quel disagio, lei ci provava a fare le cose in casa, ma tutti glielo impedivano, il perché non lo sapeva, probabilmente perché aveva quel atteggiamento infantile e tutti la sollevavano dai quei compiti domestici. Era tardi fuori, ma voleva aspettare che tutti andassero a dormire prima di rientrare, si vergognava troppo e non voleva incrociare lo sguardo infuriato di Rosa.
-Ei- Sangio l'aveva raggiunta di fuori.
-Oi-
-Guarda che non devi sentirti in colpa, le cose qui dentro le fai, non darle retta.- affermò Sangio accarezzandole il viso.
Giulia stava per rispondere, ma poi arrivò anche Esa.
-Ei Giuggiu tranquillaa- chiese il 'terzo in comodo'. Giulia fece spallucce.-Ci provo-
Detto questo accennò un sorriso a Sangio e andò dritta in camera. In quel momento aveva zero voglia di ascoltare Esa che cercava in tutti modi di conquistarla, lei gli aveva detto no, basta. I giorni passarono e lei e Sangio trovavano sempre il modo di passare dei momenti soli, guardavano le coreografie di lei al computer, cercavano di mangiare insieme e di passare insieme i momenti liberi.
Sangio aveva chiaro in testa che a lei piaceva e non stava facendo niente per allontanarla, lei era consapevole che lui fosse fidanzato, ma non riusciva a opprimere i suoi sentimenti.
Chi aveva notato il rapporto speciale tra loro due era Esa, si sentiva un po' invidioso dell'amico e decise che doveva parlargli. Sfruttò il momento quando si ritrovò da solo con lui in sala relax, Sangio gli stava dicendo che stava ragionando sul chiudere con Margherita.
-Bro, ti devo chiedere una cosa- Esa lo interruppe.-Cosa provi per Giulia?-. Sangio rimase interdetto. -Bro forse tu non lo sai, ma a me lei piace da parecchio e voglio sapere che cazzo di intenzioni hai con lei-
Sangio non aveva idea di come rispondere.
-Guarda che la nostra è un'amicizia- provò il vicentino.
-Non mi prendere per il culo dai, vedo come la guardi, in più adesso te ne esci con il fatto che vuoi prendere una pausa dalla tua ragazza- scattò Esa.
-Guarda io non so che dirti, ci sto bene, ma è anni luce lontana dal mio prototipo di ragazza, per adesso è una stupida distrazione.- rispose Giovanni, sentendosi accusato e innervosendosi molto. Giulia aveva sentito quelle parole dalla porta che stava per aprire, se non avesse sentito i due discutere. Corse via dopo quelle parole, non voleva sentire altro. Forse avrebbe dovuto dare per scontato che fosse quella la verità sul suo rapporto con lui, ma lei sentiva dei sentimenti veri e si sentì ferita da quelle parole che la definivano una compagnia superficiale. Si era seduta su un marciapiede, stava piangendo e non voleva rientrare in casetta sapendo che l'avrebbero registrata.
Nella sala relax Sangio aveva percepito qualcuno correre via, immaginò chi fosse, ma non poteva seguirla.
-Ma poi scusa Giulia non ti ha detto di no? Che cazzo te la prendi con me- riprese a parlare con Esa.
-Lo so bro, ma io voglio che la lasci perdere-
-Guarda che non decidi tu, se mi chiedi questa cosa ti stai dimostrando un amico di merda per me e soprattutto per lei.- Sangio chiuse il discorso e se ne andò.
La cercò con lo sguardo, la vide piangere e gli si spezzò un po' il cuore.
Si avvicinò piano a lei. Giulia alzò la testa, cazzo, pensò.
-Sai che per me non è così semplice Giu.- disse lui. Lei annuì, tanto non era quello il punto. -Giovanni non ti preoccupare, vai ti prego, mi passerà- lei riabbassò lo sguardo, lui la considerava debole e lei glielo stava confermando. Si stava odiando.
-Ma non voglio andarmene- disse lui.
-Cosa vuoi da me?- chiese lei, dopo un po' di attimi di silenzio.
-Tempo, devi darmi tempo per capire e per prendere le giuste decisioni- affermò lui-
-Ma il punto non è questo, io non ti sto chiedendo niente, nessuna conferma, nulla di nulla- disse lei con la poca forza d'animo che aveva. -Però...io ho bisogno di sapere che per te sono di più di una stupida ragazzina con cui passare il tempo, è una vita che mi trattano così. Sii sincero, io non mi offenderò- Giulia credeva che lui avesse compreso il suo carattere, ma dalle parole dette dal ragazzo prima non sembrava per niente così.
Sangio capì qual era il vero problema. Non era stata lei a mettergli pressioni, ma Esa, non era a lei che doveva chiedere tempo e spazio, capì che non si era offesa perché lui non era già sicuro della loro relazione, ma perché con quelle parole aveva toccato un tasto dolente della sua storia e l'aveva delusa. Doveva dimostrarle che le parole che gli erano uscite dalla bocca durante la discussione fossero false.
-E sei leggera come una farfalla, sembri una bambola, sei la donna perfetta, senza difetti- Sangio le iniziò a semicanticchiare le barre che aveva scritto per la puntata di sabato, solo quelle prima del primo ritornello almeno. Nel mentre le asciugò gli occhi e accarezzava il viso.
A Giulia spuntò un sorriso, i loro visi erano vicinissimi, si rese conto che avrebbero potuto baciarsi e probabilmente sarebbe successo, se non fosse che, finita la canzone, lei prese una decisione di grande coraggio. -Andiamo?- si allontanò alzandosi. -Sangio rimase sorpreso, pensava davvero che si sarebbero baciati.
Giulia invece aveva la sua motivazione, sarebbe stato il suo primo bacio e non voleva che le fosse dato dopo una discussione simile, per di più con un ragazzo impegnato. Le era costato tanto andarsene, durante la canzone si era letteralmente sciolta e incantata di fronte a quel viso, ma voleva che il suo primo bacio fosse dato in un momento felice. In più pensò che Sangio si sarebbe pentito presto della scelta affrettata e avrebbero solo incasinato tutto.
Prima di rientrare in casetta gli disse -L'unica cosa che ti chiedo è: se mi vedi sola con Esa vienimi a salvare. Ho questo patto anche con Sam.- rise lei.
-Non ti preoccupare San-giovanni ti verrà a salvare- rispose lui sempre con fare divertito, giocando sul fatto che il suo nome includesse il San.
Entrarono in casetta e Giulia gli comunicò che sarebbe andata a sciaquarsi il viso.
Sangio la vide camminare, quella piccoletta era veramente speciale e provò il fortissimo senso di doverla proteggerla. Capì in quel momento che avrebbe dovuto lasciare Margherita molto presto.
Esa rientrò dopo poco e si mise subito a cucinare, chiese per chi dovesse cucinare e poi si mise a rielencare le persone nella sua mente, per decidere le proporzioni.
-Ok allora Leo, Kika, Arianna, Giulia e io-
Esa aveva contanto sussurrando, ma Sangio accanto lui, che si era messo anche lui a cucinare qualcosa, gli disse -A Giulia ci penso io- lo guardò con serietà, cercando di fargli capire che non aveva intenzione di bloccare le sue emozioni per lui.
Spero che vi piaccia.
Stavo pensando che se qualcuno volesse scrivermi un' idea per la storia dei prossimi capitoli, mi farebbe davvero piacere.❤❤
STAI LEGGENDO
one shot sangiulia
Short StoryRaccolta di momenti di Sangiovanni e Giulia, nascono tutti dalla mia immaginazione
