-Ma hai Sangiovanni- le rispose Maria mentre Giulia si sfogava con lei per l'eliminazione di Martina.
-Lo so ma è diverso lo sai-
-Eh lo so che l'amica femmina è l'amica però per sfogarti e tutto lui c'è per te-
-Ma lo so, lo so è che hai visto lui com'è, niente lo scalfisce, o almeno niente di questo genere-
-Mh-
- Cioè tipo adesso che sto piangendo per questa cosa, per lui è una stronzata capito?Non che non lo sia, ma cioè io sono fatta così-
-Vabbe dai Giulietta vedrai che domani è un altro giorno, va bene?-
-Si, grazie Mary-
-Di che, buonanotte-
-Notte-
Era la prima notte totalmente sola per lei, Rosa e Martina se ne erano andate e ora lei si rigirava nel letto con mille pensieri in testa. Ora se Sangio le faceva qualcosa con chi ne avrebbe parlato? Se avesse avuto bisogno di una stupidaggine a chi avrebbe chiesto? Martina era sempre stata dolcissima con lei, anche se Giulia capiva il discorso di Sangio sul fatto che le sarebbe stato utile, pensava però che in ogni caso lui non potesse capire, lui non si affida mai agli altri, e soprattutto aveva ancora sia Deddy, che Ale e Sam. Lei di ragazze aveva Serena, con cui per forza di cose non aveva ancora legato tantissimo.
Presa da questi pensieri e paure a un certo punto si prese uno spavento, un corpo le era saltato addosso.
-Oddio santo, Gio- che scoppiò a ridere.
-Che ci fai qui è tardi-
-Ti conosco. So che se non intervengo non dormi dopo sta sera-
-E non hai detto che dovrei contare più su di me scusa?- rise Giulia.
-Si, ma facciamo che parti da domani mattina, va bene?- risero tutte e due.
Giulia si infilò fra le sue braccia, contenta che almeno per quella notte lui fosse stato indulgente.
Il mattino dopo però arrivò ciò che solo una ragazza poteva capire. Il ciclo.
Crampi alla schiena e allo stomaco afflisserò Giulia fin dalle prime luci della mattina. Capì anche perché la sera prima era stata così emotiva, dannato pre-ciclo.
-Buongiorno- sussurò un Sangio appena sveglio accanto a lei, dandole un bacio sulla guancia. Lei era uno straccio, le occhiaie, il colorito pallido e un po' di sudore caratterizzavano il suo viso.
-Ma che hai?-
-Ho il ciclo- disse.
-Che ti senti?-
-Mi sento dei chiodi su tutto il basso ventre dalle 5 di sta notte- spiegò lei, senza guardarlo.
-Piccolina, mi dispiace, vuoi qualcosa?- chiese lui premuroso mettendosi sull'attenti.
-Solo una cosa, mi vai a prendere un bicchiere d'acqua così prendo il brufen? Se no oggi non mi muovo davvero- disse lei, con quasi le lacrime agli occhi.
-Ma certo, arrivo subito- il ragazzo si svegliò rapidamente e le portò subito il bicchiere. Dopo un quarto d'ora Giulia dovette alzarsi per forza.
-Si comincia- sembrava a terra, nemmeno lo guardava in faccia, il dolore l'attanagliava troppo.
-Non spingere troppo dai- le consigliò lui, guardandosi solo un flebile sorriso.
-Ciao- sussurò prendendo il borsone e dirigendosi fuori casa, strusciando i piedi, dopo essersi messa un tutone.
In sala i ballerini furono un po' più clementi con lei grazie al cielo. Tornò a casa la sera, sfinita, il dolori erano ricominciati dopo un po' di ore.
-Mi vado a fare la doccia e vengo a mangiare- aveva detto agli altri ragazzi che già avevano incominciato la cena.
Sangio la guardava preoccupato e attese che la ragazza tornasse, preparandole già il piatto. Giulia però non tornava, così si diresse in camera sua e la trovò stesa sul letto, con ancora la giacca addosso e il borsone alla spalla.
-Ma non ti dovevi fare la doccia?- chiese soffocando un po' una risata.
-Non ce la posso fare, e non ridere tu- rispose sconsolata, lui alzò le braccia in segno di resa.
-Dai su ti aiuto io- e la iniziò a sfilare la giacca e il borsone alzandola in piedi, sorreggendola. Accarezzandola, sperando di farla rilassare un pochino.
La portò in bagno e le accese l'acqua calda.
-Dai ti aspetto in camera tua- le sussurò all'orecchio dopo averle tolto la maglia e averle lasciato un bacio sul collo, uscì dal bagno.
Giulia ne uscì minuti dopo, stanca come non mai. Intanto lui le aveva preparato un vassoio con la cena riscaldata e della cioccolata.
La fece stendere sul letto, e praticamente la imboccò.
-Dai per l'ultimo boccone un aereoplaninooo- rise lui trattandola proprio come una bambina, lei spalancò la bocca e dopo aver mangiato, scoppiò a ridere.
-Ohh finalmente, una risata- esclamò lui contento di aver fatto qualcosa.
-Menomale che c'è il mio super uomo- sospirò lei, buttando la testa all'indietro facendolo stranamente arrossire, anche se non lo vide mai.
-Cos'altro posso fare?-
-Un'ultima cosa, puoi portarmi una felpa così me la metto sulla pancia che se è calda sento meno il dolore- spiegò lei.
Lui invece si stese su di lei, poggiando la testa sul suo ventre, lasciandoci un bacio sopra e agganciando un braccio intorno al suo bacino.
-Così va bene?- le chiese con un sorriso in faccia.
-Ahahahah si grazie-
-Guarda che non è un servizio a gratis eh- e con questo le prese una mano e la infilò nei suoi capelli.
-Le mani non ti fanno male no?- le chiese ridacchiando, volendo che lei iniziasse a fargli i grattini.
-Ahahaha okok- e lei lo accontentò.
Il corpo dolorante di Giulia piano si rilassò grazie al calore indotto dal suo ragazzo, che in un'oretta si era già addormentato su di lei. O almeno credeva.
-Mi dispiace se delle volte ti sembro duro-sussurò Sangio sperando che Giulia lo ascoltasse.
-Cioè?-
-Ieri quando ti ho detto quelle cose per Marti, lo so che ogni tanto mi detesti quando ti forzo. È che vederti star male per gli altri mi manda giù a me di morale e vorrei vederti sicura e forte sempre-
-Lo so che lo fai a fin di bene. Solo che credo mi ci vorrà del tempo, non riesco in automatico- rispose lei con tono dolce per rassicurarlo.
-Ma ce la farai vero?- le chiese, sembrava più una preoccupazione sua che di Giulia in sé.
-Con un ragazzo come te figurati, certo che sì- rispose lei ridendo.
-Che intendi?-
-Tu mi fai vivere veramente- Sangio la guardò con aria interrogativa.
-Hai presente Grande Grande Grande di Mina?-
-Mh-
-Sei tu con me- affermò lei sicura.
-E com'è che fa? - chiese lui divertito.
-Dai lo sai che sono stonata-
-Dai la cantiamo insieme-
-Ok dai-
'Con te dovrò combattere
Non ti si può pigliare
Come sei
I tuoi difetti sol talmente tanti
Che nemmeno tu li sai' e Giulia lo guardò divertita.
'Sei peggio di un bambino capriccioso
La vuoi sempre vinta tu
Sei l'uomo più egoista e prepotente
Che abbia consciuto mai' e gli toccò il naso.
'Ma se c'è di buono che al momento giusto
Tu sai diventare un altro
In un attimo tu
Sei grande, grande, grande
Le mie pene non me le ricordo più'
E gli accarezzò il viso, ricordando il numero di volte in cui Sangio l'aveva rassicurata e fatta sentire bellissima.
'Io vedo tutte quande le mie amiche
Son tranquille più di me
Non devono discutere ogni cosa
Come tu fai fare a me
Ricevono regali e rose rosse
Per il loro compleano
Dicon sempre di sì
Non hanno mai problemi e son convinte
Che la vita è tutta lì'
E Giulia pensava a tutte le coppie che aveva visto nascere nella sua vita, alcune bellissime, altre edulcurate, altre tossiche da far schifo.
'E invece no, invece no
La vita è quella che tu dai a me
In guerra tutti giorni sono viva
Sono come piace a te'
I piccoli e i grandi litigi all'interno della casetta.
'Ti odio, poi ti amo, poi ti amo
Poi ti odio, poi ti amo
Non lasciarmi mai più
Sei grande, grande, grande
Come te, sei grande solamente tu'
L'ultima frase gliela fece cantare sa sola sorridendole come uno scemo. Aveva capito a pieno ciò che Giulia aveva inteso, lui non era facile, non era una persona che ti lascia nella tua comodità confortandoti con parole smielate, lui le diceva la verità, nella maniera più delicata possibile, ma era sempre la nuda e cruda verità, questo la portava a mettersi in discussione, a superare i suoi limiti, nonostante fosse scomodo farlo, forse si faceva un po' odiare per questo, ma alla fine dei conti cosa le era stato più utile e soddisfacente, superarsi o crogiolarsi nella comodità di parole dolci? Qual era il vero amore? Aiutarla davvero o sparare frasi smielate solo per stare apposto con sé stesso e dimostrarle che lui le era stato accanto senza nessun particolare impegno.
Giulia si era ormai convinta di sapere la risposta.
-Non pensavo potesse esserci qualcuna che capisse davvero il mio amore, tutte mi scambiano per stronzo-
-Beh ma io non sono tutte no?-
Lui alzò il capo verso di lei, sorridendo.
-No per niente- e si risistemò sulla sua pancia, stringendola nuovamente, fiero di essersi scelto una persona come lei al suo fianco.
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one shot sangiulia
NouvellesRaccolta di momenti di Sangiovanni e Giulia, nascono tutti dalla mia immaginazione
